L'importante è salvaguardare i 69 posti di lavoro del call center, di cui 25 ad Ivrea
Finalmente la Giunta Cirio si è attivata con la Regione Lombardia relativamente alla vicenda COMDATA e all’applicabilità della “clausola sociale” che consentirebbe di salvaguardare tutti i 69 posti di lavoro del call center COMDATA.
Si tratta di una vicenda complessa e l’auspicio è che, anche grazie all’intervento della Regione Piemonte, entro il 10 dicembre possano esserci novità positive. Ma la vicenda COMDATA è parte di una crisi più ampia, quella che riguarda il comparto delle TLC nel Canavese e in tutto il Piemonte, che necessita urgentemente di un impegno determinato da parte dell’Amministrazione regionale che vada al di là delle specifiche situazioni di crisi.
Avevo avanzato la richiesta di aprire una linea di comunicazione tra le due Regioni dopo aver partecipato al presidio dei lavoratori della scorsa settimana, preoccupati dal fatto che le aziende che si sono aggiudicate la gara d’appalto Aria-Regione Lombardia non si sono più presentate ad alcun incontro, venendo meno alle garanzie date inizialmente e negando il diritto alla clausola sociale delle lavoratrici e i lavoratori COMDATA (69, di cui 25 ad Ivrea).
La mancata applicazione della clausola sociale ha indotto, infatti, COMDATA a dichiarare esplicitamente gli esuberi, aprendo un preoccupante scenario di incertezza, peraltro in un territorio, quello Canavesano, già attraversato da numerose crisi occupazionali riguardanti altre grandi imprese di telecomunicazione negli ultimi anni.
La vicenda COMDATA è, infatti, ribadisco, un indicatore di una crisi più ampia. Una situazione sconcertante, se si tiene conto della natura pubblica del committente, la Regione Lombardia rimasta fino alla mia richiesta di intervento della giunta Cirio, silente.