Ricca e Adduce attaccano la protesta contro il Governo: «Le occupazioni non possono diventare zone franche». Chiesta l’individuazione dei responsabili e il risarcimento integrale
La protesta contro il Governo diventa un caso politico sul rispetto della scuola pubblica. A sollevarlo sono Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in Piemonte, e Laura Adduce, capogruppo del partito a Rivoli, che in una nota congiunta denunciano presunti atti di vandalismo durante l’occupazione dell’istituto Romero.
Sedie e oggetti lanciati dalle finestre, petardi esplosi all’interno, aule e muri imbrattati, vetri colpiti a pallonate: è il quadro descritto dai due esponenti leghisti, che chiedono di individuare i responsabili e di far pagare loro integralmente i danni.
L’affondo contro la protesta
Il bersaglio politico è preciso: una mobilitazione presentata come contestazione al Governo che, secondo Ricca e Adduce, avrebbe finito per tradire le proprie rivendicazioni. Nella loro ricostruzione, l’occupazione si sarebbe ridotta a un andirivieni dal bar, tra spuntini e bibite, intervallato da danneggiamenti.
Una descrizione durissima, con cui la Lega mette in discussione la credibilità della protesta e traccia un confine netto tra dissenso e distruzione. «Non c’è rivendicazione che possa giustificare questi comportamenti», dichiarano i due capigruppo, chiedendo che chi ha commesso eventuali illeciti ne risponda davanti alla legge.
Il conto rischia di ricadere sulla scuola
Al centro dell’attacco c’è soprattutto la destinazione delle risorse pubbliche. Ripulire i muri, sostituire i vetri e riparare gli arredi significa, sostengono Ricca e Adduce, sottrarre fondi alla manutenzione, alla sicurezza e alla didattica.
È su questa contraddizione che la nota insiste: rivendicare una scuola migliore e poi danneggiarne gli spazi significa indebolire proprio il bene pubblico che si dichiara di voler difendere. Il conto, nella lettura dei due esponenti, finirebbe così per pesare sull’intera comunità scolastica, comprese le famiglie e gli studenti estranei ai fatti contestati.
Da qui la richiesta di un risarcimento integrale a carico dei responsabili, accompagnata dalla solidarietà alla dirigenza, agli insegnanti, al personale ATA e agli studenti che vogliono frequentare le lezioni.
«Le occupazioni non siano zone franche»
La conclusione è un richiamo alla responsabilità delle istituzioni: nessuna ambiguità davanti ai danneggiamenti, nessuna giustificazione politica per chi distrugge spazi e materiali collettivi. Per Ricca e Adduce, il dissenso deve trovare espressione nelle assemblee e negli organismi di rappresentanza.
La linea politica della Lega è già esplicita: la contestazione al Governo non può diventare un lasciapassare per scaricare sulla scuola pubblica il costo della protesta.