Sab, 26 Nov, 2022

L'ex Capirone, ora RSA, va in comodato d'uso all'ASL TO4, per realizzare la Casa di Comunità, prevista dal piano regionale

L'ex Capirone, ora RSA, va in comodato d'uso all'ASL TO4, per realizzare la Casa di Comunità, prevista dal piano regionale

La casa di riposo sarà trasferita in un nuovo edificio

Il Comune ha concesso, con l'approvazione dell'ultimo Consiglio comunale, in comodato d’uso all'ASL TO4 l'ex Infermeria Capirone, oggi RSA, che grazie ai fondi del PNRR sarà ristrutturata e diventerà una delle 11 Case di Comunità previste dal piano della Regione Piemonte.

La concessione del comodato d’uso è stato il primo atto per la progettazione che sarà, secondo il programma della Regione e dell’ASL condiviso con il Comune, il più partecipato possibile. In particolare, per quanto riguarderà la scelta degli ambulatori specialistici. Le Case di Comunità dovranno, infatti, rappresentare un punto di riferimento per ambiti territoriali di circa 50mila abitanti: e conterranno al loro interno, oltre ai medici di base e ad alcuni ambulatori specialistici, anche servizi diagnostici, non soltanto punti prelievo, di prenotazione e informazione, con orario continuato per 24 ore al giorno e 7 giorni la settimana.

«Il Comune non può che ritenere positivo il fatto che la Casa di Comunità sorga sul nostro territorio - ha spiegato il sindaco, Renato Pittalis - Per quanto riguarda la continuità della presenza di una RSA nel territorio comunale è già stata resa evidente l’intenzione dell’Amministrazione di procedere alla costruzione di una nuova struttura, dopo l’approvazione in linea tecnica del progetto, con ulteriori 81 posti in convenzione, su cui la Regione ha dato riscontro positivo, in aggiunta ai 30 già convenzionati nell’attuale configurazione del Capirone. Il completamento della Casa di Comunità è previsto nei programmi attuativi del PNRR entro il 2026. Indipendentemente da questo, il cronoprogramma per la costruzione di una nuova casa di riposo lascia prevedere un trasferimento diretto degli ospiti del Capirone direttamente nella nuova struttura, quindi in concomitanza con l’apertura del cantiere della casa di comunità. Se questo, per qualsiasi motivo, dovesse subire un disallineamento nei tempi, sono già state valutate soluzioni temporanee che, in collaborazione con la Regione  e con la stessa ASL, ridurranno in modo determinante, se non addirittura elimineranno, le possibilità di disagi per gli ospiti e le loro famiglie».

L'ex Capirone necessita di ingenti lavori di ristrutturazione, pena il ritiro già paventato dei titoli autorizzativi da parte della Regione che condurrebbero comunque al trasferimento temporaneo degli ospiti.

Rispondendo alle domande dei Consiglieri, in particolare per quanto riguarda gli attuali costi della casa di riposo, Pittalis ha sottolineato come «anche al di là delle modifiche strutturali legate alla pandemia e alla necessità di avere delle stanze destinate all’isolamento che ne hanno ulteriormente ridotto la disponibilità di posti, il Capirone nella configurazione attuale genera un sostanzioso deficit annuo, non più sostenibile per le casse comunali. D’altro canto, una comunità di 16.500 abitanti, che storicamente ha una grande attenzione per gli anziani e per la difficoltà in generale, non deve rimanere priva di un servizio la cui presenza è fortemente radicata nella comunità cittadina. Questa scelta di tipo politico a cui siamo stati chiamati trova una risposta in questa opportunità: da una parte, grazie al PNRR, un edificio storico trova una nuova vocazione e nuova vita, anche dal punto di vista strutturale, dall’altra è possibile costruire una nuova casa di riposo, con tutti gli standard progettuali e di servizio più moderni, accreditabile nel convenzionamento per 111 posti su un totale di 120 utenti».

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