Sab, 25 Giu, 2022

Roberto Saviano rende omaggio a Falcone con il suo nuovo libro nel trentennale delle stragi di mafia

Roberto Saviano rende omaggio a Falcone con il suo nuovo libro nel trentennale delle stragi di mafia

 Il coraggio è sempre una scelta. Spesso di solitudine

A 30 anni dalla morte del giudice Giovanni Falcone per mano della mafia (l'anniversario ricorre domani) vi proponiamo il libro di Roberto Saviano "Solo è il coraggio - Giovanni Falcone il romanzo" edito da Bonpiani per la collana Narratori Italiani, 585 pagine, Euro 24,00

La macchina si schianta contro il muro di cemento e detriti causati dallo scoppio di una bomba in un attentato di stampo mafioso.  Il giudice Giovanni Falcone muore durante il trasporto in ospedale a causa del trauma cranico, causato dall'impatto contro il parabrezza, e da varie lesioni interne. La moglie Francesca Morvillo spira invece in ospedale la sera alle 22. L'agente Costanza, che si trova nella macchina con il giudice, rimane illeso. Insieme a Falcone e alla moglie perdono la vita anche gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinari che sono sull’auto di scorta che li precede, mentre gli agenti della macchina che li segue rimangono feriti, ma non in pericolo di vita.

Io lo ricordo quel giorno. Era un sabato.  Quando il telegiornale diede la notizia io e la mia famiglia rimanemmo attoniti. Le immagini erano raccapriccianti. Credo di non avere mai visto tanti detriti tutti in una volta sola. Le macchine erano degli scheletri sventrati. Eravamo increduli. Fuori c’era solo silenzio. L’Italia era immobile, incredula.

Ma veniamo al libro e  iniziamo con un’altra esplosione che  squarcia la quiete della campagna corleonese e stermina i familiari di un giovanissimo Totò Riina, intenti a disinnescare una bomba degli Alleati per ricavarne esplosivo. È un boato che distrugge e che genera. La piaga che molti, con timidi bisbigli, chiamano mafia, ma che d’ora in poi si rivelerà a tutti come Cosa Nostra, s’incarna da qui in avanti nella sua forma più diabolica.

 Ma con potenza uguale e contraria, per fronteggiare l’onda di quella deflagrazione scaturisce anche il suo antidoto più puro, il coraggio.

Quello che sorregge l’ingegno e l’intraprendenza, che sopperisce ai mezzi spesso insufficienti: il coraggio che scorre in Giovanni Falcone, negli uomini e nelle donne che insieme a lui sono pronti a lanciarsi in una battaglia furiosa dove la vita vale il prezzo di una pallottola. La storia di un magistrato che insieme a pochi altri intuisce la complessità di un’organizzazione criminale pervasiva, ne segue le piste finanziarie, ne penetra la psicologia e ne scardina la proverbiale omertà, è narrata in queste pagine con l’essenzialità di un dramma antico: sul proscenio, un uomo determinato a ottenere giustizia, assediato dai presagi più cupi, circondato dal coro dei colleghi che prima di lui sono caduti sotto il fuoco mafioso; stretto, nelle notti più buie, dall’abbraccio di una donna che ha scelto di seguirlo fino a dove il fato si compirà.

Roberto Saviano ha voluto onorare la memoria del giudice palermitano strappandolo alla fissità dell’icona e ripercorrendone i passi, senza limitarsi a una ricostruzione fondata su uno studio attentissimo delle fonti, degli atti dei processi, delle testimonianze, ma spingendo la narrazione fino a quello «spazio intimo dove le scelte cruciali maturano prima di accadere».

Questo romanzo ci racconta una pagina fatidica della nostra storia, illumina la vita di un uomo che, nel pieno della carriera, fu in realtà al culmine del suo isolamento. E leva il canto altissimo della sua solitudine e del suo coraggio.

Leggendo il libro di Roberto Saviano ci sembrerà di essere accanto al giudice Falcone, a condividere il suo lavoro, a supportare le sue scelte, a temere per la sua vita a credere in un senso di giustizia a tutti i costi. Ci sembrerà di essere lì, con lui, ad alleviare la sua solitudine. Fino a quell’ultimo istante!

«Dovevamo accompagnare Giovanni Falcone a Favignana a vedere la mattanza dei tonni. Ma l’abbiamo vista in anticipo la mattanza. E i tonni eravamo noi» Angelo Corbo agente della scorta. Sopravvissuto.

 

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