Alla Fondazione CRT Daniele Manca e Gianmario Verona presentano il volume dedicato alle trasformazioni tecnologiche che stanno ridisegnando economia e società
Come si governa l’innovazione quando la tecnologia corre più velocemente della nostra capacità di comprenderne le conseguenze?
È una domanda che riguarda ormai non soltanto imprese e università, ma il lavoro, le istituzioni e la vita quotidiana. E proprio da Torino arriva un’occasione per provare a mettere ordine nel futuro.
Giovedì 17 settembre alle 18, nel Salone d’Onore della Fondazione CRT (via XX Settembre 31) a Torino, sarà presentato il volume “A casa di Einstein. 6 lezioni nell’era della superinnovazione”, scritto da Daniele Manca e Gianmario Verona e pubblicato da Piemme.
Un appuntamento che porta una riflessione sul rapporto tra innovazione, conoscenza, economia e cambiamento sociale, partendo idealmente da una delle figure che più di altre ha rappresentato la capacità dell'uomo di guardare oltre ciò che sembrava già conosciuto: Albert Einstein.
Sei lezioni per capire un futuro che è già presente
Il titolo del libro è una porta aperta sulla complessità contemporanea. L’innovazione non procede più attraverso cambiamenti isolati e facilmente riconoscibili: tecnologie, nuovi modelli economici e trasformazioni organizzative si intrecciano e accelerano, modificando in profondità il modo in cui lavoriamo, produciamo e prendiamo decisioni.
È quella che gli autori definiscono “era della superinnovazione”. Una stagione nella quale comprendere il cambiamento diventa essenziale anche per evitare di subirlo.
A discuterne saranno gli stessi autori: Daniele Manca, vicedirettore del Corriere della Sera, e Gianmario Verona, docente dell’Università Bocconi di Milano.
Due prospettive differenti ma complementari: quella di chi osserva e racconta quotidianamente le trasformazioni economiche e sociali e quella di chi studia i meccanismi dell’innovazione, delle imprese e della conoscenza.
Torino diventa laboratorio di confronto sull’innovazione
Ad aprire l’incontro sarà Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, insieme a Riccardo Viale, segretario generale della Herbert Simon Society.
Sono inoltre previsti gli interventi del sindaco di Torino Stefano Lo Russo e del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
La presenza di rappresentanti delle istituzioni accanto al mondo accademico e dell’informazione allarga così il perimetro della discussione. Perché parlare di innovazione significa inevitabilmente interrogarsi anche sulle scelte pubbliche necessarie per accompagnarla.
Dall’IA alla società: la sfida è governare il cambiamento
Dietro il concetto di superinnovazione c’è una questione che attraversa il nostro tempo: la velocità del progresso tecnologico può diventare una straordinaria opportunità, ma impone nuove capacità di comprensione e di governo.
Intelligenza artificiale, automazione, trasformazione digitale, nuove competenze e nuovi modelli produttivi stanno cambiando il rapporto tra persone, imprese e conoscenza. Non è quindi sufficiente chiedersi quale sarà la prossima tecnologia. Occorre capire quale società vogliamo costruire utilizzandola.
Ed è forse qui che il richiamo a Einstein acquista il suo significato più interessante. Non una celebrazione del passato, ma l’invito a recuperare curiosità, pensiero critico e capacità di cambiare prospettiva davanti a problemi completamente nuovi.