Dopo la scomparsa della moglie Albina Pavia, Borgaro perde anche Adriano Gani. Insieme avevano rappresentato per oltre tre decenni le maschere della tradizione cittadina
Ci sono persone che, con il passare degli anni, diventano parte della storia di una città. Volti familiari, presenze attese durante le feste, custodi di ricordi e tradizioni che attraversano le generazioni.
Per Borgaro Torinese, Adriano Gani era una di queste persone. Era il Cucumbrè, la maschera storica della città, ma soprattutto un uomo che aveva fatto della generosità e dell'amore per la propria comunità una parte importante della sua vita.
Adriano Gani si è spento questa mattina, giovedì 24 settembre, all'età di 87 anni, dopo gli ultimi difficili mesi segnati dalla malattia. La notizia della sua scomparsa lascia un profondo vuoto nella comunità borgarese, che per 35 anni lo aveva conosciuto e apprezzato nei panni del suo personaggio più rappresentativo.
Accanto a lui, per tutto quel lungo percorso, c'era stata la moglie Albina Pavia, la Cucumbrera, scomparsa nel gennaio 2025. Una coppia nella vita e nella tradizione, capace di trasformare due maschere del folklore locale in un simbolo di appartenenza e identità.
Adriano e Albina, 35 anni insieme per raccontare la storia di Borgaro
Per oltre tre decenni, Adriano e Albina hanno rappresentato il Cucumbrè e la Cucumbrera con orgoglio, dignità e una dedizione che andava ben oltre il semplice indossare un costume.
Erano i volti di una Borgaro che non voleva dimenticare le proprie radici. Una Borgaro fatta di campagne, lavoro agricolo e tradizioni popolari, prima che la crescita urbana e industriale trasformasse profondamente il territorio.
La loro presenza nelle manifestazioni cittadine era diventata un appuntamento familiare. Attraverso quei personaggi, Adriano e Albina contribuivano a tramandare una storia che rischiava altrimenti di rimanere soltanto nei ricordi dei più anziani.
Con la scomparsa di Adriano, a poco più di un anno e mezzo dalla perdita della moglie, si chiude un capitolo importante del folklore borgarese. Resta il ricordo di due persone che hanno saputo mettere il proprio tempo e la propria disponibilità al servizio della comunità.
Chi erano il Cucumbrè e la Cucumbrera: dalle campagne alla tradizione popolare
Dietro le due maschere storiche si nasconde un pezzo della storia economica e sociale di Borgaro Torinese.
Il Cucumbrè e la Cucumbrera rappresentano infatti i raccoglitori di cetrioli che, alla fine dell'Ottocento, lavoravano nelle campagne del territorio per l'azienda Cirio.
Una tradizione che affonda le radici nel passato agricolo borgarese, quando il lavoro nei campi scandiva la quotidianità delle famiglie e la raccolta dei prodotti della terra costituiva una parte significativa dell'economia locale.
Il cetriolo, apparentemente un prodotto semplice, è così diventato un elemento distintivo della memoria cittadina, fino a dare vita a due personaggi capaci di raccontare, attraverso il folklore, le origini della comunità.
Adriano e Albina hanno contribuito a mantenere viva questa eredità, facendo incontrare passato e presente. Per i più anziani, quelle maschere rappresentavano il richiamo a una Borgaro conosciuta direttamente o attraverso i racconti familiari; per i più giovani, erano un'occasione per scoprire le proprie radici.
È anche questo il valore delle tradizioni popolari: non soltanto rievocare ciò che è stato, ma permettere a una comunità di riconoscersi nella propria storia.
Il cordoglio dell'Amministrazione: «Un pilastro della nostra comunità»
La scomparsa di Adriano Gani è stata accompagnata dal cordoglio dell'Amministrazione comunale di Borgaro Torinese, che ha voluto ricordarne il lungo impegno e la straordinaria generosità.
Nel messaggio diffuso in sua memoria, Adriano viene ricordato come un uomo capace di donare allegria a intere generazioni di concittadini e di rappresentare, insieme alla moglie, le tradizioni e l'identità borgaresi.
Un impegno portato avanti per 35 anni, con quella disponibilità che aveva reso il Cucumbrè una presenza profondamente legata alla vita della città.
L'Amministrazione comunale e la cittadinanza si stringono nel dolore, salutando Adriano con profonda gratitudine e riconoscendo il contributo che ha lasciato alla storia di Borgaro.
Borgaro saluta il suo Cucumbrè: un'eredità che va oltre il folklore
Ciò che Adriano Gani lascia alla sua città non si misura soltanto nei 35 anni trascorsi a rappresentare una maschera storica.
Si ritrova nei ricordi delle feste, nelle fotografie conservate dalle famiglie, nei sorrisi dei bambini che hanno incontrato il Cucumbrè e nei racconti di chi, attraverso Adriano e Albina, ha imparato a conoscere un pezzo della storia borgarese.
La loro è stata una testimonianza di partecipazione autentica alla vita della comunità, un modo semplice e concreto di prendersi cura della memoria collettiva.
Oggi Borgaro perde un altro dei suoi punti di riferimento. E il dolore per la scomparsa di Adriano riporta inevitabilmente alla mente Albina, la compagna con cui aveva condiviso non soltanto una vita, ma anche il lungo impegno nel custodire le tradizioni della città.
Il Cucumbrè e la Cucumbrera resteranno nella memoria di Borgaro come due volti di una stessa storia. Quella di Adriano e Albina, che per 35 anni hanno saputo raccontare le radici di una comunità con la semplicità, l'orgoglio e la generosità di chi ama profondamente la propria terra.