Specchi alle pareti, soffitto in vetro, sedute, tavolino e ora anche un sipario: ai Santi Pietro e Paolo la misteriosa struttura alimenta domande e ipotesi
A guardarlo adesso, con quel sipario incorniciato da una mantovana, sembra quasi un piccolo teatro dei burattini. Ma basta avvicinarsi e osservare meglio per capire che quella misteriosa struttura comparsa nella Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Leinì potrebbe nascondere qualcosa di molto più curioso.
E infatti, da qualche giorno, una domanda ha cominciato inevitabilmente a circolare: che cos'è e, soprattutto, a cosa servirà?
Per ora le certezze sono poche. La struttura è ancora presente negli spazi della parrocchia e, osservandola da vicino, emergono particolari che alimentano ulteriormente il mistero.
All'interno c'è spazio per sedersi, è presente anche un piccolo tavolo, le pareti laterali interne sono rivestite da specchi e il soffitto è in vetro. A questi elementi si è aggiunto ora il sipario, che rende l'insieme ancora più singolare.
Un piccolo teatro o qualcosa di tecnologico?
Ed è qui che comincia il piccolo giallo leinicese.
Non risultano, al momento, comunicazioni ufficiali che ne chiariscano funzione e destinazione. In compenso, come accade inevitabilmente quando in paese compare qualcosa di insolito, le ipotesi hanno già iniziato a correre.
Una delle voci raccolte sostiene che la struttura potrebbe essere trasferita al Circolo Fides, dove si svolgono le attività di catechismo. Un'indiscrezione, nulla di più per il momento, ma sufficiente ad aprire uno scenario decisamente curioso.
E se non fosse semplicemente un teatrino?
Tra le interpretazioni circolate informalmente c'è infatti quella di una possibile “stanza olografica”, o comunque di una struttura capace di utilizzare immagini e tecnologie di proiezione per creare l'effetto della presenza di una persona che, fisicamente, si trova altrove.
Don Riccardo potrebbe comparire… senza esserci?
Da qui nasce l'ipotesi più suggestiva. E va sottolineato con chiarezza: si tratta soltanto di una supposizione, non confermata assolutamente dalla parrocchia.
La struttura potrebbe essere pensata come una sorpresa per i bambini e consentire, per esempio, a don Riccardo, ancora ricoverato dopo il grave incidente, di “apparire” a distanza: magari per un saluto, per un momento di catechismo o, perché no, per giocare e scherzare con i più piccoli.
Fantasia parrocchiale? Tecnologia? Un'installazione destinata a tutt'altro uso?
Al momento non è possibile dirlo.
Ed è forse proprio questo a rendere la storia così intrigante. Perché quel piccolo ambiente con specchi, vetro, sedute, tavolino e sipario continua a essere lì, sotto gli occhi di tutti, senza ancora aver svelato il proprio segreto.
A Leinì, intanto, la curiosità cresce.
Il sipario è già pronto. Adesso manca soltanto capire chi – o che cosa – comparirà dall'altra parte.