Mer, 29 Giu, 2022

Tutto il fascino del “Bosco degli Scrittori”: 300 tipi di piante per oltre 1.000 alberi al Salone del Libro

Ospita gli incontri dedicati a natura e ambiente, ad opera di Aboca Edizioni, per un percorso all’insegna della sostenibilità

Un’area di 200 metri quadrati e più di 1000 alberi: siamo al Salone del Libro, ma non parliamo dell’ultima uscita in libreria, ma di una vera e propria zona verde, con 300 specie di piante diverse ed è forse è la più grande novità di questa edizione. L’idea è arrivata da Aboca Edizioni, casa editrice nata «per stimolare la riflessione su tematiche come la salute, il bene comune, la sostenibilità, l’agricoltura, i nuovi modelli d’impresa e di sviluppo, la scienza, i diritti, ma anche l’arte e la letteratura».

Quest’area non ha ospitato solo lo stand di Aboca Edizioni, ma anche spazi per partecipare a dibattiti, seduti su panche rigorosamente di legno, leggere e incontrarsi.

L’idea nasce dalla collana di narrativa della casa editrice, che si chiama proprio “Bosco degli Scrittori”. Ma perché non realizzarlo davvero il bosco? Detto fatto. Così, il Bosco degli Scrittori, area chiamata come l’omonima collana di Aboca,ha accolto tanti ospiti diventando il riferimento per tutte le iniziative che hanno riguardato la sostenibilità ambientale e la natura, oltre che per gli eventi organizzati da Aboca Edizioni. Le piante all’interno del Bosco degli scrittori probabilmente saranno messe a dimora su aree verdi gestite da Aboca, su aree pubbliche come giardini e parchi urbani.

Quindi, un vero e proprio luogo dentro il Salone, situato nella zona Oval all’aperto, in cui è sembrato quasi di uscire dalla città e col teletrasporto immergersi in un bosco tra le campagne. Stupore misto a un bel senso di straniamento sono le sensazioni che hanno invaso una volta dentro questa “macchia” verde. Il simbolo del Bosco degli Scrittori? Un albero di canfora, che ha accolto all’ingresso, scelto perché è uno degli alberi hibakujumoku, considerato l’albero della vita e rappresenta la speranza per un futuro più responsabile. Perché? Il termine giapponese indica le piante che sono sopravvissute o hanno rimesso i germogli a seguito dei bombardamenti atomici del 1945 a Hiroshima e Nagasaki.

I visitatori del Salone del Libro sono stati invitati a condividere sui social una foto di fronte all’albero e diffondere in questo modo un messaggio per un futuro più sostenibile.

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