Torino, ipoacusia e cultura: incontro sull’accessibilità alla Accademia di Medicina
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Torino, ipoacusia e cultura: incontro sull’accessibilità alla Accademia di Medicina

Lunedì 12 ottobre una tavola rotonda dedicata alle barriere uditive nell’accesso a teatro, musica ed eventi culturali. Al centro dell’incontro il progetto “Trame d’Ascolto”

La cultura è davvero accessibile a tutti? Per milioni di persone che convivono con una perdita dell’udito, assistere a uno spettacolo teatrale, seguire un concerto o partecipare a un evento culturale può trasformarsi in un’esperienza complessa, segnata da ostacoli spesso invisibili a chi non presenta difficoltà uditive.

Non si tratta soltanto di riuscire a sentire. La possibilità di comprendere, partecipare e condividere un’esperienza culturale rappresenta una componente importante della qualità della vita, delle relazioni sociali e del benessere individuale.

Da questa consapevolezza nasce un momento di confronto che mette in relazione il mondo sanitario con quello artistico e culturale.

Lunedì 12 ottobre, dalle ore 17 alle 19, nell’aula magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18), si terrà una tavola rotonda dedicata all’accessibilità dei luoghi di spettacolo e dell’offerta culturale per le persone ipoacusiche.

L'appuntamento si inserisce nel progetto “Trame d’Ascolto – Ipoacusia, Cultura e Società”, promosso dall’Associazione Cultura & Salute, con il sostegno della Regione Piemonte.

Ipoacusia, un problema sanitario che coinvolge milioni di italiani

La perdita dell’udito non riguarda esclusivamente la capacità di percepire i suoni. Le sue conseguenze possono estendersi alla sfera psicologica, relazionale e cognitiva, incidendo profondamente sulla quotidianità delle persone.

Secondo i dati richiamati dagli organizzatori, in Italia oltre 7 milioni di persone convivono con una forma di ipoacusia, una condizione che può manifestarsi con diversi livelli di gravità e interessare differenti fasce d’età.

Le difficoltà nella comunicazione, soprattutto in ambienti rumorosi o caratterizzati da un’acustica inadeguata, possono favorire il progressivo allontanamento dalle occasioni di socialità.

La letteratura scientifica ha inoltre evidenziato un’associazione tra perdita uditiva e maggiore rischio di declino cognitivo, soprattutto nella popolazione anziana. Un legame che richiama l’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce, della riabilitazione audiologica e di interventi capaci di contrastare l’isolamento sociale.

L’ipoacusia, dunque, non è soltanto una questione clinica: è anche un tema di salute pubblica, inclusione e partecipazione alla vita collettiva.

Eppure, nonostante la sua diffusione, il dibattito sulle conseguenze sociali e culturali dei disturbi uditivi continua a trovare uno spazio limitato nell’attenzione pubblica.

Teatro, concerti e spettacoli: quando le barriere sono invisibili

Una sala teatrale, un auditorium o uno spazio destinato agli spettacoli possono presentare ostacoli significativi per chi ha difficoltà uditive.

Un’acustica poco favorevole, l’assenza di sottotitoli, la scarsa intelligibilità dei dialoghi o la mancanza di sistemi di ascolto assistito possono compromettere la piena fruizione di un evento.

Anche una persona che utilizza apparecchi acustici o impianti cocleari può incontrare difficoltà nel distinguere le parole, soprattutto quando al parlato si sovrappongono musica, rumori ambientali o altre fonti sonore.

Rendere accessibile la cultura significa quindi andare oltre l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Significa considerare anche le barriere sensoriali e comunicative, attraverso soluzioni tecnologiche, organizzative e progettuali che consentano a un pubblico più ampio di partecipare.

Sottotitolazione degli spettacoli, sistemi di trasmissione audio dedicati, informazioni preventive sull’accessibilità e una maggiore attenzione alla qualità dell’ascolto sono alcuni degli strumenti che possono contribuire a rendere gli spazi culturali più inclusivi.

“Trame d’Ascolto”: medicina e cultura insieme per superare le barriere

L’iniziativa torinese nasce con l’obiettivo di favorire un dialogo tra competenze diverse, mettendo a confronto professionisti della salute, artisti, operatori culturali, associazioni e persone impegnate sui temi dell’accessibilità.

Il progetto “Trame d’Ascolto” punta infatti a portare il tema dell’ipoacusia oltre il solo ambito sanitario, riconoscendone le implicazioni nella vita sociale e nella partecipazione culturale.

La tavola rotonda rappresenterà un’occasione per riflettere su come il sistema culturale possa rispondere in modo più efficace alle esigenze delle persone con disabilità uditiva.

Il tema riguarda non soltanto chi convive con un deficit dell’udito, ma anche istituzioni, organizzatori di eventi, teatri, scuole di musica e amministrazioni pubbliche chiamati a progettare un’offerta culturale accessibile.

Una rete tra università, sanità, associazioni e istituzioni culturali

L’incontro è promosso attraverso una collaborazione che coinvolge diverse realtà del territorio torinese e piemontese: Associazione Soundset, Uni Health Points, Teatro Stabile di Torino, Istituto Musicale di Rivoli., Scuola di Specializzazione in Audiologia e Foniatria, Corso di Laurea in Audiometria dell’Università di Torino, APIC, Narrazioni Parallele (Torino che Cultura!).

Una rete che mette in comunicazione formazione universitaria, competenze medico-sanitarie, produzione artistica e associazionismo.

La presenza di realtà legate all’audiologia e all’audiometria sottolinea inoltre il valore di un approccio multidisciplinare, nel quale la conoscenza dei disturbi uditivi possa contribuire a individuare risposte concrete anche al di fuori degli ambulatori.

Accessibilità culturale e benessere: una sfida che riguarda tutta la società

La partecipazione alla vita culturale non rappresenta soltanto un’occasione di intrattenimento. Teatro, musica e spettacoli sono anche strumenti di relazione, apprendimento, espressione personale e appartenenza alla comunità.

Quando una difficoltà uditiva limita queste opportunità, il rischio è quello di alimentare forme di esclusione che possono incidere sul benessere psicologico e sulla qualità della vita.

Per questo motivo, affrontare il tema dell’accessibilità culturale significa anche interrogarsi sul rapporto tra salute e diritti, sulle responsabilità delle istituzioni e sulla necessità di progettare spazi e attività capaci di accogliere esigenze differenti.

La vera sfida non è soltanto permettere alle persone ipoacusiche di entrare in un teatro, ma garantire loro la possibilità di vivere pienamente ciò che accade sul palcoscenico.

È su questa prospettiva che si concentrerà il confronto torinese, con l’obiettivo di rafforzare la sensibilizzazione e promuovere una maggiore attenzione alle esigenze di ascolto nella programmazione culturale.

 
 

Per partecipare all’incontro è possibile effettuare l’iscrizione attraverso la pagina dedicata su Eventbrite.

 

 
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