Ven, 13 Mar, 2026

Ricordare per comprendere il presente e costruire il futuro: a Venaria Reale celebrato il Giorno del Ricordo

Non tutte le pagine della storia italiana sono state raccontate con la stessa voce e lo stesso spazio. Alcune, per decenni, sono rimaste ai margini della memoria collettiva. Il Giorno del Ricordo, celebrato ogni anno il 10 febbraio, nasce proprio per restituire dignità e visibilità alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, una delle vicende più dolorose e complesse del Novecento.

Venaria Reale ha rinnovato il suo impegno nel custodire questa memoria con una solenne cerimonia svoltasi nella mattinata di domenica 8 febbraio presso il Giardino Martiri delle Foibe, luogo simbolo della città. Un momento di raccoglimento e riflessione condivisa, nel segno del rispetto e della consapevolezza storica.

A portare una testimonianza particolarmente sentita è stato Andor Brakus, vice presidente dell’Associazione Fiumani nel Mondo di Torino, che si è fatto portavoce delle famiglie segnate dall’esperienza dello sradicamento, della perdita e della discriminazione. Un intervento che ha allargato lo sguardo dall’esperienza storica al presente: «Ripercorrere il passato non è un puro esercizio di memoria. Nel mondo ci sono ancora troppi conflitti, dall’Ucraina alla Palestina, fino all’Africa. Mi pongo una domanda: perché non impariamo a suonare insieme la stessa musica? Ricordare significa imparare a convivere, per non ripetere gli stessi errori».

Sull’importanza di trasmettere questa memoria alle nuove generazioni si è soffermato il sindaco Fabio Giulivi, sottolineando il ruolo delle istituzioni e della scuola: «È fondamentale ricordare quanto è avvenuto, ma anche incuriosire e coinvolgere i giovani attraverso attività culturali e progetti educativi. A noi spetta il compito di organizzare iniziative che raccontino le storie di intere famiglie che hanno sofferto, affinché quel silenzio durato oltre sessant’anni possa finalmente scomparire».

Un concetto ribadito anche dal presidente del Consiglio comunale Giuseppe Ferrauto, che ha evidenziato come la custodia della memoria storica rappresenti un presidio di valori fondamentali: dignità umana, dialogo e convivenza pacifica.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose realtà associative e istituzionali del territorio: il gruppo Alpini, l’Associazione Nazionale Carabinieri, la Protezione Civile, l’Associazione Marinai d’Italia, insieme a rappresentanti dell’amministrazione comunale, consiglieri, autorità militari e civili.

Tra i presenti anche Mirco Repetto, neo candidato sindaco, che a margine dell’evento ha dichiarato: «Ricordare le vittime delle foibe significa fare memoria di una tragedia reale, inserita in un contesto storico complesso, segnato da guerra, violenze e nazionalismi contrapposti. Ricordare non per dividere, ma per comprendere il passato senza semplificazioni né strumentalizzazioni politiche. Una memoria che sia rispetto e consapevolezza».

Le iniziative legate al Giorno del Ricordo sono poi proseguite lunedì 8 febbraio, al Teatro della Concordia, con lo spettacolo teatrale “La nave del ritorno”. L’opera porta in scena una delle pagine meno conosciute ma più drammatiche della storia italiana: la tragedia delle foibe e l’esodo forzato di istriani, fiumani e dalmati al termine della Seconda guerra mondiale. Spettacolo in replica questa mattina, martedì 10 febbraio per le scuole del territorio.

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