Sab, 1 Ott, 2022

Il ricordo di Sara, uccisa per aver respinto le avances di un amico, domenica scorsa a San Gillio

Sport e impegno degli amici e della mamma perchè il suo nome non cada nell'oblio

Nei casi di femminicidio si ricorda sempre il carnefice e mai la vittima e nonostante sia aumentata la sensibilità e in molti Comuni e spazi pubblici ci sia "Il posto occupato", nessuno ricorda mai il nome di queste donne e del loro tributo di sangue.

A ricordarle sono solo i famigliari e gli amici e così è stato anche domenica scorsa a San Gillio dove una giornata di sport e festa è stata dedicata a Sara Wasington. Sicuramente vi state chiedendo chi fosse. Sara aveva 21 anni, torinese, lavorava in una creperia del capoluogo quando respinse nel 2007 le avances di un amico che faceva parte della sua cerchia di amicizie, e per questo fu uccisa e gettata in sacco della spazzatura nella boscaglia del Villaretto di Borgaro, vicino all'Isola del Pescatore. Il suo corpo esanime fu ritrovato dopo due giorni e l'assassino, Nando Lo Campo, allora ventiseienne, messo alle strette dagli inquirenti confessò il delitto.

Sara lo aveva respinto e lui l'aveva uccisa. 

A distanza di 15 anni, gli amici di questa bella ragazza dal carattere solare e dal sorriso contagioso, insieme alla mamma Caterina Iannino hanno voluto ricordarla perchè il suo nome non deve e non può cadere nell'oblio e neppure la tragedia che ha colpito la sua famiglia, ma anche perchè i femminicidi continuano e per questo è necessario tenere alta l'attenzione sul fenomeno.

L'anno prossimo Lo Campo che con il rito abbreviato aveva ottenuto lo sconto di un terzo della pena, uscirà dal carcere e potrà ricostruire la sua vita. Per Sara, sogni, speranze e progetti si sono spenti per sempre quella tragica sera del 27 settembre 2007.

«Abbiamo voluto dare un significato a questa giornata - commenta Caterina - per ricordare Sara innazitutto, ma per tenere accessi i riflettori su questo cancro della nostra società che ha già fatto centinaia di vittime, invitando il centro anti violenza di Settimo "Uscire dal Silenzio" che quotidianamente si occupa e aiuta le donne entrate nella srale della violenza di un uomo».

Centro antiviolenza, rappresentato dalla presidente, Paola Ferrero, dalla vicepresidente Enza Barresi, dall'avvocata Katia Albanese e da alcune volontarie che hanno spiegato il lavoro del centro e invitato le donne, già dalle prime avvisaglie di violenza, fisica, psicologica ed economica a rivolgersi a loro o comunque alle forze dell'ordine.

Servizio fotografico di Francesco Stramandinoli

 

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