Ven, 13 Feb, 2026

Il genio di Francesco Corni rivive a Torino: 25 tavole originali svelano la città antica nella mostra “Furberie d’inchiostro”

Il genio di Francesco Corni rivive a Torino: 25 tavole originali svelano la città antica nella mostra “Furberie d’inchiostro”

Fino al 31 gennaio del 2026 sarà possibile ammirare, presso il Museo Diocesano di Torino, che ha sede negli spazi sottostanti al Duomo di piazza San Giovanni, le circa 25 tavole in inchiostro di china, realizzate da Francesco Corni, uno dei più grandi illustratori didattici del novecento, scomparso cinque anni fa. Corni, per generazioni di appassionati di arte e storia urbana, ha rappresentato un prezioso punto di riferimento.

torino mostra francesco corni 2Presentazione della mostra al Museo Diocesano

Francesco Corni e la sua eredità artistica

Le sue pubblicazioni, i suoi disegni, sono stati un unicum all’interno del panorama artistico ed architettonico nazionale ed internazionale. Fornendo spesso spunti, stimoli e suggestioni al grande pubblico.

E’ grazie alle sue eccezionali abilità grafiche, ed attraverso la ricostruzione di quegli spazi, che oggi possiamo immaginare edifici, spazi urbani, sottratti all’oblio del tempo e della memoria. Non ricostruzioni di fantasia, ma dettagliate rielaborazioni, partendo dai dati ottenuti attraverso la ricerca sul campo.

Un esempio, ancora oggi visibile ai cittadini torinesi ed ai turisti, è rappresentato dai pannelli illustrativi bilingue, concepiti da Corni, collocati di fronte agli edifici, ai monumenti, alle chiese più importanti del capoluogo subalpino.

torino mostra francesco corni 1I disegni di Corni che raccontano Torino

La mostra “Furberie d’inchiostro”

E proprio una mostra di alcuni dei suoi disegni originali, è stata inaugurata sabato 25 ottobre, per volontà della Fondazione Francesco Corni, che porta avanti la conoscenza e la divulgazione delle sue opere e pubblicazioni, con il sostegno della Compagnia San Paolo.

Il titolo della mostra è “Furberie d’inchiostro tra la città antica e le prime chiese di Torino”. Una esposizione delle tavole originali dell’artista, che ripercorrono, attraverso suggestive riproduzioni, le caratteristiche di una Torino antica e romana, quella Julia Augusta Taurinorum, dalle fasi legate ad uno sviluppo proto urbanistico, fino alla nascita dei primi luoghi di culto cristiani, partendo dal celebre complesso episcopale del San Salvatore, formato da tre edifici religiosi, che lascerà poi il
posto, per volere dei Della Rovere, all’attuale Duomo rinascimentale.

«La mostra - spiega Gianluca Popolla, direttore del Museo Diocesano, che ha sede in piazza San Giovanni – mette sapientemente in mostra l’eccezionalità della figura di Corni come divulgatore, aspetto molto caro al Museo, che si pone nel cuore della città, fin dalla sua origine e custodisce luoghi unici, per il racconto la sua storia. Il talento grafico di Corni, unito alla sua preparazione storica acquisita con l'attività di disegnatore e rilevatore negli scavi in varie località italiane ed estere, gli ha permesso di realizzare tavole che restituiscono non solo la ricostruzione di iconici edifici, ma anche meravigliosi spaccati che rivelano gli interni e spiegano le tecniche costruttive antiche».

torino mostra francesco corni 4

Secondo Elisabetta Corni della Fondazione Corni «Il talento più grande di questo artista è la sua capacità di visione spaziale tridimensionale; la sua missione, quella di spiegare la realtà. Anche oggi, nell’era del digitale, il disegno fatto a mano ha un potere comunicativo molto forte e il disegno di Corni è una sintesi dinamica di molti elementi che dà vita a scorci e prospettive che non sarebbe possibile vedere in altro modo. La minuzia e la dedizione con cui curava ogni dettaglio dei sui disegni era il suo
strumento, il suo modo speciale per catturare l'attenzione dell'osservatore e comunicare "qui c'è qualcosa che merita attenzione", lui stesso definisce questa caratteristica una "furberia"».

Accessibilità e innovazione nella mostra

L'esposizione è idealmente divisa in tre argomenti, la forma della città antica, l'evoluzione dell'area della cattedrale e le prime chiese di Torino, quelle che si trovano nel centro storico, l'antico quadrilatero di origine romana.

«La mostra di Corni – prosegue il direttore Gianluca Popolla - con il suo grande valore didattico, è stata un'importante occasione per lavorare su un aspetto chiave per il futuro del museo, che ci sta molto a cuore, quello dell'accessibilità. In questa occasione abbiamo messo a frutto una grande collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università IULM, nella persona del professore e architetto Davide Mezzino, che ha ri-elaborato i disegni di Francesco Corni, realizzando dei pannelli tattilo-
informativi rendendo così i disegni comprensibili anche a persone cieche e ipovedenti».

torino mostra francesco corni 3

Eventi, conferenze e valore del disegno a mano

Inoltre, nel contesto della mostra verranno organizzati eventi e conferenze che approfondiranno i temi della mostra: il disegno fatto a mano e la storia di Torino.  «Questa mostra ci permette in primo luogo di mostrare i disegni originali di Corni, che hanno un valore e una portata comunicativa diversa rispetto alle riproduzioni - sostiene Elisabetta Corni - e di portare avanti un tema molto caro alla Fondazione, quello di promuovere la creatività personale attraverso l'uso delle mani, quella che
io definisco "ntelligenza artigianale", titolo del progetto di Fondazione Francesco Corni di cui è parte questa iniziativa, non  er togliere valore al digitale, che ha molti ambiti di utilità e funzionalità, ma per restituire importanza e bellezza a quanto viene creato mediante la connessione mente-corpo dell'essere umano, oggi molto a rischio di dissociazione, soprattutto nelle generazioni più giovani».

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