La lista progressista rivendica il contributo delle opposizioni su acqua e recupero del calore e richiama chi oggi contesta il progetto: «Chiunque avrebbe potuto intervenire»
Il consenso in Consiglio comunale non ha chiuso il confronto sul Data Center che sorgerà sulle cosiddette Aree ATA viscino all'aeroporto "Sandro Pertini".
Dopo il voto favorevole di giugno, a Caselle prende forma un fronte contrario all’insediamento nelle aree ATA. E Endro Milano di Progetto Caselle 2027 interviene per difendere il percorso istituzionale, rivendicare il ruolo delle opposizioni e rivolgere una critica a chi oggi contesta la scelta.
«Il Consiglio comunale ha fatto un buon lavoro di approfondimento, anche grazie al contributo delle opposizioni», sostiene. Una posizione che assume un peso preciso nel dibattito: una minoranza che difende il lavoro dell’assemblea e il proprio contributo alla decisione.
Dal voto favorevole alla mobilitazione dei contrari
Il contesto è cambiato rispetto alla seduta del 26 giugno. Sui social è comparso il Comitato No Data Center Caselle Torinese, che ha avviato anche un’attività di volantinaggio al mercato.
Al centro della contestazione, le preoccupazioni per i consumi d’acqua, il fabbisogno elettrico e il rumore.
La nascita del comitato apre dunque una nuova fase politica: alla convergenza maturata in Aula si affianca una contestazione esterna alle sedi consiliari.
Progetto Caselle rivendica il ruolo delle opposizioni
Su questo terreno si colloca l’intervento di Milano. La lista richiama le proposte avanzate per ridurre il consumo idrico e riutilizzare il calore prodotto dal data center, anche attraverso una possibile centrale di teleriscaldamento.
Il tema aveva già segnato il confronto di giugno. Allora Milano aveva motivato il voto favorevole richiamando le osservazioni delle minoranze recepite nel testo finale e il valore del recupero del calore per la comunità. Anche Luca Baracco, di Caselle per Tutti, aveva sostenuto la scelta, presentandola come una scommessa per il territorio.
Il comunicato rilancia quella posizione: Milano rivendica un’opposizione capace di intervenire sulle condizioni del progetto e di assumersi la responsabilità delle proprie valutazioni.
La critica a chi oggi si dichiara contrario
Il passaggio più polemico riguarda però la partecipazione. La lista ricorda le commissioni pubbliche, le sedute consiliari e il Consiglio comunale aperto organizzato prima della decisione finale per ampliare il confronto.
«Chiunque avrebbe potuto intervenire», sottolinea, aggiungendo che la presenza di chi oggi si dichiara contrario avrebbe rappresentato un’occasione di arricchimento reciproco.
La discussione si gioca ora anche sulla distanza tra il percorso istituzionale e la mobilitazione dei cittadini.
Progetto Caselle 2027 difende quasi tre anni di approfondimento; il fronte del no porta l’attenzione sui possibili costi ambientali dell’insediamento.
Il voto favorevole alla variante urbanistica non esauriva il percorso autorizzativo: proprio nei passaggi successivi dovranno trovare riscontro le condizioni e le tutele richiamate durante il confronto politico.