Mer, 17 Ago, 2022

La silenziosa (forse troppo) politica sociale del Comune

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Finora già stanziati 350mila euro 

Grimaldi: «Non mi pare così poco per un Comune di appena 14mila abitanti»

na.ber.

Si moltiplicano le polemiche di chi, a causa della pandemia, non riesce a tirare avanti e accusa il Comune, o meglio l'Amministrazione, di essere poco presente in questa delicata fase. 

C'è anche chi paragona le numerose iniziative portate avanti dai Comuni limitrofi - per altro molte soprattutto nel periodo natalizio tra pranzi offerti alle famiglie povere o diventate più povere a causa della pandemia, buoni giocatttolo per i bambini e buoni da spendere nelle attività commerciali cittadine - e l'inerzia del Comune, dove a dire di molti nulla o quasi sarebbe stato fatto.

Abbiamo chiesto all'assessora ai Servizi Sociali, Angela Grimaldi in in quale direzione va la politica sociale del Comune. Ecco cosa ci ha risposto.

angela grimaldi

«Dire che non è stato fatto nulla è ingiusto e non è vero - spiega - Dall'inizio della pandemia il Comune di Caselle ha messo in campo molte iniziative. 
Lo sgravio di 75mila euro per la TARI delle utenze domestiche altri 70mila per quelle non domestiche (quindi legate al commercio); 20mila per lo sgravio alle società sportive e circa altrettanti per i commercianti per l'acquisto dei presidi sanitari per la ripartenza. Solo questi principali interventi portano ad totale di circa 200mila euro cui vanno sommati i circa 150mila euro statali urilizzati per i pacchi e per i buoni farmacia. Totale circa 350mila euro per un Comune di 14mila abitanti investiti per sostenere i nuclei maggiormente colpiti da disagio economico. Non mi pare proprio nulla».

L'assessora Grimaldi spiega poi che con il CIS sta lavorando per il futuro.

«Il peggio, siamo tutti certi deve ancora arrivare - prosegue - e toccherà non solo l'ambito economico, ma anche quello della salute (molte persone non hanno potuto avere le cure necessarie alle loro patologie diverse dal Covid), il sociale, l'isolamento che porta a forme depressive. Per non parlare delle emergenze abitative che andranno a toccare pesantemnte persone che non potranno più pagare mutui e affitti e si troveranno nella condizione di non poter neppure accedere alla case sociali. Ecco su questi temi stiamo lavorando per non fare semplice assistenzialismo, ma accompagnare le persone in una fase difficile della loro vita».

A breve ripartirà anche la distribuzione dei pacchi che conterranno gli alimenti e laddove ci sono dei bimbi anche molti prodotti a loro destinati.

«Ecco questo è quello che stiamo facendo - conclude - forse troppo in silenzio, ma questo non significa che non ci stiamo preoccupando per i casellesi»

 

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