Gio, 7 Lug, 2022

Torino

Bruno Mecca Cici da ieri sera, 6 giugno, è il nuovo presidente di Coldiretti Torino

Succede a Sergio Barone. Tanti sono i temi e le difficoltà del mondo agricolo che dovrà affrontare

Il leinicese Bruno Mecca Cici, 37 anni, sposato e padre di una bambina di 8 anni, titolare di un'azienda agricola famigliare ad indirizzo produttivo cerealicolo-zootecnico con 1 capi in stalla della pregiata razza piemontese è da ieri sera, lunedì 6 giugno, il nuovo presidente di Coldiretti Torino. Succede a Sergio Barone.

Già delegato provinciale dei Giovani Impresa dal 2009 al 2018 e dal 2015 ad oggi consigliere del Cap, Consorzio agrario provinciale nord ovest, dal 2012 al 2021 consigliere Inipa Nord Ovest e dal 2021 presidente di Agrimercato Torino, Mecca cici vanta, nonstante la giovane età, una lunga esperienza nel mondo Coldiretti.

«In un momento di crisi globale anche il settore agricolo è sotto attacco e dobbiamo difenderlo - ha esordito Mecca Cici - La pandemia prima e ora cento giorni di guerra nel cuore dell’Europa stanno condizionando anche l’agricoltura italiana. In agenda ho calendarizzato incontri zonali con gli agricoltori di tutte le zone del torinese. Occorre stare vicino ai soci. Condividere i loro problemi. Maturare insieme proposte in difesa del settore». 

E ha proseguito:

«Sono allevatore di Piemontese e conosco bene cosa significa lavorare ogni giorno per contrastare l’inarrestabile aumento delle materie  prime senza mai riuscire a recuperare interamente i costi con i ricavi che portiamo a casa con le nostre produzioni. La prima strada che Coldiretti percorre per contrastare le speculazioni è quella dei contratti di filiera. Abbiamo stretto alleanza con alcuni gruppi industriali e realtà della Gdo. L’obiettivo per noi è semplice: produrre cibo di qualità per i consumatori e recuperare reddito per gli agricoltori, cambiando la suddivisione dei ricavi lungo le filiere, dal campo alla tavola.  Quanto sia fondamentale produrre cibo lo abbiamo percepito chiaramente ora che, in Europa, è arrivata la guerra. Su richiesta Coldiretti per rispondere al caro materie prime in Italia sono stati sbloccati 200mila ettari di terreni che erano a riposo. Solo in Piemonte sono oltre 17mila ettari che tornano a produrre».

Poi ha proseguito ancora toccando il delicato tema della mancanza di lavoratori stagionali per la raccolta di frutta e verdura che sta velocemente maturando nei campi e per le problematiche legate alla proliferazione dei cinghiali che distruggono campi e raccolti:

«Sin dai prossimi giorni avvierò incontri in tutta la provincia per incontrare le realtà territoriali e prendere conoscenza dei problemi territoriali esistenti da affrontare. Ci sono zone che segnalano difficoltà nel reperire lavoratori extracomunitari stagionali. L’emergenza cinghiali è problema di tutti. Tanti giovani agricoltori segnalano difficoltà nell’insediarsi. Molti settori sono alle prese con inutili pratiche burocratiche ridondanti che vanno ridimensionate». 

Sulla delicata questione del consumo di suolo fertile per la realizzazione di infrastrutture, come ad esempio la variante Front-Lombardore è stato deciso:

«Siamo impegnati a dire stop al consumo di nuovo suolo fertile. Coldiretti non è contro la modernità. Chiediamo che per le opere indispensabili si proceda non consumando suolo fertile. Il presidente Fabrizio Galliati prima e Sergio Barone poi, in questi anni, sono stati guide fondamentali per noi di Coldiretti Torino. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’unità dei soci. E’ il valore aggiunto da cui intendo avviare il mio mandato».

L’assemblea ha anche eletto il consiglio direttivo, composto da: Sergio Barone presidente uscente, della zona Coldiretti di Bussoleno;  Giovanni Benedicenti, Maurizio Rossa e Alberto Rossa della zona di Chieri;  Sabina Bertola della zona di Torino; Marta Bianco della zona di Ciriè; Mauro Bollero e Tiziana Merlo della zona di Rivarolo; Igor Alessandro Bonino, Giuseppe Grande e Claudio Mullineris della zona di Pinerolo; Federico Cairola e Mario Cumino della zona di Rivoli; Ornella Cravero, Roberto Moncalvo e Franco Martini della zona di Chivasso; Valentina Cresto della zonadi Cuorgnè; Mario Cumino della zona  di Rivoli; Silvio Ferrarese della zonadi Ivrea;  Giovanni Mosso, Fabio Novo e Claudio Sandri  della zona di Carmagnola; Domenico Pistono della zona di Caluso.

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