Lunedì 26 ottobre in piazza Sandro Pertini una mattinata dedicata alle scuole. Un’occasione per riflettere sul valore degli alberi, tra ambiente, memoria e legami di comunità
Un nuovo albero, una specie ancora da scoprire e una storia che comincia insieme ai bambini del paese.
Balangero si prepara alla Festa degli Alberi 2026, in programma lunedì 26 ottobre in piazza Sandro Pertini, con una sorpresa che accompagnerà l’appuntamento dedicato alle classi delle scuole: la nuova specie arborea sarà svelata durante la manifestazione.
Un’attesa che aggiunge curiosità a una giornata dal significato concreto. Piantare un albero vuol dire affidare al territorio qualcosa che crescerà negli anni, richiedendo attenzione e cura. Per gli studenti è un’occasione per scoprire come un gesto compiuto oggi possa lasciare un segno nel paese che abiteranno domani.
Festa degli Alberi: il programma del 26 ottobre
Il ritrovo delle classi è previsto alle 9 presso il gazebo di piazza Pertini, mentre la manifestazione inizierà alle 9.30. Alle 10 seguirà la distribuzione delle caldarroste a cura del Gruppo Alpini di Balangero.
Le castagne saranno messe a disposizione dalle famiglie degli studenti e dovranno essere consegnate presso la Biblioteca comunale. Un contributo che unisce ragazzi, famiglie e volontari, facendo della festa un momento di partecipazione attorno alla scuola e alla cura del territorio.
Una nuova specie arborea: la sorpresa sarà svelata durante la festa
Quale sarà il nuovo albero? La risposta arriverà durante la manifestazione. La scelta di mantenere la sorpresa offre ai ragazzi un motivo in più per osservare, fare domande e avvicinarsi alla conoscenza della natura.
Scoprire una specie significa imparare a riconoscerne le foglie, il portamento, i cambiamenti nel corso delle stagioni. Può essere l’inizio di un percorso che prosegue dopo la festa, tornando a osservare quell’albero e confrontandone la crescita con i ricordi del primo giorno.
Piantare un albero significa assumersi una responsabilità
L’immagine della piantumazione racconta soltanto l’inizio: le radici sistemate nel terreno, la terra raccolta intorno al tronco, la prima acqua. Il valore di quel gesto si misura soprattutto nei mesi e negli anni successivi.
Mettere a dimora un albero significa impegnarsi a farlo crescere, scegliendo uno spazio adatto e garantendo le cure necessarie. Per i bambini, seguirne lo sviluppo può diventare una lezione concreta: aspettare le gemme, osservare le nuove foglie, riconoscere il passaggio delle stagioni.
È un modo per comprendere che la cura dell’ambiente richiede continuità. Un albero diventa così un bene comune di cui sentirsi responsabili, un piccolo pezzo di paese da conoscere e rispettare.
Le storie che possono crescere attorno a un albero
Un albero può accompagnare la storia di una classe. I bambini che oggi lo osservano potranno ritrovarlo da adolescenti e poi da adulti, riconoscendo in quel tronco cresciuto un frammento della propria infanzia.
Può custodire il ricordo di una persona, celebrare una nascita o segnare un momento importante per una comunità. Può diventare il luogo di una fotografia scattata ogni anno, un punto di incontro, l’ombra sotto cui fermarsi durante una passeggiata.
Attorno a un albero possono incontrarsi anche generazioni diverse: un nonno che ne insegna il nome, un bambino che scopre una foglia, un volontario che si occupa delle prime cure. Sono storie possibili, capaci di trasformare un elemento del paesaggio in un legame tra le persone.
Anche i cambiamenti del paese possono essere raccontati attraverso i suoi alberi: quelli che c’erano nei cortili delle scuole, quelli che hanno accompagnato la trasformazione di una piazza, quelli rimasti nelle fotografie di famiglia.
Scuole, famiglie e Alpini: il valore della partecipazione
La Festa degli Alberi mette insieme educazione ambientale e collaborazione. Le classi si ritrovano in piazza, le famiglie contribuiscono con le castagne, gli Alpini preparano e distribuiscono le caldarroste.
Gesti semplici che rendono visibile il contributo di ciascuno alla vita del paese. Per gli studenti, vedere gli adulti collaborare significa scoprire che prendersi cura di un luogo passa anche dal tempo e dall’attenzione dedicati agli altri.
La sorpresa del 26 ottobre avrà il nome di una specie arborea. La storia che potrà nascere attorno a quell’albero, invece, dipenderà da chi continuerà a osservarlo e a prendersene cura, quando la festa sarà finita.