Mer, 17 Ago, 2022

I 100 anni di Chiara Lubich, protagonista di fede e impegno civile

Chiara Lubich

 Apripista della Chiesa, ha fondato i "Focolari"

Con il suo carisma contagiò molti, ricordando sempre «date e vi sarà dato, chiedete ed otterrete»

Mariaelena Spezzano

In questo particolare momento storico intriso di incertezza, rabbia, egoismo, diffidenza e paura di noi stessi e del prossimo, non può che farci bene ricordare la personalità carismatica e, in un certo senso, rivoluzionaria di Chiara Lubich nel centenario dalla sua nascita.

Si sente spesso parlare di tempi difficili e situazione insostenibile, e non si può negare che ci siano stati momenti più felici nella storia del mondo. Allora, perché non cogliere l’occasione per riflettere proprio su quella soffocante negatività che si respira nell’aria?

Provate a parlare con chi ha vissuto durante la guerra e guardare i suoi occhi: vi accorgerete che quegli stessi occhi sono la testimonianza ancora accesa della paura, della speranza, della fame di un mondo migliore e della lotta per ottenerlo, sentimenti che queste persone ci mettono a disposizione e ci spronano farli nostri.

ChiaraSilviaLubich

Leggendo la storia di Chiara Lubich spero possiate provare anche voi come è successo a me le stesse sensazioni di fiducia, leggerezza, tranquillità e forza di non smettere mai di credere in un mondo migliore. E ricordatevi che a volte è sufficiente ascoltare il nostro prossimo per vedere le cose da un’altra prospettiva.

Il suo vero nome era Silvia, Silvia Lubich, e ai tempi della guerra e dell’Olocausto, quando tra miseria, distruzione e fame, la comprensione di sé, del mondo e di Dio stesso fu messa totalmente in discussione, decise di operare a Trento, dove viveva, per perseguire la pace e l’unità, ispirata dalla riscoperta di Dio Amore, celebrando l’Amore come «la salvezza del XX secolo».

Perché scelse di chiamarsi Chiara?

Dovete sapere che questo nome è collegato al suo ingresso nel Terz’Ordine Francescano, oltre che, in un certo senso, rivelatore di un nuovo inizio.

Chiara e le sue amiche, consigliate e confortate dalle uniche parole in grado di infondere tranquillità nel cuore, «date e vi sarà dato, chiedete ed otterrete», quelle del Vangelo, si misero a disposizione dei più poveri condividendo con loro i beni di prima necessità di cui disponevano.  

Lubich

Ad un certo punto, Chiara e le sue compagne vanno ad abitare insieme, dando vita ad una piccola comunità che, in virtù del sentimento che accomunava le giovani ispirato al “fuoco” dell’amore evangelico, presto assunse il nome di “focolare”. Questo nucleo costituì il principio del movimento di cui Chiara Lubich fu fondatrice: il Movimento dei Focolari.

Sapete cosa fece Chiara un giorno insieme alle sue amiche? Dopo che furono al sicuro dagli aerei, la ragazza aprì a caso il Vangelo alla pagina del Testamento di Gesù e lesse,:

«Che tutti siano uno, Padre, come io e te - poi continuò - Quel progetto di unità la ragione della nostra vita, è Lui che lega noi, membra sparse, in unità col Padre, e in unità fra noi, quell’unità sinora possibile».

PopeJPII ChiaraLubich

Chiara non parlava solo di Dio, Chiara parlava a tutti soprattutto di amore, senza chiedere a quale credo appartenessero o quale dio pregassero. Insomma, non serve necessariamente credere in qualcosa o qualcuno per amare, è invece fondamentale credere e amare sé stessi, mettere da parte l’egoismo, la paura del prossimo, il rancore, l’odio e la rabbia: solo così troveremo noi stessi e il prossimo che ci accorgeremo, come sostenne Chiara Lubich, essere «il fratello che ci passa vicino».

Credits: focolari.org

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