Oggi gli studenti restano a casa. I genitori denunciano lezioni con i secchi per raccogliere l’acqua e chiedono provvedimenti immediati
Secchi in aula per raccogliere la pioggia e studenti che decidono di restare a casa per farsi ascoltare.
All’IIS D'Oria di Ciriè, la classe 2EAR annuncia per oggi, giovedì 22 ottobre, un’assenza collettiva di protesta contro le condizioni dei locali in cui si svolgono le lezioni. Una decisione sostenuta dai genitori, che chiedono alla dirigenza una soluzione alle infiltrazioni d’acqua.
A mettere nero su bianco la situazione è Jaqueline Faletto, rappresentante dei genitori, in una mail inviata nel pomeriggio di ieri, mercoledì 21 ottobre alla dirigente Masera. La denuncia è precisa: quando piove, l’acqua entra nell’aula e rende l’ambiente, secondo le famiglie, inadeguato alle attività didattiche.
Il punto è questo: si può chiedere agli studenti di seguire le lezioni mentre i secchi raccolgono l’acqua accanto ai banchi? Per i genitori della 2EAR, quella descritta è una condizione che richiede provvedimenti urgenti. La protesta nasce da qui e si tradurrà in una giornata a casa: i ragazzi non entreranno a scuola.
«Come genitori sosteniamo la scelta dei nostri figli, ritenendo la causa fondata e condivisa», scrive Faletto. Una presa di posizione netta, accompagnata da una richiesta praticabile anche nell’immediato: spostare temporaneamente la classe in un’altra aula, affinché le lezioni possano proseguire in un ambiente adeguato.
Le famiglie chiedono inoltre che i lavori di ristrutturazione dell’istituto comprendano gli interventi sugli spazi interni. Perché il problema denunciato riguarda il luogo nel quale gli studenti trascorrono ogni giorno le ore di scuola, studiano e dovrebbero poter lavorare senza dover fare i conti con le infiltrazioni.
La lettera sollecita l’interessamento della dirigente presso gli enti competenti. Ora servono risposte concrete e tempi di intervento, a partire da una sistemazione per la classe.
Domani i banchi della 2EAR resteranno vuoti per la protesta annunciata. Al centro della contestazione c’è una richiesta essenziale: poter tornare a scuola e trovare un’aula in cui fare lezione, senza secchi per la pioggia.
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