Sab, 25 Giu, 2022

Karl Drais: l’invenzione della bicicletta. La Laufmachine più antica ed ecologica

Karl Drais: l’invenzione della bicicletta. La Laufmachine più antica ed ecologica

 A 170 dalla morte, il ricordo dll'inventore che durante la crisi dell’avena inventò la draisina

 

Se io adesso iniziassi a parlarvi di Karl Drais, raccontandovi che nacque il 19 aprile 1785 e morì il 10 dicembre 1851 a Karlsruhe in Germania e che il suo vero nome, in realtà, era, Karl Christian Ludwig von Drais de Saurbrun, credo di poter immaginare la vostra reazione.

Ovvero, leggendo 10 dicembre 1851 la prima cosa a cui potreste pensare è che si tratti di un articolo che intende ricordare brevemente, appunto, il vissuto di Karl Drais a 170 anni dalla sua morte. Tuttavia, come prime righe potrebbero essere poco accattivanti ed invitanti per procedere con la lettura, considerando che probabilmente a molti di voi non suoni familiare il nome di Drais, e che non finite di leggere il nome intero che chiudete la pagina e fate altro.

Quindi, inizierò in modo diverso, in modo che tra poche parole Karl Drais da sconosciuto rappresenti uno dei nomi che hanno contribuito a cambiare la storia del mondo.

Una famosa sentenza di Albert Einstein cita: «La crisi è la più grande benedizione per le persone e per le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura», e quanto vi sto per raccontare di Karl ne è l’esempio.

26 anni, una laurea in architettura, in fisica e in agricoltura, ed una carriera assicurata nel corpo forestale, condizioni che non bastarono a saziare l’entusiasmo di Karl. Fino a che la sua creatività non fu risvegliata da un evento tragico: la crisi dei raccolti di avena causata dalle condizioni climatiche avverse. Ma senza l’avena, come potevano essere nutriti i cavalli? E senza cavalli, chi trainava le carrozze? Karl inventò l’alternativa: non disponendo di un cavallo vero, non restava che crearne uno e dargli un nome, e così fece. Realizzò un mezzo di legno composto da una trave su cui sovrappose una sella, da due ruote e da un manubrio posizionato anteriormente per sterzare, lo chiamò “Laufmaschine”, o “macchina da corsa”.

Vi starete chiedendo: “Sì, ma i pedali?”. Niente pedali: bisogna camminare da seduti!

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Insomma, Drais inventò la bicicletta, ma i suoi contemporanei la chiamarono “draisina”, omaggiandolo.

Si trattò di un’introduzione decisamente originale, il cui utilizzo tuttavia comportava non pochi problemi. Ovviamente nell’Ottocento non c’erano né strade asfaltate né tanto meno piste ciclabili, anche perché un prototipo di biciletta era appena stato brevettato, di conseguenza non poteva già essere diventato un mezzo di comune utilizzo. Pensate che chi si muoveva con questo nuovo veicolo si diceva che avesse la “faccia da ciclista”, per via dell’evidente stato di ansia che manifestavano le persone guidandolo. Perché era pericoloso percorrere con la draisina quelle strade piene di buche scavate dagli zoccoli dei cavalli, non era conveniente a causa del pedaggio da pagare per viaggiare con il mezzo, ed era scomodo perché dovendo frenare con le scarpe di pelle queste si rovinavano molto facilmente.

Una situazione del genere non passò inosservata alle autorità della città di Drais, Mannheim, che diede i natali alla bicicletta, al punto che ne fu vietato l’uso, anche perché l’avena non tardò a circolare e ad un prezzo più vantaggioso. È vero che la draisina non rimpiazzò la carrozza con i cavalli, ma è anche vero inizialmente costituiva uno dei passatempi degli aristocratici. Insomma, a qualcosa serviva: a cavallo della bicicletta ci si divertiva già all’epoca. Infatti, dopo aver percorso lui stesso quindi chilometri sulla draisina, Drais organizzò una gara: il miglior risultato raggiunto furono dieci chilometri in circa mezz’ora.

Ma vi dico di più: diventare Karl Drais da Karl Christian Ludwig von Drais de Saurbrun, che voleva dire rinnegare il titolo nobiliare, costò cara all’inventore che dovette rinunciare alla pensione a vita, di cui avrebbe potuto godere se non avesse fatto questa scelta democratica.

Un talento incompreso, diremmo noi oggi.

Adesso oltre a sapere che Guglielmo Marconi ha inventato il telefono ed i fratelli Lumiere hanno inventato il cinema, sapete che Karl Drais ha inventato la bicicletta.

 

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