Lun, 15 Ago, 2022

A Torino l’arte parla di dipendenza economica e violenza di genere

Artemixia credit Simone Li Gregni

 

Appuntamento sabato 29 maggio dalle 16 alle 18

Artemixia porta al Museo del Risparmio la consapevolezza

Federica Carla Crovella

Che cosa può fare l’arte per creare consapevolezza sul problema e arginarlo?

Risponde l’Associazione Artemixia Aps, con la mostra collettiva d’Arte Contemporanea organizzata e curata da Rosalba Castelli. Con il patrocinio e sostegno Circoscrizione 1 e con il Patrocinio di Regione Piemonte, Consiglio Regionale Piemonte, Città di Torino e Cgil Torino.

Prima però, facciamo un passo indietro. La mostra nasce nell’ambito del progetto Rosso Indelebile, che è nato dall’interazione tra tre diversi linguaggi: quello pittorico, quello video e quello fotografico. Il Rosso Indelebile del titolo è quello del sangue dei femminicidi, quello della violenza domestica, che poi si estende a tanti soprusi più silenziosi, che magari non si vedono, non provocano sangue, ma ferite interiori ed emotive ugualmente profonde.  

 «Il progetto Rosso Indelebile, che è già alla terza edizione, è l’esempio concreto di come si possa fare dell’Arte uno strumento per sensibilizzare e per informare», afferma Rosalba Castelli, direttrice artistica e ideatrice del progetto, «l’Arte ci permette di toccare i nervi scoperti di un tema così delicato, come quello della violenza, con la dovuta delicatezza e sostenere la voce di chi non ha voce, a volte nemmeno nei tribunali, sottolineando e spiegando gli aspetti che rendono possibile il protrarsi di situazioni di violenza domestica, che l’opinione pubblica giudica inaccettabili, ma che trovano le loro radici non solo in una cultura, che è nostra responsabilità contribuire a modellare, ma anche nel permanere del divario di genere delle condizioni lavorative che portano spesso alla mancanza di indipendenza economica di donne che si trovano costrette a scegliere il pane e le botte rispetto a un percorso di allontanamento dalla violenza che appare incerto, soprattutto economicamente».

Rosalba Castelli credit Valeria Fioranti

 Qualche anticipazione sulla mostra…

La mostra indagherà proprio modalità e motivi della crescita di questi fenomeni a causa della pandemia e sarà strutturata come un viaggio nel tema “dipendenza economica – violenza di genere”, trattato attraverso vari linguaggi artistici. Quali? musica, performance, video, pittura, scultura. Il percorso in cui si inoltrerà il pubblico sarà scandito dalle opere di 18 artiste e artisti, intervallate da assoli di performers, musiciste e musicisti.

L’esposizione è stata immaginata per essere “attraversata” in un percorso che conduca a una consapevolezza via via maggiore degli argomenti trattati. Il grande merito di questa mostra è anche quello di mettere in luce il problema della dipendenza e della violenza economica, che spesso resta nell’ombra ed è più difficile da riconoscere, di cui spesso le donne stesse hanno meno percezione rispetto altre forme di violenza. Tuttavia, è subdola e invasiva, poiché la dipendenza economica via via diventa dipendenza dal partner e porta alla progressiva riduzione dell’autonomia della persona. Spesso, poi, alla mancanza di indipendenza economica si aggiungono altri soprusi e parte un’escalation di violenze che arriva spesso alla violenza fisica, da cui, proprio a causa della dipendenza economica, diventa difficile sottrarsi.

Alle emozioni suscitate dall’arte si affiancheranno gli approfondimenti-video di Silvia Pasqua, docente di Economia Politica Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis” e Elena Petrosino, segreteria Camera del Lavoro Torino Politiche del Mercato del Lavoro, Pari Opportunità, Politiche dei Generi.

«Le diseguaglianze storiche nel nostro mercato del lavoro, si sono fortemente accentuate durante la crisi in corso che sta colpendo molto duramente le donne” precisa Elena Petrosino “meno occupazione femminile e di scarsa qualità (precarietà e basso reddito), aumento della violenza soprattutto in ambito domestico, carico del lavoro di cura che continua a gravare soprattutto sulle donne. È necessario invertire il paradigma e utilizzare le risorse del Pnrr per investimenti strutturali che riducano le tante diseguaglianze di genere, generazionali, economiche e sociali».

Informazioni di servizio…

Quando? Sabato 29 maggio, dalle 16 alle 18. La mostra sarà visibile fino al 13 giugno.

Dove? Presso il Museo del Risparmio di Torino, via S. F. d’Assisi 8/a.

Come? Nel rispetto delle misure anti Covid19 le presenze saranno scaglionate, regolate da prenotazione obbligatoria, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  L’intero percorso sarà anche reso disponibile in maniera virtuale, attraverso i social, tramite la realizzazione di un video, a cura di Anna Olmo.

Foto di Valeria Fioranti e Simone Li Gregni

 

Domus 2021

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