Un viaggio artistico che attraversa il dolore, la fede e la coscienza contemporanea. È questo il cuore della mostra “Passioni, tra sacro e profano”, firmata dall’artista Giuseppe Lettere, protagonista di un progetto intenso e profondamente umano.
L’esposizione, ospitata presso la sala consiliare del municipio di Borgaro, rappresenta molto più di una semplice rilettura della Via Crucis: è un’esperienza emotiva e spirituale che invita il visitatore a interrogarsi sul significato della sofferenza, della redenzione e della speranza.
Giuseppe Lettere racconta un percorso che parte dall’Accademia delle Belle Arti di Torino, dove ha approfondito lo studio del corpo umano e dell’incarnato. Dopo le prime esperienze collettive, ha scelto una strada più intima e personale, dedicandosi a progetti artistici autonomi.
Nasce così una Via Crucis originale, costruita su un doppio binario: il sacro, legato alla Passione di Cristo e il profano, connesso alla tradizione culturale e simbolica della Pasqua, come l’uovo, segno di rinascita. Due dimensioni che non si escludono, ma si intrecciano in un’armonia visiva e concettuale.
Un linguaggio artistico “impattante” e innovativo
L’opera di Lettere si distingue per una scelta comunicativa forte e consapevole. Dopo aver osservato numerose Via Crucis tradizionali nelle chiese italiane, l’artista ha individuato un limite: la staticità e la scarsa capacità di coinvolgere lo spettatore.
Da qui nasce una rivoluzione stilistica: uso del legno, simbolo della croce e del mestiere di falegname di San Giuseppe, cornici in ferro, materiale freddo che richiama morte e chiodi della crocifissione, dinamismo delle figure, ispirato al cinema e al fumetto e colori intensi, soprattutto il rosso, per rappresentare la sofferenza e la violenza.
Un lavoro durato due anni, fatto di ricerca, dubbi e notti insonni.
Una Via Crucis che non si ferma alla morte
Uno degli elementi più innovativi è l’introduzione della quattordicesima stazione con il sepolcro vuoto, assente nella tradizione classica.
Questa scelta apre a una visione nuova: non solo morte e sacrificio, ma resurrezione, speranza e possibilità di cambiamento
Un messaggio particolarmente attuale, soprattutto nel periodo pasquale.
Arte come denuncia universale
La mostra va oltre il racconto evangelico. Lettere inserisce nella sua Via Crucis temi drammaticamente contemporanei: violenze sui civili, infibulazione femminile, sofferenze delle “spose bambine” e brutalità ancora presenti nel mondo.
Cristo diventa così simbolo universale del dolore umano, non solo religioso ma sociale e culturale.
L’impatto sul pubblico: emozione e consapevolezza
L’artista racconta di visitatori usciti dalla mostra commossi, profondamente toccati, talvolta in lacrime. Un segnale chiaro: l’arte ha raggiunto il suo scopo.
«Se non comunichi nulla, è inutile esporre qualcosa» ha spiegato durante l'inaugurazione di ieri sera, sabato 4 aprile. Un principio che guida tutto il lavoro di Lettere: l’arte deve parlare, scuotere, creare dialogo.
L’iniziativa ha visto il sostegno dell’Amministrazione Comunale e il contributo attivo della Pro Loco, che ha creduto nel valore culturale e spirituale del progetto.
L’assessore Eugenio Bertuol ha sottolineato come questa mostra rappresenti: uno spazio di incontro e dialogo, un’occasione di riflessione aperta a tutti, credenti e non, ma anche un ponte tra religione e cultura contemporanea.
Nel corso della presentazione è emerso anche un pensiero profondo: l’arte come vocazione, quasi una missione ispirata, come ha rimarcato il parroco, don Alessandro Martini. Un richiamo alla dimensione spirituale dell’artista, capace di trasformare emozioni e intuizioni in immagini che parlano all’anima.
“Passioni tra sacro e profano” non è solo una mostra, ma un’esperienza che invita a guardare oltre la superficie, riscoprire il valore dell’arte sacra, ma soprattutto riflettere sulle ferite del presente. Un percorso intenso, realistico, contemporaneo e rivoluzionario, come lo stesso autore lo definisce. E soprattutto, un invito a non restare indifferenti.
La mostra è visitabile dal 4 aprile al 10 aprile, con orari 9.30–12.30 e 15.30–18.30.
L’iniziativa è stata voluta e organizzata dalla Pro Loco di Borgaro Torinese, in occasione delle celebrazioni pasquali, grazie all’impegno del presidente Tommaso Villani.
Durante l’inaugurazione, all’artista è stata inoltre consegnata una targa a testimonianza del valore artistico e umano del progetto.

