La cestista del Basket Venaria è morta nella notte tra il 18 e il 19 ottobre. La leucemia aveva interrotto il suo percorso sportivo. Il cordoglio della Federazione e della città
Durante il ricovero, le compagne le avevano scritto una lettera per incoraggiarla. Dalla squadra all’ospedale, quelle parole erano un modo per raggiungere Anna Mellano, farle sentire la propria vicinanza, continuare a esserci anche quando condividere il campo non era più possibile.
Anna è morta nella notte tra il 18 e il 19 ottobre, dopo l’aggravarsi delle sue condizioni. Aveva 17 anni. La leucemia l’aveva costretta a interrompere l’attività sportiva proprio negli anni in cui il suo talento cominciava a trovare spazio anche nelle selezioni azzurre.
La notizia ha colpito Venaria e il mondo della pallacanestro. Ad annunciarne la scomparsa è stata la Federazione Italiana Pallacanestro, che ha rivolto un messaggio di cordoglio alla famiglia e al Basket Venaria.
Una passione cresciuta fino all’azzurro
Nel Basket Venaria di Teo Mitton, Anna aveva costruito il proprio percorso sportivo, arrivando alle convocazioni nelle selezioni Under 15 e Under 16. Nel luglio 2024 aveva partecipato con la Nazionale Under 15 al Torneo dell’Amicizia di Varese: una tappa importante per una ragazza che aveva appena quindici anni.
Poi la malattia aveva cambiato le sue giornate e imposto la distanza dalla palestra. La lettera delle compagne racconta ciò che, invece, era rimasto: un rapporto capace di proseguire oltre gli allenamenti e le partite. È uno dei particolari più dolorosi di questa storia, perché restituisce la dimensione quotidiana della perdita, quella di un gruppo di ragazze che oggi deve salutare una di loro.
Il dolore di una città
Il sindaco Fabio Giulivi ha affidato ai social il proprio sgomento: «Sono senza fiato». Nel ricordo del primo cittadino ci sono i sogni di Anna, la passione per la pallacanestro e l’impegno che l’aveva accompagnata fino alle Nazionali giovanili.
Dietro le convocazioni c’erano sacrifici e lavoro. Oggi, davanti alla sua morte, quei risultati diventano anche la misura di quanto presto Anna avesse cominciato a costruire il proprio futuro.
Il presidente della FIP, Giovanni Petrucci, ha espresso vicinanza ai genitori Danilo e Marta, alla famiglia e alla società. Un dolore condiviso da compagne, tecnici e dall’intero movimento cestistico.
Anche dal Derthona, incontrato da avversaria sul campo, è arrivato un saluto che ne ricorda il coraggio. Ai messaggi delle società sportive si sono aggiunte numerose testimonianze sui social.
La maglia azzurra racconta dove Anna fosse già arrivata. La lettera delle compagne racconta il posto che aveva nella sua squadra. Insieme custodiscono il ricordo di una ragazza di diciassette anni, la cui vita aveva ancora molto da diventare.