Sab, 25 Giu, 2022

Società Agricola Operaia di Mutuo Soccorso, non è solo un pezzo di storia leinicese, ma anche impegno vivo e concreto

Presentato un volume che ne ripercorre la storia a 170 anni dalla fondazione

La Società Agricola Operaia di Mutuo Soccorso di Leinì compie 170 anni di vita e di storia.

Per festeggiare questo importante traguardo, il suo presidente, Antonio Balbo, ha curato un interessante quanto esauriente volume, che ripercorre non solo i 170 anni dalla fondazione, del più longevo sodalizio lenicese, ma accende i riflettori su un periodo ancora poco conosciuto di Leinì, e sulle sue straordinarie iniziative di mutuo soccorso a favore di operai e contadini.

Tutto nacque, come per altre Società, all’indomani della promulgazione dello Statuto Albertino del 1848. Carta che per la prima volta concedeva la libertà di associazione. Solo pochi anni dopo la fondazione della Società di Pinerolo, mosse i primi passi il sodalizio di Leinì. Dunque una delle realtà più antiche ed ancora in vita, la cui origine risale al Regno di Sardegna. Organizzazione leinicese che, senza soluzione di continuità è giunto fino ai giorni nostri, passando per il Regno d’Italia e la Repubblica.

Ora un volume, presentato proprio giovedì scorso nella storica sede di Leinì, ripercorre i 170 anni di vita della locale Società Agricola Operaia di Mutuo Soccorso. Documenti riletti e raccontati da Antonio Balbo, attraverso oltre seimila pagine di verbali. Non solo uno spaccato di vita leinicese, ma la storia di un preciso impegno solidale rivolto verso i numerosi iscritti e le loro famiglie, che in forma sempre maggiore aderirono alle iniziative della Societò. Un’epoca lunghissima, quella che si dipana tra le pagine Antonio Balbo, presidente della Saoms di Leini. Un periodo storico attraversato da guerre, epidemie, capovolgimenti sociali. Ma dove è sempre stata costante l’attenzione verso i più bisognosi. Come ad esempio l’accesso ad un servizio medico.

Oggi aspetto del tutto normale per la popolazione italiana. Ma che per molti, al tempo della nascita della Società di Leinì, e nei decenni successivi, poteva essere un ostacolo insormontabile.

«La Società di Leinì – ha ricordato Antonella Emina – è formata da beni materiali e immateriali. I primi sono i muri della sede, le pagine dell’archivio. I secondi sono pezzi di vita scritti da persone comuni che a volte utilizzavano un linguaggio particolarmente ricercato per sottolineare l’importanza di alcuni accadimenti. Pagine straordinarie che oggi tornano alla luce grazie alla pubblicazione di questo volume».

Lo scopo delle società di mutuo soccorso, in un’epoca in cui non esistevano ancora i più elementari servizi di assistenza e prevenzione medica, era proprio quello di garantire ai propri iscritti e famigliari, in gran parte contadini ed operai, quei servizi fondamentali nel campo socio assistenziale, per un livello minimo di qualità della vita, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, che non mancavano certo.

«Le prime Società nacquero sulla base di precedenti esperienze di forme assistenziali – ha ricordato il presidente Balbo – con lo scopo principale di tutelare la salute dei soci e di promuovere la loro istruzione, sulla base dei principi ispirati alla morale comune. In sostanza di dare risposte concrete a quelle che erano le tre cose si cui si avvertiva un bisogno impellente: salute, dal momento che le cure erano molto costose; istruzione, laddove l’analfabetismo era pressoché totale, accanto alla necessità di migliorare l’educazione civica delle persone». 

Pagine di storia locale e solidarietà concreta, che emergono ora dalle carte degli archivi, grazie al paziente ed appassionato lavoro di ricerca del presidente Antonio Balbo.

«Ho consultato e studiato oltre seimila pagine di verbali relativi alle riunioni della Saoms – ha sottolineato il presidente della società, davanti ad un folto pubblico, caratterizzato da iscritti al sodalizio e da semplici cittadini – da queste relazioni emerge una organizzazione composta da persone comuni che decidono di unirsi, per far fronte, insieme, alle tante problematiche che gravavano sulla società del tempo. A partire dalla mancata istruzione, al fondamentale diritto alla salute ed all’educazione morale».

Pagine fitte di storia cittadina, dove ritornano nomi, persone, iniziative solidali nei confronti dei soci. Mille rivoli di solidarietà, che arrivano fino ai giorni nostri, con i progetti di mutuo soccorso, perché la Società Agricola Operaia di Mutuo Soccorso, non è solo un pezzo di storia leinicese, ma anche impegno vivo e concreto, che si traduce oggi con l’iniziativa “Prevenzione e salute a km 0”, attraverso una rete di convenzioni con studi medici presenti sul territorio. Una serie di servizi proposti ai soci, che vanno dai centri terapici, laboratori di analisi, dentisti, ottici, quello che ancora oggi la Società di Mutuo Soccorso, dopo 170 anni di vita, continua ad offrire in nome di una mutualità che affonda le sue radici nella solidarietà.

Un vero modello di assistenza sanitaria ante litteram, che tanti benefici ha assicurato lungo i suoi 170 anni di gloriosa esistenza, e come ha sottolineato il sindaco di Leinì, Renato Pittalis, presente all’iniziativa con diversi amministratori comunali «La Società Agricola Operaia di Mutuo Soccorso ha rappresentato e rappresenta ancora molto per la nostra città. I suoi 170 di vita, sono anche i 170 di vita della città di Leinì e della sua popolazione».

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