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Croce Verde Borgaro Caselle, 50 anni di soccorso e solidarietà: la festa racconta una storia di comunità

Dai primi volontari riuniti da Mauro Giordano nel 1976 alla nuova ambulanza: corteo, benedizione e riconoscimenti per celebrare mezzo secolo di servizio

Cinquant’anni dopo, Mauro Giordano guarda la piazza di Borgaro e torna al giorno in cui tutto è cominciato. Era un milite della Croce Verde di Torino, non conosceva nessuno e aveva ricevuto un incarico: far nascere una sezione sul territorio.

Arrivò all’appuntamento con gli amministratori a bordo di un’auto verde, indossando un abito dello stesso colore. «Ma è la vostra divisa?», gli chiese qualcuno. Bastò quella battuta a sciogliere l’imbarazzo. Poi vennero il confronto, una stretta di mano e un augurio.

Da quell’incontro sarebbe nata una storia destinata ad attraversare generazioni: quella della Croce Verde, sezione Borgaro Caselle, che oggi, domenica 11 ottobre, ha celebrato il cinquantesimo anniversario riunendo volontari, fondatori, amministratori e cittadini.

Il corteo, il momento in chiesa, la benedizione dei volontari e della nuova ambulanza, fino alla premiazione dei militi: la festa ha ripercorso mezzo secolo di servizio attraverso le voci di chi questa storia l’ha costruita e continua a scriverla.

Dal 1976, una storia costruita insieme

A guidare la cerimonia è stato Filiberto Paganini, che ha raccontato la sezione attraverso la simboolica l’immagine di una quercia: il piccolo seme piantato da Giordano nel 1976 è diventato un albero robusto, con radici profonde nel territorio di Borgaro e Caselle.

All’inizio, però, c’era soprattutto una strada da aprire. Giordano ha ricordato la fiducia ricevuta dall’amministrazione comunale di allora e il passo successivo: chiedere aiuto alle Avis dei due comuni. Fu anche grazie alla disponibilità dei primi avisini che il progetto prese forma.

Il suo intervento ha restituito il valore di quegli inizi: persone che si incontrano, scelgono di collaborare e trasformano un’intenzione in un servizio fondamentale per tutti.

Le prime militesse e una porta aperta al cambiamento

Tra i ricordi del fondatore, un posto particolare è stato riservato alle donne. Giordano ha richiamato la modifica dello statuto della Croce Verde che, nel 1975, aveva aperto loro l’ingresso nell’associazione.

Ha quindi ricordato le prime militesse di Borgaro, citando Rosanna, Renza e Angela: volontarie che andavano a prestare servizio a Torino, confrontandosi anche con le difficoltà di un ambiente fino ad allora esclusivamente maschile.

Un ringraziamento alle fondatrici e al loro contributo, parte integrante delle radici della sezione.

Cinque milioni di chilometri, tra emergenze e vita quotidiana

Nel racconto di Paganini, il passato ha il suono di un telefono fisso e le pieghe di una cartina conservata sul cruscotto. Per chiedere un’ambulanza bisognava conoscere il numero dell’associazione. Per raggiungere un indirizzo servivano lo stradario e una conoscenza precisa delle vie di Borgaro, Caselle e dei paesi vicini.

Oggi i mezzi e le apparecchiature sono profondamente cambiati. A rimanere, ha sottolineato Paganini, sono i valori trasmessi da una generazione di militi all’altra: umiltà, pazienza, gentilezza e solidarietà.

In cinquant’anni la sezione ha percorso cinque milioni di chilometri, pari a circa 125 giri della Terra. Una distanza enorme, fatta di singoli viaggi, persone da accompagnare, richieste di aiuto ed emergenze.

E poi c’è la vita tra un servizio e l’altro: le risate alle tre del mattino, le pizze diventate fredde, i caffè lasciati a metà quando arriva una chiamata. Piccoli episodi che raccontano il legame tra i volontari e il senso di appartenenza alla sezione.

Gambino: «Ho percepito sulla mia pelle il valore della Croce Verde»

Alla celebrazione hanno partecipato i sindaci di Borgaro Claudio Gambino e di Caselle Giuseppe Marsaglia, insieme ai rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e della Croce Verde.

Gambino ha accompagnato il ringraziamento istituzionale con una testimonianza personale. Ha raccontato di essere stato soccorso per un infarto quando era vicino ai cinquant’anni e di conservare soprattutto il ricordo della professionalità dei due giovani militi intervenuti: la tempestività, l’ascolto e la capacità di rassicurarlo mentre veniva organizzato il trasporto all’ospedale Maria Vittoria.

«Ho percepito proprio sulla pelle il valore della Croce Verde», ha detto.

Gambino ha inoltre annunciato una nuova sede negli spazi della futura Casa della Salute, in viale Martiri della Libertà, indicando la fine dell’anno come previsione per il completamento. Un impegno concreto a sostegno dell’attività della sezione.

Borgaro e Caselle, una famiglia oltre i confini comunali

Marsaglia ha posto al centro del suo intervento la forza del gruppo. Dopo una giornata di lavoro, trovare le energie per affrontare un turno notturno richiede convinzione, ma anche un luogo nel quale sentirsi parte di una famiglia e ha riconosciuto ai fondatori il merito di aver unito i due comuni attorno a un servizio condiviso. Ha ricordato anche i volontari scomparsi e richiamato la necessità di coinvolgere nuove generazioni, affinché questo importante servizio alla collettività possa continuare.

Lo stesso sguardo al futuro ha attraversato l’intervento del responsabile di sezione, che ha ringraziato vice responsabili, istruttori e militi per l’organizzazione della festa. Ha evidenziato la ritrovata voglia di lavorare insieme e di affrontare le difficoltà, migliorando ogni giorno il servizio offerto alla comunità.

La nuova ambulanza e i riconoscimenti ai volontari

Il parroco don Alessandro Martini ha benedetto i volontari e la nuova ambulanza, il mezzo 299, alla presenza anche di Marco Galetto, consigliere all’autoparco della Croce Verde Torino.

La celebrazione si è conclusa con i riconoscimenti ai volontari, da quelli con maggiore anzianità di servizio fino ai più giovani. Un passaggio che ha reso visibile il filo dell’intera giornata: l’esperienza di chi c’è da decenni e l’entusiasmo di chi ha appena cominciato.

Cinquant’anni dopo quella prima stretta di mano, la storia della Croce Verde Borgaro Caselle continua così: qualcuno trasmette ciò che ha imparato, qualcun altro raccoglie il testimone. E quando arriva una chiamata, si riparte.

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