Mar, 16 Ago, 2022

Mika in concerto strega Torino

Mika

 

Prima tappa italiana del tour Revelation

Un percorso tematico basato sui colori e sul concetto propulsore dell'universo: l'amore

Chiara Mingrone

In puro stile glam pop britannico, sulle orme di Elton John e George Michael, e strizzando l’occhio al dilagante Kpop, Mika, domenica 24 novembre, a Torino,  ha coinvolto il suo pubblico in un’esperienza sonora e visiva scoppiettante e dinamica.

Come in un vero spettacolo teatrale, l’artista ha voluto creare un percorso tematico basato sui colori dell’arcobaleno e sul concetto propulsore dell’universo: l’amore. Ha così collegato ad ogni colore e  sfumatura di amore uno o più brani, dando spazio sia ai suoi  grandi classici (Grace Kelly, Relax, Big Girl) e a brani provenienti dal suo precedente album No place in Heaven ma i veri protagonisti della serata sono stati sicuramente quelli tratti dall’ultimo disco My name is Micheal Holbrook.

Primo concerto italiano del tour “Revelation” del 36enne artista anglo-libanese.

Il tutto è iniziato con un discorso fuori campo a proposito del collegamento tra la genesi del mondo e quella personale:

"i miei genitori si sono incontrati a New York per caso, si sono sposati e dalla loro unione è nata la sorella 1, la sorella 2 e poi io … Micheal” ha detto Mika prima che i riflettori venissero puntati su di lui - illuminando la longilinea figura vestita con un completo turchese e camicia a pois e, alle sue spalle, una scenografia statica in stile pop art.

La filosofia che sta alla base, sia dell’album che del tour, è il ritorno ad un contatto sincero con il pubblico, infrangendo quella barriera che rende pubblico ed artista divisi, tornando ad un semplice contatto tra comuni esseri umani. Per rendere più incisivo questo messaggio, oltre alle classiche interazioni, e qualche battuta al pubblico, Mika ha voluto scendere tra la sua gente cantando, tra i fan del parterre (definiti da lui in modo scherzoso “l’inferno” dato l’irrazionale, ma giustificato, sovraffollamento), Big Girl e per avvicinarsi anche ai più lontani, non essendo presenti teleschermi, è stato posto su una pedana mobile un cangiante pianoforte che si alzava e si abbassa così da permettere anche ai più lontani di godere della sua vista senza filtri.

Mika 1

Ma sicuramente uno degli istanti più memorabili dell’intera esibizione è stato un brano senza microfono e senza accompagnamento musicale, il reprise di Happy Ending, una sola luce si stagliava contro l’artista e tutto intorno silenzio e buio, ha dimostrato ancora una volta le sue eccezionali doti canore (ha infatti un’estensione vocale stimata di 8 ottave).

Il pubblico torinese non può non avere apprezzato il racconto di alcuni frammenti della sua gioventù “Quando ero piccolo mi è capitato di venire a Torino e parlavo un italiano con un forte accento francese però Bicherin lo sapevo dire correttamente!” Ma anche il proporre la versione italiana di Tomorrow e del ritornello di Lollipop.

Scoccata da poco la seconda ora di esibizione l’artista si è poi concesso un veloce cambio d’abito per il gran finale, un completo color pesca con una t-shirt bianca mentre intorno al palco sono comparsiimensionati palloncini lanciati dai fan al cantante e viceversa inondando ancora più di gioia e spensieratezza il palazzetto.

Infine ritornando al concetto che aveva dato il via alla serata un grande cuore gonfiabile esce dalla cassa armonica del pianoforte tintosi, nel mentre, di rosa sottolineando ulteriormente come:  “L’amore è l’origine di tutto”.

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