Collare dell’Annunziata: la storia al Castello di Agliè con la scrittrice Ezia Bovo
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Collare dell’Annunziata: la storia al Castello di Agliè con la scrittrice Ezia Bovo

Al Castello di Agliè, la presentazione del libro dedicato al Collare dell’Annunziata ripercorre la storia della massima onorificenza di Casa Savoia

Domenica 4 ottobre presso la splendida cornice del castello ducale di Agliè è stata presentata l’ultima fatica letteraria della giornalista e scrittrice Ezia Bovo che ha ripercorso l’ultra centenaria storia della massima onorificenza di Casa Savoia rappresentata dall’antico Collare dell’Annunziata.

A presentare l’evento accanto al sindaco di Agliè Marco Succio ed all’editore Ennio Jr. Pedrini, la direttrice del sito museale sabaudo Alessandra Gallo Orsi che dopo aver fatto gli onori di casa di fronte ad un folto pubblico, ha invitato i relatori a raccontare le vicende storiche che per secoli hanno fatto da cornice all’Istituto degli Ordini Dinastici di Casa Savoia che ancora oggi custodiscono le memorie legate alle varie onorificenze .

La Galleria alle Tribune e i 73 ritratti

L’Ordine Supremo di Casa Savoia, rappresentato dal famoso Collare, trova un luogo di rappresentazione proprio nel Castello di Agliè, e in particolare nella Galleria alle Tribune, una lunga manica che unisce il castello alla chiesa parrocchiale, ideata nel 1769 dall’architetto Ignazio Birago di Borgaro, dove sono presenti i ritratti di ben 73 personaggi che ebbero l’onore di fregiarsi di questo ambitissimo riconoscimento .

A raccontare le personalità dipinte nei quadri che si stagliano per tutto il percorso non poteva che essere la Responsabile Collezioni del castello di Agliè Laura Gallo che con dovizia di particolari ha messo in evidenza l’importanza delle opere pittoriche custodite in questo luogo e presentate ai visitatori con la dovuta descrizione arricchita da una spiegazione storica contornata da curiosi aneddoti che hanno interessato i presenti.

 I ritratti sono opera di vari artisti, in particolare di Michelangelo Pittatore accanto al quale si affiancarono altri pittori come Malnate, Frigiolini e Pratesi. Un vero e proprio album di figure prestigiose ove il Collare è il protagonista assoluto .

Tomaso Ricardi di Netro e gli Ordini Dinastici

A raccontare le secolari vicende legate agli Ordini Dinastici è stato lo storico e scrittore Tomaso Ricardi di Netro.

Con la consueta empatica sobrietà sabauda che da sempre contraddistingue i suoi interventi, ancora una volta ha preso per mano i presenti trasportandoli in un lontano passato dove storia, tradizioni, doveri e principi morali sono stati il filo conduttore che lo storico ha delineato in modo esaustivo ed infinitamente utile per comprendere l’importanza di questa onorificenza che per molto tempo è stata un vero e proprio emblema della Casata più longeva, ancora oggi, in Europa, nata tra i valichi alpini della Savoia più di mille anni fa.

La famiglia di Tomaso Ricardi custodisce ancora oggi nel castello di Castellamonte il Collare dell’Annunziata che il Gran Maestro Vittorio Emanuele II donò nel 1868 all’Arcivescovo metropolita di Torino Alessandro Ottaviano Ricardi di Netro che celebrò le nozze in Duomo tra la Principessa Margherita di Savoia-Genova e Umberto Principe di Piemonte.

Il libro e la passione dell’autrice per la storia

Nel suo intervento l’autrice Enza Bovo ha evidenziato il lavoro frutto di ricerca e studio da sempre animati da una passione per la storia, in particolare quella della Val d’Aosta di cui è originaria.

La sua figura di attenta ambasciatrice di ricordi legata alle vallate da lei amate e rispettate, non è quella del cattedratico, in quanto la competenza pratica e professionale dimostrata in questo suo nuovo libro, la pone, a mio modesto avviso, nell’alveo di quei rari cultori della materia che si possono ben rimarcare come esperti, non solo di un settore, ma di un insieme di diverse tematiche : lei stessa infatti non si definisce una storica pur essendo una profonda conoscitrice della storia come dimostra d’altronde in tutte le sue opere.

Carlo Felice, Maria Cristina e la sala Tuscolana

La residenza di Agliè molto amata da Re Carlo Felice, ultimo rappresentante della dinastia nata da Umberto Biancamano, fu sempre un punto di riferimento importante come residenza estiva attraverso i periodi di riposo lontano dai clamori della capitale Torino e venne abitata costantemente dalla moglie Maria Cristina di Borbone dopo la scomparsa del marito avvenuta il 27 aprile del 1831. Da questo momento fino alla sua morte l’11 marzo 1849, la residenza rimase sempre nella disponibilità e nelle grazie di questa nobile figura, amante come il marito delle arti e della musica.

Dedicò parte della sua vita allo studio ed al recupero di quelle testimonianze antiche che riportavano alla mente gli antichi fasti di quelle molteplici civiltà che si svilupparono in quello che oggi conosciamo come il nostro strano e amato “Stivale”.

Fin dalla sua venuta in Piemonte la futura Regina di Sardegna, allora Principessa di Borbone Napoli, desiderò ricordare e preservare molti reperti archeologici di epoca romana, che lei volle raccogliere nella sala detta “Tuscolana” allestita nello stesso castello di Agliè provenienti dalla stessa villa posta sulle colline presso Roma da lei amata e abitata per lungo tempo. Infatti, Carlo Felice e lei stessa ereditarono questa antica residenza dal nome “Rufinella” situata nei Castelli Romani e contribuirono a promuovere una campagna di scavi riportando alla luce antiche testimonianze di civiltà vissute anticamente in quei luoghi.

Studiati, catalogati e conservati con particolare attenzione, furono di seguito trasferiti ad Agliè dove a curare l’allestimento museale fu incaricato Giacomo Spalla, apprezzato scultore di corte.

Al termine dell’incontro possiamo ben dire di aver trascorso una piacevole mattinata intrisa di storia e conclusa felicemente assaporando un delizioso “Tùrcèt “ alladiese accompagnato da un delizioso sorso di vino bianco passito che ancora oggi nasce sincero tra queste deliziose colline canavesane.

 

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