Pedibus a Borgaro, scontro politico sul progetto: dopo 18 mesi il vero ostacolo sono le poche adesioni delle famiglie

Pedibus a Borgaro, scontro politico sul progetto: dopo 18 mesi il vero ostacolo sono le poche adesioni delle famiglie

Il dibattito sul servizio di accompagnamento scolastico si intreccia con i dati sulle iscrizioni, mentre il Comune punta a rilanciare la partecipazione delle famiglie

Il Pedibus, presentato dall'Amministrazione comunale come uno dei progetti simbolo della mobilità sostenibile e dell'educazione civica nelle scuole, torna al centro del dibattito politico cittadino. A riaccendere i riflettori sull'iniziativa è il gruppo consiliare Uniti per Cambiare, che ha depositato un'interrogazione con risposta scritta indirizzata all'assessore all'Istruzione e alle Politiche giovanili, Eugenio Bertuol, chiedendo chiarezza sul reale stato di avanzamento del progetto.

L'obiettivo semplicecapire se, a circa diciotto mesi dalla presentazione ufficiale del Pedibus, si sia finalmente passati dagli annunci ai risultati concreti.

"Servono dati e tempi certi"

Il progetto era stato illustrato il 18 dicembre 2024 come una delle iniziative di punta dell'Amministrazione comunale per promuovere mobilità sostenibile, attività fisica e corretti stili di vita tra gli alunni delle scuole primarie di Borgaro.

Da allora, però, osserva l'opposizione, il percorso sarebbe rimasto sostanzialmente fermo fino al recente incontro informativo del 28 maggio presso la scuola primaria "Defassi". Da qui la richiesta di conoscere alcuni dati ritenuti essenziali: quanti genitori abbiano partecipato all'incontro; quante famiglie abbiano manifestato interesse o formalizzato l'adesione; quanti alunni potrebbero essere coinvolti; quanti volontari si siano resi disponibili e se il loro numero sia sufficiente; quale sia il cronoprogramma effettivo di avvio del servizio; se l'Amministrazione ritenga soddisfacenti i risultati finora ottenuti.

«Il Pedibus può rappresentare un'opportunità positiva per le famiglie, per la salute dei bambini e per la mobilità sostenibile della città – sottolinea Uniti per Cambiare –. Proprio per questo è importante conoscere numeri, adesioni e tempi reali di avvio. I cittadini hanno diritto di sapere se il progetto stia realmente decollando oppure rischi di rimanere uno dei tanti annunci».

"Non sono annunci, ma un percorso condiviso"

L'assessore Bertuol respinge però l'accusa di immobilismo e rivendica il valore educativo dell'iniziativa.

«Il Pedibus è e rimane un progetto importante perché aiuta i bambini a diventare protagonisti del territorio. Andare a scuola insieme a piedi significa imparare autonomia e sicurezza, ma anche vivere la comunità», spiega Bertuol. Accanto all'aspetto educativo, l'assessore richiama anche i benefici ambientali: meno automobili davanti alle scuole, meno traffico e una migliore qualità dell'aria nelle aree frequentate quotidianamente dai più piccoli.

Sul piano organizzativo, Bertuol evidenzia che il Comune si sarebbe già strutturato per partire. I volontari individuati sono i membri dell'associazione dei Carabinieri in congedo "Scapaccino" di Settimo Torinese, realtà che collabora da anni con l'Amministrazione borgarese e che svolge analoghi servizi anche in altri Comuni del territorio.

120 alunni potenzialmente coinvolti, ma le adesioni restano un'incognita

Il progetto coinvolgerebbe inizialmente due sezioni della primaria Defassi, comprendenti le classi terze, quarte e quinte: sei classi in totale, pari a circa 120 alunni potenzialmente interessati

Ma è proprio sul fronte della partecipazione che emergono le maggiori criticità. L'esperienza di altri Comuni suggerisce che una ventina di adesioni rappresenterebbero già un risultato significativo. Tuttavia, ad oggi non risultano ancora numeri consolidati sulle famiglie effettivamente disponibili a partecipare.

Le linee del Pedibus sono state ipotizzate, ma la loro attivazione dipenderà esclusivamente dalle adesioni raccolte.

La replica dell'assessore assume toni più politici quando affronta il tema della partecipazione. Bertuol contesta infatti la ricostruzione dell'opposizione secondo cui l'appuntamento del 28 maggio sarebbe stato il primo vero momento di confronto.

«Questo era il terzo incontro organizzato sul Pedibus. I precedenti, svolti durante lo scorso anno scolastico, avevano registrato rispettivamente una presenza nel primo appuntamento in Comune e due partecipanti nel secondo incontro all'Auditorium Levi» precisa l'assessore. Anche il terzo tentativo non avrebbe prodotto risultati migliori.

«Le famiglie, pur avvisate con anticipo tramite comunicazione della dirigente scolastica, hanno disertato l'incontro: era presente soltanto una mamma, rappresentante di classe».

Un mese di prova e una sfida culturale

Il cronoprogramma delineato dal Comune prevede un mese sperimentale a ottobre, per consentire alle famiglie di familiarizzare con il servizio. Successivamente il Pedibus potrebbe essere attivato nei mesi di marzo, aprile e maggio del prossimo anno scolastico.

Bertuol, però, sposta il ragionamento su un piano più ampio.

«Non demordo. A settembre mi presenterò con palina e casacca davanti alla scuola per rilanciare la proposta. Il Comune non può e non vuole costringere nessuno. Certo, è più comodo accompagnare i figli in auto e correre al lavoro. Il Pedibus richiede organizzazione e partecipazione attiva, ma rappresenta un investimento educativo importante» afferma. Da qui anche la replica alle accuse dell'opposizione: «Non si tratta di annunci, ma di costruire insieme un percorso che richiede l'impegno dell'Amministrazione, della scuola, dei volontari e delle famiglie. Se, dopo ulteriori tentativi, non ci sarà risposta, ne prenderemo atto. Ma prima ci riproveremo», sottolinea l'assessore.

Pedibus, il nodo resta la partecipazione

La vicenda evidenzia due letture differenti della stessa realtà.

Da un lato, l'opposizione chiede conto dei risultati concreti di un progetto annunciato da tempo e ritiene doveroso verificare la capacità dell'Amministrazione di trasformare le idee in servizi realmente operativi. Dall'altro, la Giunta rivendica il lavoro preparatorio svolto e attribuisce alle scarse adesioni delle famiglie il principale ostacolo alla partenza dell'iniziativa.

Un dato, però, appare oggettivo: dopo un anno e mezzo di annunci, incontri e tentativi di coinvolgimento, il Pedibus a Borgaro non è ancora partito. Se il prossimo autunno sarà finalmente il momento della svolta o l'ennesimo rinvio, lo diranno i numeri. E soprattutto la risposta che arriverà dalle famiglie borgaresi.

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