Sab, 1 Ott, 2022

Onniscienti fantastici e dove trovarli, ovvero la tuttologia e il ragionevole dubbio

Onniscienti fantastici e dove trovarli, ovvero la tuttologia e il ragionevole dubbio

Oggi tutti siamo vittime dell'effetto Dunning-Kruger collettivo che ci rende troppo presuntuosi per approfondire

A volte, capita. Ci si immagina capaci di fare qualunque cosa e di sapere qualunque cosa.
E' il risultato di un periodo particolarmente positivo della propria vita, magari per una nuova relazione sentimentale, per una promozione oppure per la meravigliosa sensazione di scampato pericolo.

Questo articolo, che sembrerebbe avere i toni di un oroscopo, non si prende la briga di analizzare un concetto, ma ne fa solo notare l’esistenza, in modo da consentire a chi legge di stare all’erta.
Ma di che diavolo sto parlando? Arriviamo al sodo.

Sto parlando del fatto che tutti, oggi, potremmo sembrare esperti di qualunque cosa: pandemia, vaccini, geopolitica, guerra, giustizia...
Siamo vittime di un effetto Dunning-Kruger collettivo, che ci rende troppo presuntuosi per approfondire ciò che conosciamo a malapena, senza quindi permetterci di comprendere la vastità di ciò che abbiamo appena iniziato ad apprendere (sempre ammesso che lo abbiamo fatto)...
E questo effetto, che piaccia o meno, colpisce tutti. Fa parte di quei meccanismi insopportabili ed inevitabili che ci rendono umani, in tutta la nostra fastidiosa imperfezione. Sapere di esserne vittime, però, ci aiuta a ripararci dalle conseguenze.

Un paragrafo vago, quello che avete appena letto? Serve, però a condurvi ad un esempio concreto.

Le opinioni che abbiamo tutti riguardo a questo o a quel tema del momento. Alcuni si espongono. Altri no. Ma quasi tutti abbiamo un’opinione sulla fazione opposta alla nostra. Tipicamente negativa.

Non si tratta, però, di una questione di pluralismo di idee: possiamo immaginare di dividere una certa popolazione in due squadre. Ad una piace il gorgonzola. All’altra no. Le due squadre potrebbero dibattere all’infinito ma non giungerebbero mai ad una conclusione, perché la natura stessa della discussione è basata su un’opinione. E tutti hanno diritto alla propria, insindacabile.

Se invece le due squadre dovessero dibattere sul risultato di 9X9, ci sarebbe molto meno spazio per i gusti personali, in favore di dati oggettivi. E si discuterebbe, partendo dall’assunto di non sapere a priori il risultato dell’operazione, finchè non verrà provato che il risultato fa 81 e che tutti gli altri risultati sono errati.
Certo, ci sarà qualcuno che potrà dire “a me 81 non piace”, ma questa sarebbe un’opinione, che contro una dimostrazione a discorde, è destinata a perdere. Specie se espressa da chi le tabelline non le conosce. Ma non importerebbe neppure se ad avere questa opinione ci fosse un grande esperto di letteratura, di astronomia, di gorgonzola o di matematica, perché un fatto rimane tale.

Questo, sebbene sia ovvio, cela delle implicazioni interessanti, anche se ad essere contrapposti sono due individui che, seppure in contrasto tra loro su un tema, hanno menti invidiabili e sicuramente molto sopra la media. Ma se perfino due esperti magari nello stesso campo non concordano tra loro a chi dovremmo credere?
Probabilmente la scelta propenderebbe per chi finisce per avvalorare la nostra idea iniziale (sul cui fondamento, poi, ci sarebbe da interrogarsi in maniera equivalente) e, se in quanto estranei a quello specifico tema, non abbiamo i mezzi per comprendere le argomentazioni tecniche di ciascuna delle due parti, abbiamo due vie. La prima è semplice: le ignoriamo. La seconda è subdola: ci fidiamo di chi ci dà ragione, che ci risulterà più simpatico, più carismatico nonchè il più bravo oratore dei due.

E la verità?
Quella finisce per importare ai pochi che saprebbero comprenderla. Mentre tutti gli altri crederebbero di averla in tasca, non rendendosi conto di essere stati soggiogati da meccanismi mentali impossibili da compensare con una conoscenza ancora non acquisita e che ci rendono gli stessi, fastidiosamente imperfetti, umani di prima.

Il consiglio?
Chiediamoci  sempre una cosa: come facciamo a capire chi dice il vero?
Le opzioni sono due, di nuovo. 

Numero uno: chi parla dell'argomento in questione è segretamente il Messia e ogni sua parola è considerarsi verità assoluta.
Numero due: siccome non è il Messia e anche i credenti, dal 33 d.C., possono mettere in dubbio le parole di chiunque, deve portare delle prove per ciò che afferma.

Meditate gente...

Credits: https://twitter.com/queryonline/status/694949405821132801

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