Dom, 29 Gen, 2023

"Abbattere la violenza di genere, non è una battaglia delle donne, ma di tutte le persone che credono in una società civile"

I bambini e le bambine dell'IC anno letto i loro pensieri e cantato "Another love", colonna sonora della protesta delle donne in Iran

Anche quest'anno, come è ormai tradizione, una rappresentanza dell'Istituto Comprensivo è scesa in piazza della Repubblica per dire un "no" deciso alla violenza sulle donne.

«In una società civile una giornata come questa non dovrebbe neppure esistere - ha esordito la dirigente scolastica, Lucrezia Russo -. Oggi siamo qui per dire il nostro "no" forte e deciso alle forme di violenza che purtroppo ancora ci sono. E, non solo quella  quella fisica, ma anche morale, verbale, psicologica. E' una vergogna che ci sia ancora. La conquista sarebbe che non ci fosse mai più una giornata come questa, perchè vuol dire che la strada da fare è ancora lunga. Questa è una battaglia di tutti  e di tutto il mondo, non solo delle donne. E' una battaglia che devono fare tutte quelle persone che credono in una società civile. Una società in cui siano rispettati i diritti di tutte le persone». 

E ha proseguito «ecco perchè abbiamo il dovere morale di scendere in campo. Quello che insegnamo ogni giorno ai bambini è che non c'entra niente avere diecimila leggi e possono essere le più belle del mondo, ma se non facciamo prevenzione educando, non arriveremo mai da nessuna parte. La scuola ha il dovere morale di scendere in campo e gridare il suo "no" ed educare le giovani generazioni, uomini e donne, a lottare. La cosa peggiore è quella di non fare nulla. Dobbiamo batterci perchè mai, una donna che sia vittima di violenza, possa sentirsi colpevole. La violenza non ha mai una giustificazione. mai soprattutto per amore».

E a questo punto si è rivolta alle bambine delle classi 5° presenti in piazza «l'amore è rispetto, è libertà, è condivisione della vita, delle scelte. L'essenza dell'amore è la libertà e soprattutto la ricerca della felicità dell'altro. Per questo come scuola, siamo qui per dire questo e abbiamo abbracciato la battaglia della popolazione iraniana, partita con la morte di Masha Mini. La sua famiglia non ha insabbiato, ha parlato. Ecco la forza della parola».

Alla mattinata è anche intervenuto il comandante della Polizia Locale, Roberto Mattiello e l'assessora all'Istruzione e alle Pari Opportunità, Pina Fabiano che ha commentato «sono contenta che oggi ci siano i bambini perchè loro sono il nostro futuro. Credo molto nel nostro ruolo educativo sulle ragazze, ma anche sui ragazzi, perchè avere la capacità di insegnare ai nostri figli maschi il rispetto per le donne, ancor più che insegnare alle bambine  il rispetto di se stesse. Come mamma , anche di figli maschi, penso che sia importantissimo il nostro ruolo perchè dobbiamo far sì che tutti capiscano che la violenza fisica, psicologica non è mai la risposta a nulla. La risposta a tutto ciò che ci circonda, alle difficoltà della vita non può essere la violenza. Ringrazio la scuola, le maestre che fanno un lavoro egregio nell'educare i nostri bambini, la dirigente che coordina e che è sempre aperta  a tutte le iniziative del territorio ed è molto sensibile a questo tema».

Gli alunni e le alunne sono poi intervenuti leggendo i loro pensieri e infine, tutti insieme hanno cantato "Another love" di Tom Odell, diventata, dopo la morte di Masha Mini, la colonna sonora su TikTok, dell'ondata di proteste delle donne in Iran.

La chiusura della manifestazione è toccata alla dirigente Russo che ha letto il bellissimo e significativo brano dello scrittore Massimo Lo Pilato:

«Mi piace pensare che un giorno un uomo anziano porterà la sua nipotina a comprare un paio di scarpette nuove e lei le sceglierà di un rosso fiammante. Allora il nonno le si inginocchierà di fronte per fargliele provare e le dirà “un tempo erano il simbolo contro la violenza sulle donne! ~ La bimba gli sorriderà incredula “che cos’è la violenza?”. “Nulla, amore mio, non puoi saperlo, è una meschinità che apparteneva ad un mondo lontano dal nostro!..»

 

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