Lun, 16 Mag, 2022

Torino

PorTO Sicuro: primo centro antidiscriminazione a Torino. Un video per raccontare il progetto

Tante azioni e tanti strumenti: ascolto, orientamento, accompagnamento e sportelli dedicati per andare in aiuto delle persone LGBTQIA+

Si chiama PorTO Sicuro e nasce a Torino: è il primo centro antidiscriminazioni rivolto a persone LGBTQIA+ che sul territorio sono discriminate o subiscono violenza sulla base del proprio orientamento sessuale e dell’identità di genere e che, per questo, necessitano di uno spazio che possa accoglierle e dar loro un sostegno concreto. PorTO Sicuro apre le porte anche a persone sex worker e persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo LGBTQIA+.

La conferenza stampa di presentazione del progetto è stata moderata da Marco Giusta – Coordinamento Torino Pride – che ha detto: «Da anni le associazioni riunite nel Coordinamento Torino Pride GLBT collaborano per costruire azioni e attività a favore delle persone LGBTQIA+. Questo progetto nasce da questa storia di percorso comune, istituendo per la prima volta un servizio a livello sinergico, e con la Città Metropolitana come partner avrà la forza di raggiungere le persone là dove vivono, uscendo dai confini della città di Torino».

In che modo il centro offrirà supporto a queste persone?

Con diversi strumenti, prima di tutto per fornire ascolto, orientamento e accompagnamento attraverso un servizio telefonico di ascolto, che sarà attivo dal lunedì al venerdì. Ancora, dopo un primo contatto telefonico le persone potranno accedere a uno sportello di accoglienza e orientamento, a uno sportello di supporto psicologico, uno sportello per l’inserimento nel mondo del lavoro, uno che affiancherà nella ricerca di un’abitazione, in collaborazione con le associazioni e le case rifugio presenti sul territorio (in particolar modo il TO Housing - Accoglienza LGBTQI). Sarà a disposizione anche uno sportello legale in ambito civile e penale, uno sportello salute che offrirà test rapidi e gratuiti per le infezioni sessualmente trasmissibili. PorTO Sicuro metterà a disposizione operatrici e operatori che affiancheranno le persone nel superamento di eventuali ostacoli linguistici e anche sostegno alle famiglie soggette a discriminazione, in collaborazione con l’associazione Rete Genitori Rainbow.

PorTO Sicuro sarà gestito da Arcigay Torino, Agedo Torino, Maurice GLBTQ, Almaterra, in collaborazione con la Città metropolitana di Torino e il Nodo Territoriale Metropolitano contro le Discriminazioni.

«Con orgoglio la Città metropolitana ha voluto essere partner di questo importante progetto - ha dichiarato Valentina Cera, consigliera metropolitana con delega alle politiche giovanili, sociali e di parità-. L’azione di PorTo Sicuro - ha continuato Cera - è mutuata dal Nodo Territoriale Metropolitano contro le Discriminazioni che agisce su 312 comuni della città metropolitana, dove uno sportello specifico per persone LGBTQIA+ diventa di fondamentale importanza. La Città metropolitana è accanto alle persone e vuole prendersi cura di chi è discriminato. Buon lavoro, io sono qui per camminare insieme e per provare a dire che le parole uguaglianza e parità hanno un significato concreto sul territorio».

porto sicuro torino 1

Jacopo Rosatelli, assessore al Welfare, Pari Opportunità e Diritti della Città di Torino, ha detto: «La partnership tra associazionismo, impegno militante LGBTQIA+ e istituzioni locali risulta molto significativa e diventa una linea fondamentale per l’agire politico. In questo momento, le istituzioni che hanno potere legislativo ci appaiono troppo lontane dai bisogni reali delle persone, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali. Il prossimo 2 maggio incontreremo i parlamentari piemontesi per chiedere di rimuovere questo ostacolo, che rappresenta una discriminazione legislativa».

Nell’ambito del progetto verrà potenziato il coordinamento tra le sedi delle associazioni coinvolte, il cui accesso sarà garantito cinque giorni a settimana: CasArcobaleno, in via Bernardino Lanino 3/a, sede di Arcigay Torino e Agedo Torino; Maurice GLBTQ, in via Stampatori 10, e Almaterra, in via Norberto Rosa 13/a.

Queste le parole di Serena Graneri, presidente di Arcigay Torino: «Per la prima volta, il progetto “Centro Antidiscriminazioni PorTO Sicuro” riesce a mettere in rete diverse sedi associative sparse sul territorio torinese e le esperienze maturate negli ultimi 20 anni dalle associazioni partner. PorTO Sicuro dà risposte concrete alle persone che subiscono discriminazioni per identità di genere e orientamento sessuale. Lavorerà su tutto il territorio della Città metropolitana di Torino, in sinergia al ToHousing, il progetto dell’associazione Quore che fornisce supporto abitativo a persone LGBTQIA+. Con PorTO Sicuro, vogliamo dare un segnale concreto a dove le istituzioni devono indirizzare lo sguardo: in Italia mancano le tutele legislative concrete, ma con questo progetto riusciamo a fare un primo passo per sconfiggere le discriminazioni. Per ampliare l’efficacia comunicativa del centro, abbiamo realizzato un video promozionale che verrà diffuso da GTT, che ringrazio, sui monitor della metropolitana e dei bus».

Il video è di Mirko Isaia, fotoreporter freelance e insegnante di grafica allo IAAD e mostra il ruolo di  PorTO sicuro attraverso le voci di operatori e operatrici.

Così si è espresso Gigi Malaroda – Maurice GLBTQ: «Il tessuto associativo LGBTQIA+ così forte all’interno della realtà torinese trova in PorTO Sicuro un risultato concreto di collaborazione. Torino è uno dei pochi casi in cui la costruzione di un centro antidiscriminazioni si basa sulla collaborazione tra associazioni, dimostrando che questa è possibile e fruttuosa; ci ricorda quanto sia importante non rinchiudersi nei propri spazi. Lavorare insieme è possibile e vanno spese tutte le energie in questo senso. Il progetto va a tutelare persone marginalizzate, tra cui le sex workers, le persone transgender e migranti. Inoltre - ha concluso - per la prima volta l’UNAR finanzia in modo cospicuo la realizzazione di centri antidiscriminazioni LGBTQIA+: il finanziamento totale del progetto è di 4 milioni sul territorio nazionale, mentre PorTO Sicuro ha ricevuto una somma di 88.000 euro».

Marcia Hadad, rappresentante di Almaterra, ha detto: «Almaterra è intreccio di percorsi, culture differenti, in una plurisoggettività che mette in discussione l’idea di conflitto e per costruire parità nelle differenze e che porta con sé una grande esperienza di supporto alle donne trans e lesbiche. Nel progetto PorTO Sicuro, Almaterra offrirà supporto legale e interculturale e nell’ambito del diritto a una casa dignitosa, dove esiste una grandissima discriminazione per persone LGBTQIA+ e persone straniere».

È possibile contattare il Centro Antidiscriminazioni PorTO Sicuro tramite: il numero 3314044495, attivo il lunedì dalle 10 alle 12 e dalle 18:30 alle 20:30, il martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19 e il giovedì dalle 16:30 alle 20:30 (nei rimanenti orari è possibile lasciare un messaggoi nella segreteria telefonica); l’indirizzo mail è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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