Mar, 16 Ago, 2022

Riciclaggio, frodi, false fatturazioni: 14 misure cautelari per imprenditori e commercialisti italiani

Truffa da 25 milioni di euro ai danni del Gestore dei Servizi Energetici del Ministero dell'Economia

Nella mattinata di ieri, martedì 5 luglio, i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a Torino e provincia - emessa dal GIP del Tribunale su richiesta della locale Procura della Repubblica - nei confronti di 14 imprenditori e commercialisti italiani, che, secondo gli elementi indiziari raccolti, sarebbero parte, a vario titolo, di un’associazione per delinquere dedita a frodi plurime, false fatturazioni, riciclaggio e usura.

L’indagine, partita nel 2019 nei confronti di 115 indagati complessivi, sulla base degli elementi raccolti, ha consentito di acquisire indizi circa l’ipotizzata esistenza di un sodalizio che, mediante 25 società appositamente costituite grazie alla complicità di soggetti terzi o utilizzando documenti falsificati avrebbe perpetrato truffe al Gestore dei Servizi Energetici SpA - società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze - facendosi erogare indebitamente Titoli di Efficientamento Energetico, ceduti successivamente a società terze, ricavando un controvalore economico per un importo complessivo di circa 25 milioni di euro;  frodi in danno di Istituti finanziari e bancari, anche mediante acquisizione fraudolenta di crediti d’IVA, attraverso l’emissione di fatturazioni inesistenti, con un danno complessivo di circa 50 milioni di euro;  riciclaggio dei proventi mediante, trasferimento delle risorse all’estero e/o acquisto di metalli preziosi (lingotti e monete d’oro),  attribuzione fittizia a terzi, anche grazie all’utilizzo di generalità false e prestiti a tassi usurari.

Contestualmente alle misure cautelari, sono stati eseguiti 31 sequestri preventivi di altrettanti conti correnti in Italia e all’estero, 13 perquisizioni domiciliari nei confronti di ulteriori indagati.

Nel 2019 i carabinieri del nucleo Radiomobile di Torino avevano rinvenuto un tesoro  da 1,3 milioni di euro in un deposito "self storage", alla periferia di Torino:  venti chili di lingotti d’oro e decine di mazzette di denaro e a gennaio 2019 erano scattate le manette per un imprenditore.

Le successive indagini dei militari del nucleo investigativo hanno scoperto che il tesoro era di proprietà di un’organizzazione criminale composta di altri quattro imprenditori torinesi responsabili di associazione finalizzata a condotte di truffa, riciclaggio, anche mediante utilizzo di false identità, trasferimento fraudolento di valori, truffa per il percepimento di erogazioni pubbliche, frodi fiscali e fittizie intestazioni di beni.  Il gruppo criminale costituito da più di 20 società fantasma operanti nel settore energetico e consulting finanziario,  con sede in Italia e all’estero, mediante le quali hanno ottenuto finanziamenti bancari per diversi milioni di euro.  Il 30 gennaio di quello stesso anno, i militari avevano anche fermato e arrestato quattro insospettabili imprenditori mentre tentavano di fuggire all’estero, dopo aver scoperto che il loro deposito segreto  era stato violato.

Le perquisizioni avevano permesso di sequestrare diversa documentazione cartacea e informatizzata relativa alle truffe finanziarie realizzate, 1 rilevatore di microspie, 11 lingotti in oro del peso complessivo di 2,750 kg, per un valore di 99mila euro e 49mila in contanti.

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