La minoranza contesta gli acquisti prima delle adesioni. L’assessore difende la spesa. Alla Defassi, però, il progetto non trova ancora partecipanti
Ottomila euro spesi per attrezzare il Pedibus, ma alla scuola Defassi le adesioni ancora non ci sono.
È attorno a questo dato che a Borgaro Torinese si accende lo scontro tra Uniti per Cambiare Borgaro e Villaretto e l’amministrazione comunale. La minoranza denuncia acquisti effettuati senza aver prima verificato chi avrebbe utilizzato il servizio. L’assessore all’Istruzione Eugenio Bertuol respinge la contestazione. E alla richiesta di spiegazioni accompagna una risposta politicamente abrasiva.
«Bentornati dalle ferie, al 10 ottobre, al gruppo Uniti», esordisce. Poi abbandona subito l’ironia: «A questo gruppo di minoranza non interessa nulla del Pedibus così come non interessa nulla della corretta gestione dei soldi del Comune».
Un attacco alle intenzioni degli avversari, prima ancora che una risposta sul merito. Il merito, però, c’è: per la maggioranza sono stati acquistati beni durevoli grazie a finanziamenti collegati a un intervento più ampio. Per Uniti per cambiare, anche una spesa finanziata deve partire dalla verifica dei bisogni.
Uniti: «Prima gli acquisti, poi si cercano le famiglie»
Nel suo comunicato, il gruppo di opposizione ricostruisce una vicenda sulla quale sostiene di essere intervenuto da mesi con interrogazioni scritte e solleciti.
Nel dicembre 2024 il Comune ha acquistato e liquidato 8.000 euro di forniture: segnaletica, paline, pettorine e dispositivi per il Pedibus. La contestazione è precisa: l’amministrazione avrebbe proceduto prima di accertare l’interesse delle famiglie e la disponibilità degli accompagnatori.
Il gruppo richiama poi il primo incontro informativo, organizzato nel maggio 2026. Secondo le risposte comunali avrebbe partecipato un solo genitore, senza alcuna adesione formalizzata.
«Spendere 8.000 euro di denaro pubblico a scatola chiusa, per poi cercare a posteriori chi possa far funzionare il servizio e quali famiglie ne fruiscano, significa invertire l’ordine della buona amministrazione», sostiene la minoranza.
Uniti si dichiara favorevole all’iniziativa e ringrazia i Carabinieri in congedo, che locandina comunale indica come accompagnatori dei bambini. Ma distingue l’utilità del progetto dal metodo seguito per realizzarlo: apprezzare il Pedibus, sostiene il gruppo, non significa rinunciare a chiedere conto della spesa.
Bertuol: «Si sarebbero spellati le mani per sostenerlo»
È proprio questa distinzione che la maggioranza contesta sul piano politico. A suo giudizio, l’interesse per il Pedibus avrebbe dovuto tradursi in un impegno per promuoverlo.
Se Uniti avesse davvero a cuore il servizio, sostiene Bertuol, i suoi esponenti «si sarebbero spellati le mani o perso la voce per sostenere l’iniziativa verso le famiglie», destinatarie della proposta.
La replica ribalta così l’accusa: il problema, secondo la maggioranza, non è aver predisposto i materiali, ma non contribuire a coinvolgere chi dovrebbe usarli.
Quanto agli 8.000 euro, l'assessore difende l’acquisto perché riguarda beni durevoli, utili oggi e nei prossimi anni. Precisa inoltre che la somma rappresentava lo 0,3% del valore dell’appalto relativo alla pista ciclopedonale di via Lanzo, per il quale erano stati ottenuti i finanziamenti.
Nel comunicato di Uniti viene riportata anche la precedente spiegazione fornita dall’assessore nell’agosto scorso: l’acquisto preventivo sarebbe stato legato al finanziamento ministeriale del programma IntraNET, mentre i materiali, non deperibili, avrebbero potuto essere utilizzati successivamente.
«Fanno le pulci a un volantino»: la replica alza i toni
La difesa dell’investimento arriva insieme a un nuovo affondo: «Ma loro non lo capiscono o fanno finta di non capirlo. E stanno qui a fare le pulci a un volantino… Mah».
Una formula che riduce la contestazione a puntiglio politico. Il comunicato della minoranza, tuttavia, pone una questione più ampia del volantino: se fosse opportuno acquistare le forniture prima di verificare le adesioni.
Il peso contenuto della spesa rispetto all’appalto complessivo e la possibilità di utilizzare le attrezzature nel tempo sono gli argomenti dell’amministrazione. La necessità di programmare gli acquisti sulla base della domanda è quello dell’opposizione. È su questi elementi che si misura il dissenso, al di là delle accuse reciproche.
Il prossimo tentativo alla scuola Grosa
Intanto, nella replica, Bertuol conferma che alla Defassi la proposta, al momento, non trova adesioni. Annuncia quindi a breve una seconda riunione alla scuola Grosa, per provare a far partire il progetto anche lì.
«Noi lavoriamo per coinvolgere i cittadini su iniziative concrete», rivendica. Poi la chiusura, ancora diretta alla minoranza: «Loro hanno stufato con le loro inutili polemiche». Con un’ultima precisazione: «Non spacciatele per doveroso senso di responsabilità, per favore».
La maggioranza rivendica il lavoro per avviare il servizio, Uniti il diritto di controllare come siano stati impiegati i fondi.
L'incontro alla Grosa sarà il prossimo riscontro concreto: capire se alle attrezzature già acquistate seguiranno le adesioni necessarie a mettere in cammino il Pedibus.
E forse, questa volta, a far sentire la loro voce dovrebbero essere proprio, le famiglie borgaresi, se hanno a cuore la salute dell'ambiente e soprattutto dei loro bambini.