Intrappolati in un tombino tra via Stura e la Corona Verde, non avevano modo di uscire. A notarli una cittadina. Poi l'arrivo dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale e, finalmente, la libertà
Due cuccioli, un tombino e quelle grate diventate improvvisamente una prigione. Sopra, la strada e la vita che continuava normalmente. Sotto, due piccoli cani incapaci di trovare una via d'uscita.
È cominciata così, tra via Stura e la Corona Verde, a Nole, una storia fatta di paura, attenzione e solidarietà. E soprattutto di qualcuno che, passando di lì, non ha tirato dritto.
La scoperta sotto le grate
È stata una cittadina ad accorgersi che sotto quelle grate c'era qualcosa che non andava. Ha visto i due animali intrappolati, ha capito che da soli non sarebbero riusciti a liberarsi e ha dato immediatamente l'allarme.
Da quel momento è scattata la macchina dei soccorsi.
Sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco del distaccamento di Nole e gli agenti della Polizia Locale. I pompieri hanno raggiunto il tombino e aperto le grate. Pochi gesti, quelli necessari per arrivare ai due cuccioli, ma sufficienti a mettere fine a una disavventura che avrebbe potuto avere conseguenze ben diverse.
Prima uno, poi l'altro: finalmente liberi
Prima uno, poi l'altro. I due cani sono tornati finalmente all'aria aperta.
Sporchi, spaventati, probabilmente affamati. Ma salvi.
Ad attenderli c'erano gli agenti della Polizia Locale, guidati dal comandante Marco Ortalda, che li hanno presi in custodia e accompagnati al Comando di via Devesi.
Per qualche ora quegli uffici hanno avuto due ospiti decisamente insoliti.
Una ciotola di cibo dopo tanta paura
Mentre si attendeva l'arrivo del personale del canile, qualcuno ha pensato anche alla cosa più semplice: dare loro qualcosa da mangiare.
I dipendenti comunali hanno acquistato del cibo e i due cuccioli hanno potuto rifocillarsi, finalmente al sicuro dopo la paura vissuta sotto quelle grate.
Un piccolo gesto, quasi una carezza dopo ore difficili, che ha aggiunto un'altra pagina alla storia del loro salvataggio.
Nessun microchip, resta da capire da dove arrivino
I successivi controlli hanno però lasciato aperto un interrogativo: nessuno dei due cuccioli è risultato dotato di microchip.
Non è stato quindi possibile individuare immediatamente un proprietario e gli animali sono stati successivamente affidati alla struttura competente, che li ha presi in custodia.
Una storia a lieto fine cominciata con una segnalazione
Resta l'immagine di quei due cuccioli che, poche ore prima, erano prigionieri sotto una grata e che poco dopo si sono ritrovati al sicuro, accuditi e con una ciotola di cibo davanti.
È bastato che una persona si fermasse e decidesse di chiedere aiuto. Poi il rapido intervento dei Vigili del Fuoco, la collaborazione della Polizia Locale e la sensibilità dei dipendenti comunali hanno fatto il resto.
Una piccola storia di paese, forse. Ma di quelle che ricordano come, qualche volta, tra una brutta disavventura e un lieto fine ci sia semplicemente qualcuno che sceglie di non voltarsi dall'altra parte.