Mar, 16 Ago, 2022

Concerto del Primo Maggio, occhio di bue su Fedez e il DDL Zan

Fedez concerto primomaggio ddlzan nonsolocontro

Il rapper sfida la politica e fa nomi e cognomi

 Solidarietà alla comunità LGBTQI+ e ai lavoratori dello spettacolo

Ilaria Cavallo

L’annuale Concerto del Primo Maggio, imperdibile evento organizzato da Cgil, Cisl e Uil,  che da oltre trent’anni raggruppa in piazza San Giovanni in Laterano a Roma una lunga lista di artisti, ha ravvivato lo scorso sabato sera portando un momento di musica e gioia nelle case di milioni di italiani.

Momento clou di quest’edizione è senz’altro stato l’intervento di Fedez. Il rapper milanese è noto per la sua vicinanza a temi sociali – l’anno scorso ha lanciato una raccolta fondi per i lavorati dello spettacolo e con la moglie Chiara Ferragni ha finanziato un nuovo reparto per i pazienti Covid conquistando per questo il prestigioso Ambrogino d’Oro -  è qualche tempo che ha preso a cuore la questione del ddl Zan, il disegno di legge contro l’omotransfobia.

L'appello al governo perchè prenda provvedimenti per i lavoratori dello spettacolo

Dopo una sentita richiesta al Governo perché prenda provvedimenti seri per la tutela dei lavoratori dello spettacolo che da più di un anno il lavoro non lo vedono neanche con il binocolo,  Fedez si è preso un momento per parlare del Zan e dei suoi principali oppositori citando nomi e cognomi di alcuni parlamentari che hanno speso parole d’odio e fuorvianti riguardo agli omosessuali. Per ricordarne qualcuno «i gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie», «il matrimonio gay porta all’estinzione della razza», «fanno le iniezioni ai bambini per farli diventare gay», «se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno».

Il rapper ha ricordato inoltre come il ddl Zan, un disegno legge di iniziativa parlamentare già stato approvato alla Camera, è da troppo tempo bloccato dal senatore leghista e presidente della Commissione Giustizia Andrea Ostellari. La legge è stata approvata a novembre scorso e ad oggi, nonostante l’approvazione è il pieno sostegno della maggior parte della popolazione italiana, continua ad essere rinviata perché, secondo il parare dello stesso Ostellari, non riguarda una questione di primaria importanza.

ddlazn fedez nonslocontro nsc

 

Si parla di diritti umani e di tutela della comunità LGBTQI+, sono questi forse meno importanti delle etichette dei vini?

Fedez si era già esposto lo scorso 8 aprile esponendo il proprio pensiero in merito al disegno legge su Instagram parlando del messaggio «sbagliato» lanciato da alcuni esponenti del Carroccio e scagliandosi in primo luogo contro il senatore Simone Pillon – uno dei principali oppositori che ha a più riprese condiviso sui social il vanto per la continua ostacolazione del DDL Zan oltre ad una lunga serie di fandonie sul suo contenuto - e attirandosi per questo le inimicizie dell’estrema destra, ma per la diffusione del suo messaggio sulla rete nazionale si è portato a casa anche il malumore di Rai 3 com’è stato testimoniato dal video pubblicato dal rapper sul suo profilo Twitter nel quale è possibile assistere alla conversazione con la vicedirettrice del canale la quale aveva chiesto di modificare il testo dell’intervento perché ritenuto inopportuno.

«È la prima volta che mi è succede di inviare il testo di un mio intervento per essere approvato dalla politica, approvazione che purtroppo non c’è stata in prima battuta, o meglio, dai vertici di Rai 3 che hanno chiesto di omettere dei nomi dei partiti e di edulcorarne il contenuto» ha detto all’inizio dell’intervento assumendosi poi le responsabilità del messaggio.

Fedez Rai  https://twitter.com/Fedez/status/1388597928177160201?s=20

Una richiesta di censura?

Davvero singolare in un Paese in cui vige la libertà di parola. Coraggioso senza alcun dubbio, e il suo messaggio è passato chiaro e forte alla massa come in Governo dove, invece, non passa il ddl Zan.

Image

Torino e area metropolitana

Non Solo Contro

Il giornale è a cura dell'Associazione Culturale onlus NonSoloContro.
Registrazione n. 2949 del 31/01/2019 rilasciata dal Tribunale di Torino
Direttore responsabile: Nadia Bergamini

Per la pubblicità

ABC Marketing e Comunicazione 
P.I. 124160015

abc.marketing.comunicazione@gmail.com

 Tel.: 3935542895 - 3667072703