Lun, 16 Mag, 2022

Street art e solidarietà alle donne ucraine e russe: sui muri di Roma, un messaggio forte e chiaro

La street artist Laika sceglie di stare dalla parte di tutte le donne, sempre in anonimato 

Roma, Piazzale Ostiense. Accanto alla metro Piramide, nella notte tra il 7 e l’8 marzo, due donne, una russa e una ucraina, si stringono in un abbraccio e piangono, vestite con i colori delle bandiere.

Accade nell’ultima opera della street artist Laika, che però rappresenta incredibilmente bene la situazione attuale di tante persone e tante donne, lontane da Roma, ma vicine. La scelta dell’8 marzo non è stata casuale: questa nuova raffigurazione sui muri di Roma, vicino alla metro, dove passa parecchia gente, nella Giornata Internazionale della Donna è una dedica alle bambine, alle ragazze, alle donne adulte vittime di un conflitto atroce, di cui stanno pagando il prezzo. Sotto le due donne c’è la scritta “pace” in caratteri cirillici.

In anonimato dalla parte delle donne

Laika vuole dire la sua, senza condizionamenti, e ha scelto di farlo nel completo anonimato; si fa riconoscere solo attraverso la sua firma, non dal suo aspetto esteriore. È attiva dal 2019, con poster, murales, adesivi e graffiti a stencil, si definisce semplicemente “attacchina” e non lascia mai la sua parrucca rossa e la maschera bianca che nasconde il suo volto. Ciò che conta non è chi c’è dietro la maschera, ma la realtà che interpreta attraverso le sue opere: ecco spiegata la scelta. Per di più, quando esce in strada per raccontare la realtà con le sue opere lo fa di notte. Poi, nelle conversazioni telefoniche usa un modulatore della voce per non farsi identificare.

Laika street artist 1

Ecco come ha raccontato il suo ultimo lavoro attraverso i social: «É un 8 marzo drammatico. La guerra che sta imperversando colpisce in modo particolare donne e bambini, le vittime civili si contano a decine di migliaia, dopo anni di conflitto iniziato nel 2014 e che vive in queste settimane un'escalation devastante. Le donne ucraine e quelle russe sono unite dalle atrocità che stanno subendo. Chi ha perso la casa, chi un marito, un figlio, chi la propria stessa vita in una guerra tra popoli fratelli che, tutto ad un tratto, si trovano nemici per gli interessi economici e politici di chi li governa. E poi ci arrivano le immagini dei negoziati di pace in cui non è presente nemmeno una donna. Oggi voglio celebrare tutte le donne russe e ucraine perché nessuna di loro avrebbe voluto questa guerra».

Un poster che è un segno di solidarietà, forte e chiaro, rivolto alle donne di entrambe le parti coinvolte nel conflitto; donne che, come spesso accade, anche in questa drammatica circostanza sono vittime di cui non si parla abbastanza.

 
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