Mer, 17 Ago, 2022

World Emoji Day: le "faccine" entrate ormai a pieno titolo nella nostra comunicazione quotidiana

World Emoji Day: le "faccine" entrate ormai a pieno titolo nella nostra comunicazione quotidiana

Aiutano a superare le barriere linguistiche e a lanciare messaggi sociali

Immediate, efficaci, oggi irrinunciabili nella nostra comunicazione. Sono le cosiddette “faccine”, che l’inglese traduce con emoticon [emotion + icon “icone emozionali]. Secondo molti sarebbero nate nel lontano, ma neanche troppo, 1982, quando l’informatico Scott Fahlman suggerì l’uso del simbolo :-­) nelle e-mail per indicare “I’m only kidding” o “I’m happy”, e il simbolo :­-( per indicare “I’m serious” o “I’m unhappy”.

Emoticon ed emoji sono la stessa cosa?

La risposta forse vi sorprenderà, perché a volte si tende a sovrapporle, ma è un errore. Le prime si ottengono ancora oggi combinando segni d’interpunzione, mentre le altre, quelle delle chat di WhatsApp per intenderci, sono immagini già pronte, ben più complesse, che rappresentano concetti, oggetti, animali, azioni e ci permettono di sostituire le icone a un gran numero di parole.

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 Il nome dice già molto; infatti, hanno preso il nome di Emoji, perché nascono in Giappone - in giapponese questo termine significa "icona". Sembra siano diventate popolari dopo la prima apparizione sui cellulari giapponesi, nel 1999. L’inventore è Shigetaka Kurita, grafico giapponese, che in quell’anno lavorava in NTT DoCoMo, uno dei maggiori operatori di telefonia del Giappone.

Shigetaka Kurita come arrivò a idearle? Lo spunto arrivò da segnali stradali, caratteri cinesi e manga, grazie a cui progettò 176 pittogrammi, 12 per 12 pixel, che potessero essere inviate tramite cellulare come caratteri singoli. Oggi, le emoji originali sono inserite nella collezione permanente del MoMA di New York.

Oggi la Giornata Mondiale, a settembre novità in arrivo

In questi anni sono diventate così tanto popolari che oggi si festeggia la loro giornata mondiale, istituita nel 2014, che è diventata un’opportunità per iniziative e operazioni di marketing a tema.

La giornata è stata ideata da Jeremy Burge, designer australiano, che un anno prima, nel 2013, ha fondato Emojipedia, un sito web che raccoglie informazioni aggiornate sulle emoji, con annessi significati e consigli per l’utilizzo; pagina che monitora e analizza anche le variazioni nell’uso, che nascono proprio dagli utenti. Così, nel 2014 ha dato vita alla giornata dedicata; la data scelta è quella di oggi perché è anche quella raffigurata sull’emoji che rappresenta un calendario che segna “17 July”.

Negli ultimi anni le emoji hanno seguito quanto avvenuto a livello globale, portando sui nostri cellulari il Covid e il viso coperto dalla mascherina. Altre novità sono il corallo, usato per discutere del cambiamento climatico, e le emoji attente all’inclusività, non solo espressa da mani e visi appartenenti a varie etnie, ma anche con attenzione al genere, senza escludere chi non si riconosce nel binarismo.

Non è finita qui: a settembre ne arriveranno altre 31, come ha annunciato l’Unicode Consortium, organizzazione che si occupa di uniformare i caratteri sui sistemi informatici. Tra quelle in attesa di approvazione per il settembre prossimo ci sono una faccia tremante, due mani che spingono e un semplice cuore rosa. Proprio in vista della Giornata mondiale delle emoji, Emojipedia ha creato modelli di esempio per ciascuna emoji candidata. L’organizzazione, però, sottolinea che si tratta di semplici bozze, che resteranno tali e saranno soggette a possibili modifiche prima dell'approvazione dopo l’estate.

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