Un silenzio carico di emozione avvolge la comunità borgarese dopo la scomparsa di Vittorio Bartolomei, storico punto di riferimento della vita cittadina. Si è spento venerdì sera, 3 aprile, all’età di 82 anni, dopo una malattia breve ma inesorabile. Con lui se ne va un uomo che ha dedicato la propria esistenza al bene comune, lasciando un segno profondo nella memoria collettiva.
Una vita per Borgaro tra politica e impegno civile
Nato a Borgaro nel 1944, Bartolomei è stato molto più di un semplice cittadino: è stato un protagonista attivo e appassionato della scena politica locale. Militante storico del Partito Comunista Italiano e delle sue evoluzioni, ha incarnato per decenni i valori dell’impegno civile e della partecipazione.
Il suo percorso istituzionale lo ha visto sedere tra i banchi del Consiglio comunale in più mandati: dal 1975 al 1980 durante l’amministrazione guidata da Claudio Sola, e successivamente dal 2004 al 2009 con il sindaco Vincenzo Barrea. In quegli anni ha ricoperto anche ruoli chiave come assessore alla Cultura e vicesindaco, contribuendo con passione allo sviluppo sociale e culturale della città.
Custode delle tradizioni piemontesi
Negli ultimi anni, Bartolomei aveva scelto di dedicarsi con ancora maggiore intensità alla valorizzazione delle radici locali. Prima consigliere e poi presidente dell’Associazione dei Piemontesi di Borgaro “La Roa”, si era impegnato a preservare e tramandare il patrimonio culturale e le tradizioni della sua terra.
Orgoglioso delle proprie origini, considerava la memoria storica un bene prezioso da proteggere e condividere con le nuove generazioni.
Psicologo e appassionato di teatro dialettale
Laureato in Psicologia, Bartolomei ha sempre affiancato all’impegno professionale una vivace attività culturale. Tra le sue passioni più profonde spiccava il teatro, in particolare quello dialettale, che lo ha visto protagonista sul palco con la compagnia borgarese “Fafiuché”.
Un modo autentico e coinvolgente per mantenere viva la lingua e l’identità piemontese, trasformando ogni rappresentazione in un momento di comunità e condivisione.
Il ricordo commosso della città
«Un esempio di impegno civile e di dedizione che mancherà molto a Borgaro - lo ricorda con commozione, il sindaco Claudio Gambino. - Avrebbe ancora potuto offrire tanto alla sua città e ai giovani, come modello di cittadinanza attiva, disponibilità e attenzione verso gli altri».
Parole che raccontano il vuoto lasciato da una figura stimata e rispettata, capace di unire generazioni diverse sotto il segno della partecipazione e del senso civico.
Al momento non sono ancora state rese note le date e le modalità delle esequie. L’Amministrazione comunale ha già annunciato che sarà presente con il Gonfalone, a testimonianza dell’importanza che Bartolomei ha avuto per tutta la comunità.
Borgaro saluta così uno dei suoi figli più autentici: un uomo che ha saputo trasformare l’impegno in eredità, e la passione in esempio.

