A poche ore dall’incontro pubblico sui costi ambientali del progetto, Fontana e Turletto contestano le ricostruzioni sul voto in Consiglio comunale e rivendicano la loro contrarietà
Il data center accende lo scontro politico prima ancora del confronto con i cittadini. Mentre Caselle si prepara all’incontro pubblico di questa sera, lunedì 19 ottobre, i consiglieri di Caselle Futura, Andrea Fontana e Roberto Turletto, intervengono per respingere una ricostruzione precisa: quella di un Consiglio comunale compatto a sostegno dell’operazione.
«Non siamo mai stati favorevoli ai progetti sulle aree Ata, né tanto meno abbiamo mai votato a favore del progetto denominato “data center”», dichiarano in una nota. Una presa di posizione che chiama in causa gli organi d’informazione e, sul piano politico, tanto la maggioranza quanto gli altri gruppi di minoranza.
Caselle Futura contesta l’unanimità sul data center
Il punto sollevato da Fontana e Turletto riguarda le posizioni assunte in aula sulle aree Ata e sul progetto. Secondo quanto sostengono i due consiglieri, il sostegno sarebbe arrivato dalla maggioranza e dagli altri due gruppi di opposizione, mentre Caselle Futura avrebbe mantenuto una posizione contraria.
Nella nota, i rappresentanti del gruppo precisano di aver votato contro le varie delibere riguardanti le aree Ata e aggiungono che, in almeno un caso, non erano presenti alla votazione. Contestano quindi che si possa parlare di unanimità tra maggioranza e opposizione.
La distinzione ha un peso politico: Fontana e Turletto respingono l’idea di essere ricompresi in un consenso trasversale e rivendicano il proprio dissenso sul progetto così come presentato. Una contrarietà che, sottolineano, sarebbe stata motivata più volte e non deriverebbe da una preclusione di principio.
L’affondo contro le altre opposizioni
Il passaggio più polemico arriva quando Caselle Futura si definisce la «sola e vera Opposizione consigliare di Caselle». Una rivendicazione che sposta lo scontro anche all’interno della minoranza, mettendo in discussione la distanza politica degli altri gruppi dalla maggioranza sulla vicenda.
Il data center diventa così terreno di una doppia contesa: sulle conseguenze dell’insediamento e sulle responsabilità delle scelte amministrative. Chi ha sostenuto quali atti, chi li ha contestati e con quali motivazioni sono questioni che richiedono una ricostruzione puntuale delle deliberazioni e dei relativi voti. La nota di Caselle Futura espone la posizione del gruppo e contesta apertamente quella attribuitagli.
Questa sera l’incontro sui costi per il territorio
Intanto, il confronto si sposta nella sala Fratelli Cervi (viaMazzini 60), dove alle 18.30 è in programma l’incontro "Data Center: a quale costo?", organizzato dal Comitato No Data Center Caselle Torinese.
Al centro della serata ci sarà il possibile insediamento di una struttura vicino all’aeroporto, con un approfondimento sui consumi energetici, sull’utilizzo delle risorse naturali, sull’impatto ambientale e sulle ricadute per la comunità.
Sono questi gli interrogativi ai quali il comitato intende dare spazio coinvolgendo la popolazione. Per Caselle, la discussione riguarda il rapporto tra sviluppo tecnologico, risorse del territorio e benefici per i cittadini.
Ma, a poche ore dall’appuntamento, emerge già una prima frattura: il consenso politico sul progetto, rivendica Caselle Futura, non può essere raccontato come unanime.