Cibi ultra-processati: cosa sono, quali mangiamo ogni giorno e perché limitarli

Cibi ultra-processati: cosa sono, quali mangiamo ogni giorno e perché limitarli

Dai biscotti ai piatti pronti, gli alimenti ultra-processati sono molto più presenti nella nostra dieta di quanto immaginiamo: impariamo a riconoscerli senza demonizzarli

Prendiamoci qualche minuto, proprio il tempo di un caffè, per parlare di un argomento che incontriamo ogni giorno tra i corridoi del supermercato e sulla nostra tavola: i cibi ultra-processati (noti anche come UPF, dall'inglese Ultra-Processed Foods).

Negli ultimi tempi si sente parlare spesso di questi alimenti, talvolta con toni allarmistici. L'obiettivo di oggi, però, non è demonizzare ciò che mangiamo né colpevolizzare le nostre scelte alimentari, ma fornirvi le competenze giuste per fare acquisti più consapevoli.

Che cosa sono esattamente gli alimenti ultra-processati?

Per classificare gli alimenti in base al grado di trasformazione industriale, la comunità scientifica internazionale utilizza la classificazione NOVA. Secondo questo sistema, i cibi si dividono in quattro gruppi: si va dai prodotti non trasformati (come la frutta fresca o il pesce) fino al Gruppo 4, ovvero gli alimenti ultra-processati.

Un cibo ultra-processato è una formulazione industriale realizzata prevalentemente con sostanze estratte dagli alimenti (zuccheri, grassi, oli, proteine) e ingredienti sintetici (aromi, coloranti, emulsionanti, edulcoranti) pensati per rendere il prodotto particolarmente saporito, stabile nel tempo e subito pronto al consumo.

Fortunatamente, l'Italia vanta ancora una delle diete più sane al mondo: la Dieta Mediterranea. Tuttavia, le abitudini moderne e i ritmi di vita frenetici hanno portato anche nelle nostre case una presenza costante di questi prodotti.

I 10 cibi ultra-processati più frequenti sulle tavole italiane

Spesso consumiamo cibi ultra-processati senza neppure rendercene conto, semplicemente perché fanno parte della nostra quotidianità o della tradizione della prima colazione.

Ecco i dieci prodotti più frequenti sulle tavole italiane:

  1. Biscotti e frollini confezionati (la fonte principale di UPF in Italia, legata all'abitudine della colazione dolce)
  2. Alternative industriali al pane e snack salati (cracker, grissini, taralli confezionati)
  3. Merendine, brioche e dolciumi industriali
  4. Cioccolato e barrette dolciarie o energetiche
  5. Carni lavorate e ricostituite (wurstel, nuggets, cotolette pronte)
  6. Cereali per la colazione (in particolare quelli zuccherati o ripieni)
  7. Bevande zuccherate, gassate e tè freddi confezionati
  8. Yogurt aromatizzati e dessert a base di latte
  9. Piatti pronti e surgelati ricettati (pizze industriali, bastoncini impanati, sughi pronti)
  10. Salse pronte e dadi da brodo industriali

Cosa dice la scienza: perché moderarne il consumo?

La ricerca medico-scientifica evidenzia che un consumo elevato e continuativo di alimenti ultra-processati è associato a un maggior rischio di sviluppare malattie croniche non trasmissibili, tra cui obesità, diabete di tipo 2, disturbi cardiovascolari e alterazioni del microbiota intestinale.

La criticità di questi alimenti non risiede in un singolo ingrediente "tossico" — tutti gli additivi autorizzati sono sicuri per la salute nelle dosi previste dalla legge — ma nel loro profilo nutrizionale complessivo:

Possono essere ricchi di zuccheri liberi, sale e grassi saturi o trans.

Hanno una bassa densità nutrizionale, cioè apportano poche fibre, vitamine e minerali rispetto alle calorie fornite.

Hanno un’elevata palatabilità, che tende a ridurre la sensazione naturale di sazietà e ad incentivarne il sovraconsumo.

L'approccio corretto alla salute nutrizionale non è la proibizione rigida, ma l'equilibrio. Non serve eliminare completamente ogni biscotto o piatto pronto dalla propria vita, ma è fondamentale riequilibrarne la frequenza.

Tre consigli pratici per la spesa di ogni giorno

  1. Leggi la lista degli ingredienti: più la lista è lunga e ricca di termini che non ritroveresti nella cucina di casa (come idrocolloidi, esaltatori di sapidità o oli idrogenati), più è probabile che si tratti di un alimento ultra-processato.
  2. Riscopri le alternative semplici: sostituire una merendina con del pane fresco e un velo di marmellata, o uno yogurt aromatizzato con uno yogurt bianco naturale a cui aggiungere frutta fresca, fa una grande differenza nel tempo.
  3. Pianifica la cucina di casa: dedicare un po' di tempo alla preparazione dei pasti partendo da ingredienti freschi e di stagione rimane la strategia di prevenzione primaria più efficace ed economica.

La salute si costruisce un passo alla volta, partendo dalla consapevolezza di ciò che mettiamo nel carrello.

Ci vediamo al prossimo caffè!

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