Mer, 17 Ago, 2022

Torino

La "ludoteca dei bambini" ad un mese dall'inaugurazione al Palagiustziadi Torino

La "ludoteca dei bambini" ad un mese dall'inaugurazione al Palagiustziadi Torino

Un'iniziativa per favorire il personale, ma anche a disposizione di chi fruisce dei servizi giudiziari

Dal 21 giugno 2022 a Torino ha aperto la ludoteca dei bambini dentro il Tribunale. Si tratta di uno spazio dedicato ai figli degli operatori di giustizia (magistrati, avvocati, personale amministrativo e di polizia giudiziaria), ma anche a disposizione di cittadini e cittadine che accedono al Palagiustizia.

Torino non è la capofila di questa iniziativa; infatti, la prima ludoteca dentro un tribunale è nata prima a Firenze, ma resta comunque un passo importante per la Città della Mole, che ha la possibilità di dare valore al diritto al gioco dei bambini, ma anche sostenere le lavoratrici che non hanno la possibilità di lasciare i figli
altrove.

Il progetto è nato da una collaborazione tra tutti gli Uffici Giudiziari della Corte d'Appello di Torino, il COA (Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino) e il CPO (Comitato per le pari opportunità del COA di Torino) con il Patrocinio della Città di Torino, il servizio di Ludoteca è pensato per accogliere bambini e
bambine, dai 3 agli 11 anni.

Qualche informazione di servizio

La ludoteca è aperta dalle 8 alle 13, ma l’orario di apertura potrà protrarsi fino alle 16 se le richieste aumenteranno. Il costo è di 5 euro l’ora, 4 euro per i figli di avvocati e avvocate.

«Abbiamo stanziato i fondi che consentiranno lo sconto» – ha annunciato la presidente dell’Ordine degli avvocati Simona Grabbi, che ha proseguito spiegando «in questo Palazzo di Giustizia ogni centimetro è indispensabile. Questo spazio è significativo: una scelta coerente con la politica del nostro Consiglio che alla
fine dell’anno scorso ha deciso di ridurre le quote per i genitori sui 35 anni».

Bambini e bambine saranno sotto la custodia dalle educatrici del “Villaggio di Smile” di Torino che durante l’anno è insieme asilo nido, baby parking e dopo scuola.

A dirci di più sono Grabbi e Cesarina Manassero, presidente del Comitato Pari Opportunità presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino:

«Questa iniziativa rappresenta una importante azione positiva a tutela del principio di parità di opportunità per tutti e del principio della co-genitorialità.
Tale servizio, di grande aiuto alle famiglie, permette agli avvocati ed alle avvocate, ai magistrati ed alle magistrate, agli operatori di cancelleria ed ai funzionari amministrativi di lasciare i figli presso questo spazio durante la loro permanenza in Tribunale. Nota fondamentale è che il servizio viene aperto anche a chi fruisca, come cittadino/a del Palazzo di Giustizia, per il disbrigo delle pratiche, per partecipare ad udienze come parte o come testimone»
.

Per i bilanci sarà necessario attendere, ma oggi è fondamentale far conoscere il servizio, fortemente voluto sia dal Consiglio dell’Ordine che dal Comitato Pari Opportunità, con l’appoggio e il fondamentale benestare degli uffici giudiziari tutti e in particolare della Conferenza dei servizi.

Cosa dire dei progetti futuri?

«Il servizio non sarà aperto solo nei mesi estivi, ma vorremmo poterlo lasciare aperto tutto l’anno. Abbiamo in mente in autunno di lanciare un sondaggio tra i nostri iscritti all’Ordine proprio per raccogliere suggerimenti per la migliore gestione del servizio, per ora a chiamata e su prenotazione».

La difficoltà principale, raccontano, è stata la modalità di finanziamento del servizio stesso: «Non abbiamo, ricevuto alcuna provvidenza e/o sussidio per l’apertura del servizio, che è stato interamente finanziato dal Consiglio dell’Ordine che ha fatto un investimento notevole, proprio per aiutare soprattutto le iscritte ancora
pesantemente colpite da un forte divario reddituale rispetto ai Colleghi. Se si guarda al Rapporto Censis sull’Avvocatura italiana, si nota come lo squilibrio tra il guadagno degli avvocati e quello delle avvocate sia veramente importante, a prescindere dall’area geografica di interesse. L’apertura di un servizio come questo
vuole essere un aiuto concreto per superare questo divario, consentendo alle Avvocate di dedicarsi alle udienze con possibilità concreta di conciliare la vita lavorativa e quella professionale».

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