Dopo l’argento europeo nella Marathon MTB, De Cosmo firma un’altra impresa internazionale: insieme a Jakob Dorigoni chiude terzo la Swiss Epic 2026
Ci sono stagioni che si misurano contando vittorie, podi e piazzamenti. E poi ce ne sono altre che, a un certo punto, cominciano ad assomigliare a una dichiarazione d’intenti.
Quella di Gioele De Cosmo appartiene ormai alla seconda categoria.
Il biker di Mappano continua a pedalare dentro un 2026 difficile da dimenticare e, soprattutto, sembra aver preso gusto a lasciare il segno quando il livello della competizione sale.
Dopo lo splendido secondo posto al Campionato Europeo Marathon MTB di Ramales de la Victoria, De Cosmo ha aggiunto un altro risultato internazionale pesantissimo: terzo posto nella classifica generale della Swiss Epic 2026, conquistato in coppia con Jakob Dorigoni.
Ma raccontarla soltanto attraverso il gradino più basso del podio sarebbe quasi riduttivo. Perché De Cosmo e Dorigoni non sono andati in Svizzera semplicemente per arrivare. Sono andati per lasciare impronte.
E ne hanno lasciate parecchie.
Due vittorie e un finale da protagonisti
I due portacolori del Torpado Kenda FSA hanno conquistato due vittorie di tappa, alle quali hanno aggiunto un secondo e un terzo posto di frazione.
Numeri che raccontano la continuità, ma non completamente il carattere della loro Swiss Epic.
Il dettaglio più significativo arriva infatti alla fine: De Cosmo e Dorigoni hanno vinto anche l’ultima tappa.
Quando le gambe sono più pesanti. Quando ogni salita sembra diventare più lunga di quanto dica l’altimetria. Quando, dopo giorni trascorsi a spingere, recuperare, scendere, rilanciare e inseguire, la bicicletta non concede più nulla gratuitamente.
È proprio lì che la coppia italiana ha piazzato il colpo.
Quasi una firma in fondo alla gara: noi c’eravamo. Fino all’ultimo metro.
De Cosmo corre anche contro un avversario invisibile
Per Gioele De Cosmo, infatti, la Swiss Epic non è stata soltanto una battaglia contro cronometro, salite e avversari.
Nei primi giorni ha dovuto fare i conti anche con alcuni problemi respiratori. Un avversario invisibile e particolarmente scomodo in una disciplina nella quale ogni respiro conta.
De Cosmo e Dorigoni, però, non hanno staccato mentalmente la spina. Hanno continuato a restare dentro la corsa, aspettando che arrivasse il momento giusto.
Ed è proprio nel finale che hanno trovato la loro versione migliore.
«Quest'anno è stato speciale – ha raccontato De Cosmo al termine della gara –. Io e Jakob abbiamo lavorato duramente insieme nella preparazione e, una volta iniziate le gare, è stato facile capirci e tirare fuori il meglio l'uno dall'altro».
Una sintonia fondamentale in una competizione nella quale non si corre soltanto insieme a un compagno: bisogna imparare quasi a sentirne la pedalata.
«Alcuni problemi respiratori all'inizio della settimana hanno reso le cose più difficili del previsto, ma abbiamo continuato a lottare e, verso la fine della gara, abbiamo sfruttato al meglio le nostre opportunità, concludendo alla grande».
Ed è forse proprio quel “concludendo alla grande” a sintetizzare meglio di qualsiasi classifica la loro Swiss Epic.
Da Mappano alle montagne d’Europa
Per Gioele De Cosmo, intanto, il 2026 continua a trasformarsi in qualcosa di più di una semplice annata positiva.
Prima il grande risultato europeo nella Marathon MTB. Adesso il podio alla Swiss Epic, condito da due successi di tappa.
Risultati diversi, ottenuti in contesti differenti, ma collegati da un filo evidente: De Cosmo sta trovando continuità ad altissimo livello internazionale.
E per un atleta la continuità può valere persino più dell’exploit isolato. Perché un grande risultato può essere un giorno perfetto. Due possono essere una conferma. Quando però i piazzamenti importanti continuano ad arrivare, gara dopo gara, allora cambia la prospettiva.
La domanda non è più quanto sia stata bella la stagione di Gioele De Cosmo. La domanda diventa un’altra: fin dove può arrivare?