Una struttura attesa per anni diventa realtà in via Rossetti. Fino a 90 bambini, cinque sezioni, grandi spazi verdi e un collegamento diretto con il nido Girotondo. Oltre 2,5 milioni dal PNRR
Ci sono nastri che si tagliano e porte che si aprono. E poi ci sono giorni nei quali, dietro quel gesto apparentemente rituale, c’è molto di più: anni di progetti, bandi, carte, cantieri, difficoltà e attese. Ma soprattutto c’è un pezzo di futuro che improvvisamente diventa reale.
È stato così ieri pomeriggio, giovedì 10 settembre, a Ciriè. Davanti alla nuova scuola c'erano amministratori, insegnanti, famiglie, associazioni. Ma soprattutto c'erano loro, i bambini. Quelli per i quali tutto questo è stato immaginato.
Sono stati proprio i loro volti, le loro voci e la loro impazienza di entrare a raccontare meglio di qualsiasi discorso il senso dell'inaugurazione del nuovo Polo dell'Infanzia 0-6, nato dall'incontro tra la nuova scuola dell'infanzia Collodi e il vicino asilo nido comunale Girotondo.
Un'opera attesa a lungo. Talmente a lungo da essere comparsa, negli anni, nei programmi di diverse amministrazioni comunali. Questa volta, però, il progetto è uscito dalle carte.
Ed è diventato una scuola.
«Una giornata che Ciriè aspettava da tantissimo tempo»
L'emozione della sindaca Loredana Devietti si percepisce quando guarda i bambini davanti alla nuova struttura. «Questa è una giornata che aspettavamo da tantissimo tempo, che tutta Ciriè aspettava da tempo», dice.
Perché quella inaugurata non è soltanto una nuova scuola dell'infanzia. «Non stiamo semplicemente aprendo le porte di un edificio – sottolinea Devietti – ma stiamo consegnando alla città un luogo pensato per i bambini, per la loro crescita, per le loro esperienze e per il loro stare insieme».
Ed è forse questa la chiave dell'intero progetto: non costruire semplicemente muri dentro i quali fare scuola, ma costruire intorno ai bambini un luogo nel quale crescere.
Accanto c'è il Girotondo, il nido comunale. Un nuovo camminamento unisce fisicamente le due strutture, dando finalmente forma a un vero Polo dell'Infanzia 0-6.
Una continuità che è logistica, perché semplifica la vita dei genitori con figli nelle due strutture, ma vuole diventare soprattutto educativa.
Dalle carte al cantiere, fino alle voci dei bambini
Dietro l'inaugurazione c'è una storia amministrativa molto meno visibile delle fotografie del taglio del nastro. La racconta la stessa Devietti ricordando «anni di lavoro, progettazione, bandi, cantieri, problemi da affrontare e soluzioni da trovare».
Il PNRR ha rappresentato l'occasione decisiva. Ma avere a disposizione delle risorse, ricorda la sindaca, non significa automaticamente riuscire a trasformarle in qualcosa di concreto: «Le opportunità da sole non bastano. Bisogna saperle cogliere, bisogna avere un progetto e la capacità di trasformare le risorse in qualcosa di concreto».
Ciriè, sostiene Devietti, ha saputo «farsi trovare pronta». Per questo, nel giorno della festa, la sindaca ha voluto ricordare chi ha lavorato lontano dai riflettori: la Giunta, gli uffici comunali, i tecnici, i progettisti e le imprese. Un ringraziamento particolare è andato agli assessori Alessandro Puglisi, per i progetti strategici, e Andrea Sala, per l'istruzione, alla dirigente del settore Servizi tecnici Maria Teresa Noto e al suo gruppo di lavoro.
Perché prima che una scuola possa riempirsi di bambini deve attraversare un mondo fatto di scadenze, norme, finanziamenti, procedure e imprevisti. E quella parte della storia raramente finisce nelle fotografie.
Novanta bambini e cinque sezioni
A raccontare che cosa ci sarà concretamente dietro quelle porte è stato l'assessore Sala.
La nuova Collodi potrà accogliere fino a 90 bambini, suddivisi in cinque sezioni. Gli ambienti sono stati progettati per accompagnare tutti i momenti della giornata: didattica, laboratori, attività libere, mensa e riposo.
Ma uno degli elementi centrali è la flessibilità. Gli spazi potranno cambiare insieme alle attività e alle esigenze dei bambini, senza costringerli dentro ambienti rigidi.
Fuori ci sono circa 1.200 metri quadrati di verde, ai quali si aggiungono 240 metri quadrati di corte pavimentata con autobloccanti drenanti.
Non semplicemente un cortile, dunque, ma uno spazio pensato per giocare, osservare, scoprire, incontrarsi e sperimentare.
Anche arredi e giochi sono stati scelti seguendo questa filosofia, privilegiando forme morbide e arrotondate, materiali resistenti e soluzioni capaci di incuriosire i più piccoli.
Due fratelli, una sola fermata
Poi Sala racconta un'immagine molto semplice. Quella di una mamma o di un papà con un figlio al nido Girotondo e un altro alla scuola Collodi. Da oggi potranno arrivare nello stesso luogo, parcheggiare e accompagnare entrambi.
Può sembrare un dettaglio. Per una famiglia che ogni mattina corre contro l'orologio, però, anche pochi minuti e qualche chilometro risparmiato possono fare la differenza.
«Quando parliamo di servizi per l'infanzia – osserva Sala – dobbiamo imparare a guardare non soltanto al servizio in sé, ma anche a tutto ciò che gli sta intorno».
Il nuovo camminamento e i parcheggi che servono l'area diventano così parte dello stesso progetto. Perché una politica per la famiglia passa anche dalle piccole complicazioni quotidiane che si riescono a eliminare.
Ma il Polo 0-6 vuole andare oltre.
La vicinanza tra nido e scuola dell'infanzia dovrebbe favorire una continuità educativa tra i primi anni di vita e l'ingresso nella scuola, mettendo maggiormente in relazione educatori e insegnanti. L'ambizione è che l'esperienza ciriacese possa trasformarsi in una buona pratica e, in prospettiva, in un modello anche per altri interventi.
Un investimento da oltre 2,5 milioni
A dare la dimensione economica dell'operazione è stato l'assessore ai Progetti strategici Puglisi. Per la nuova scuola sono stati intercettati 2 milioni e 530 mila euro di fondi PNRR, ai quali si sono aggiunti 180 mila euro destinati agli arredi.
Ma Puglisi invita a guardare oltre le cifre:
Ci sono nastri che si tagliano e porte che si aprono. E poi ci sono giorni nei quali, dietro quel gesto apparentemente rituale, c’è molto di più: anni di progetti, bandi, carte, cantieri, difficoltà e attese. Ma soprattutto c’è un pezzo di futuro che improvvisamente diventa reale.
È stato così ieri pomeriggio, giovedì 10 settembre, in via Rossetti a Ciriè. Davanti alla nuova scuola c'erano amministratori, insegnanti, famiglie, associazioni. Ma soprattutto c'erano loro, i bambini. Quelli per i quali tutto questo è stato immaginato.
Sono stati proprio i loro volti, le loro voci e la loro impazienza di entrare a raccontare meglio di qualsiasi discorso il senso dell'inaugurazione del nuovo Polo dell'Infanzia 0-6, nato dall'incontro tra la nuova scuola dell'infanzia Collodi e il vicino asilo nido comunale Girotondo.
Un'opera attesa a lungo. Talmente a lungo da essere comparsa, negli anni, nei programmi di diverse amministrazioni comunali. Questa volta, però, il progetto è uscito dalle carte.
Ed è diventato una scuola.
«Una giornata che Ciriè aspettava da tantissimo tempo»
L'emozione della sindaca Loredana Devietti si percepisce quando guarda i bambini davanti alla nuova struttura.
«Questa è una giornata che aspettavamo da tantissimo tempo, che tutta Ciriè aspettava da tempo», dice.
Perché quella inaugurata non è soltanto una nuova scuola dell'infanzia.
«Non stiamo semplicemente aprendo le porte di un edificio – sottolinea Devietti – ma stiamo consegnando alla città un luogo pensato per i bambini, per la loro crescita, per le loro esperienze e per il loro stare insieme».
Ed è forse questa la chiave dell'intero progetto.
Non costruire semplicemente muri dentro i quali fare scuola, ma costruire intorno ai bambini un luogo nel quale crescere.
Accanto c'è il Girotondo, il nido comunale. Un nuovo camminamento unisce fisicamente le due strutture, dando finalmente forma a un vero Polo dell'Infanzia 0-6.
Una continuità che è logistica, perché semplifica la vita dei genitori con figli nelle due strutture, ma vuole diventare soprattutto educativa.
Dalle carte al cantiere, fino alle voci dei bambini
Dietro l'inaugurazione c'è una storia amministrativa molto meno visibile delle fotografie del taglio del nastro.
La racconta la stessa Devietti ricordando «anni di lavoro, progettazione, bandi, cantieri, problemi da affrontare e soluzioni da trovare».
Il PNRR ha rappresentato l'occasione decisiva.
Ma avere a disposizione delle risorse, ricorda la sindaca, non significa automaticamente riuscire a trasformarle in qualcosa di concreto.
«Le opportunità da sole non bastano. Bisogna saperle cogliere, bisogna avere un progetto e la capacità di trasformare le risorse in qualcosa di concreto».
Ciriè, sostiene Devietti, ha saputo «farsi trovare pronta».
Per questo, nel giorno della festa, la sindaca ha voluto ricordare chi ha lavorato lontano dai riflettori: la Giunta, gli uffici comunali, i tecnici, i progettisti e le imprese.
Un ringraziamento particolare è andato agli assessori Alessandro Puglisi, per i progetti strategici, e Andrea Sala, per l'istruzione, alla dirigente del settore Servizi tecnici Maria Teresa Noto e al suo gruppo di lavoro.
Perché prima che una scuola possa riempirsi di bambini deve attraversare un mondo fatto di scadenze, norme, finanziamenti, procedure e imprevisti.
E quella parte della storia raramente finisce nelle fotografie.
Novanta bambini e cinque sezioni
A raccontare che cosa ci sarà concretamente dietro quelle porte è stato l'assessore all'Istruzione Andrea Sala.
La nuova Collodi potrà accogliere fino a 90 bambini, suddivisi in cinque sezioni.
Gli ambienti sono stati progettati per accompagnare tutti i momenti della giornata: didattica, laboratori, attività libere, mensa e riposo.
Ma uno degli elementi centrali è la flessibilità.
Gli spazi potranno cambiare insieme alle attività e alle esigenze dei bambini, senza costringerli dentro ambienti rigidi.
Fuori ci sono circa 1.200 metri quadrati di verde, ai quali si aggiungono 240 metri quadrati di corte pavimentata con autobloccanti drenanti.
Non semplicemente un cortile, dunque, ma uno spazio pensato per giocare, osservare, scoprire, incontrarsi e sperimentare.
Anche arredi e giochi sono stati scelti seguendo questa filosofia, privilegiando forme morbide e arrotondate, materiali resistenti e soluzioni capaci di incuriosire i più piccoli.
Due fratelli, una sola fermata
Poi Sala racconta un'immagine molto semplice.
Quella di una mamma o di un papà con un figlio al nido Girotondo e un altro alla scuola Collodi.
Da oggi potranno arrivare nello stesso luogo, parcheggiare e accompagnare entrambi.
Può sembrare un dettaglio.
Per una famiglia che ogni mattina corre contro l'orologio, però, anche pochi minuti e qualche chilometro risparmiato possono fare la differenza.
«Quando parliamo di servizi per l'infanzia – osserva Sala – dobbiamo imparare a guardare non soltanto al servizio in sé, ma anche a tutto ciò che gli sta intorno».
Il nuovo camminamento e i parcheggi che servono l'area diventano così parte dello stesso progetto.
Perché una politica per la famiglia passa anche dalle piccole complicazioni quotidiane che si riescono a eliminare.
Ma il Polo 0-6 vuole andare oltre.
La vicinanza tra nido e scuola dell'infanzia dovrebbe favorire una continuità educativa tra i primi anni di vita e l'ingresso nella scuola, mettendo maggiormente in relazione educatori e insegnanti.
L'ambizione dichiarata è che l'esperienza ciriacese possa trasformarsi in una buona pratica e, in prospettiva, in un modello anche per altri interventi.
Un investimento da oltre 2,5 milioni
A dare la dimensione economica dell'operazione è stato l'assessore ai Progetti strategici Alessandro Puglisi.
Per la nuova scuola sono stati intercettati 2 milioni e 530 mila euro di fondi PNRR, ai quali si sono aggiunti 180 mila euro destinati agli arredi.
Ma Puglisi invita a guardare oltre le cifre: «Ci sono opere che risolvono un problema e altre che aprono una prospettiva». Questa, secondo l'amministrazione, appartiene alla seconda categoria.
L'obiettivo non era rispondere soltanto alle necessità di oggi, ma immaginare ciò di cui Ciriè avrà bisogno tra dieci o quindici anni. Anche per questo la struttura è stata progettata prestando particolare attenzione ai consumi energetici e al comfort climatico, un tema destinato a diventare sempre più importante con estati sempre più calde.
L'arte accoglie i bambini
C'è anche un dettaglio che rende l'ingresso della nuova scuola diverso da quello di tanti altri edifici scolastici.
È l'intervento artistico seguito dall'assessora Barbara Re e realizzato grazie al contributo dell'artista ciriacese Angelo Barile, che ha donato le proprie opere alla città.
Arte e scuola si incontrano così già sulla soglia. Un modo per parlare ai bambini attraverso forme e colori e, nello stesso tempo, lasciare nell'edificio qualcosa che racconti il legame con Ciriè.
Cirio: «Investire sui nostri figli»
Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, insieme a una nutrita rappresentanza istituzionale regionale e territoriale.
Cirio ha rivolto un lungo riconoscimento all'amministrazione Devietti, sottolineando la capacità del Comune di individuare priorità e trasformare le risorse disponibili in opere.
Il presidente ha ricordato il significato dei finanziamenti arrivati dopo la pandemia e la scelta di concentrare gli investimenti su due grandi direttrici: la salute e le nuove generazioni.
Da una parte gli anziani e la sanità, dall'altra «la scuola per i nostri bambini».
Per Cirio una struttura scolastica moderna non è soltanto una questione estetica. Una scuola «bella, moderna ed efficiente» significa offrire ai bambini un luogo nel quale stare meglio e alle famiglie la certezza di affidarli ogni giorno a spazi sicuri e adeguati.
Il presidente ha quindi dedicato una parte del suo intervento agli insegnanti, ricordando quanto tempo trascorrano accanto ai bambini e quanto profonda possa essere la loro influenza nella crescita delle nuove generazioni.
Un ringraziamento esteso al personale scolastico, amministrativo e ai collaboratori.
Una festa che appartiene alla città
All'inaugurazione hanno partecipato rappresentanti della Regione, della Città metropolitana, amministratori del territorio, autorità civili, militari e religiose, dirigenti scolastici, insegnanti, associazioni e cittadini.
Accanto alla sindaca Devietti e al presidente Cirio erano presenti, tra gli altri, rappresentanti regionali e metropolitani, i sindaci dell'Unione dei Comuni e le autorità del territorio.
Ma la presenza più significativa rimane quella delle famiglie.
E dei bambini.
Perché quando i discorsi finiscono, le fotografie istituzionali vengono scattate e il nastro cade a terra, una scuola comincia davvero a esistere soltanto quando arrivano loro.
Farne un luogo nel quale cominciare a costruire, bambino dopo bambino, la città che verrà.
«Ci sono opere che risolvono un problema e altre che aprono una prospettiva».
Questa, secondo l'amministrazione, appartiene alla seconda categoria.
L'obiettivo non era rispondere soltanto alle necessità di oggi, ma immaginare ciò di cui Ciriè avrà bisogno tra dieci o quindici anni.
Anche per questo la struttura è stata progettata prestando particolare attenzione ai consumi energetici e al comfort climatico, un tema destinato a diventare sempre più importante con estati sempre più calde.
L'arte accoglie i bambini
C'è anche un dettaglio che rende l'ingresso della nuova scuola diverso da quello di tanti altri edifici scolastici.
È l'intervento artistico seguito dall'assessore Barbara Re e realizzato grazie al contributo dell'artista ciriacese Angelo Barile, che ha donato le proprie opere alla città.
Arte e scuola si incontrano così già sulla soglia.
Un modo per parlare ai bambini attraverso forme e colori e, nello stesso tempo, lasciare nell'edificio qualcosa che racconti il legame con Ciriè.
Cirio: «Investire sui nostri figli»
Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, insieme a una nutrita rappresentanza istituzionale regionale e territoriale.
Cirio ha rivolto un lungo riconoscimento all'amministrazione Devietti, sottolineando la capacità del Comune di individuare priorità e trasformare le risorse disponibili in opere.
Il presidente ha ricordato il significato dei finanziamenti arrivati dopo la pandemia e la scelta di concentrare gli investimenti su due grandi direttrici: la salute e le nuove generazioni.
Da una parte gli anziani e la sanità, dall'altra «la scuola per i nostri bambini».
Per Cirio una struttura scolastica moderna non è soltanto una questione estetica.
Una scuola «bella, moderna ed efficiente» significa offrire ai bambini un luogo nel quale stare meglio e alle famiglie la certezza di affidarli ogni giorno a spazi sicuri e adeguati.
Il presidente ha quindi dedicato una parte del suo intervento agli insegnanti, ricordando quanto tempo trascorrano accanto ai bambini e quanto profonda possa essere la loro influenza nella crescita delle nuove generazioni.
Un ringraziamento esteso al personale scolastico, amministrativo e ai collaboratori.
Una festa che appartiene alla città
All'inaugurazione hanno partecipato rappresentanti della Regione, della Città metropolitana, amministratori del territorio, autorità civili, militari e religiose, dirigenti scolastici, insegnanti, associazioni e cittadini.
Accanto alla sindaca Devietti e al presidente Cirio erano presenti, tra gli altri, rappresentanti regionali e metropolitani, i sindaci dell'Unione dei Comuni e le autorità del territorio.
Ma la presenza più significativa rimane quella delle famiglie.
E dei bambini.
Perché quando i discorsi finiscono, le fotografie istituzionali vengono scattate e il nastro cade a terra, una scuola comincia davvero a esistere soltanto quando arrivano loro.
Quando un'aula si riempie di disegni. Quando un gioco viene conteso e poi condiviso. Quando nasce un'amicizia. Quando una maestra consola un pianto. Quando qualcuno impara una parola nuova. Quando un bambino torna a casa e racconta ciò che ha scoperto.
È questo il futuro di quei muri nuovi.
Ed è proprio ai più piccoli che Loredana Devietti ha affidato le parole finali della giornata:
«Questa scuola è vostra. Sono vostri questi spazi, questi colori, questi giardini. È il luogo dove potrete giocare, imparare, stare insieme e crescere».
Poi la frase che chiude anni di attesa e apre qualcosa di completamente diverso:
«Possiamo finalmente dire: questa scuola è aperta».
Da ieri, dunque, in via Rossetti c'è un edificio nuovo.
Ma per Ciriè la scommessa è molto più grande.
Farne un luogo nel quale cominciare a costruire, bambino dopo bambino, la città che verrà.