Sabato 24 ottobre nella chiesa di San Raffaele Arcangelo, l’Accademia del Ricercare chiude la rassegna con un viaggio nel Barocco
Il canto si fa racconto, il lamento diventa teatro e gli strumenti intrecciano melodie e contrappunti.
Antiqua 2026 si conclude a San Raffaele Cimena con “Lo Scrigno di Orfeo”, il concerto proposto dall’Accademia del Ricercare per sabato 24 ottobre alle 21.15, nella chiesa di San Raffaele Arcangelo (via Maestra) a San Raffaele Alto.
Un appuntamento a ingresso gratuito che accosta pagine vocali e sonate strumentali, attraversando il repertorio del Seicento e del primo Settecento. Al centro, la capacità della musica barocca di dare forma agli affetti: desiderio, dolore, seduzione e inquietudine diventano materia sonora, affidata all’espressività delle voci e al dialogo tra gli strumenti.
Da Monteverdi a Corelli, le molte voci del Barocco
Il titolo “Lo Scrigno di Orfeo” richiama il potere incantatore della musica e introduce un programma costruito sull’alternanza di atmosfere e organici.
Le pagine vocali comprendono brani di Girolamo Frescobaldi, Giovanni Felice Sances, Giacomo Carissimi e Maurizio Cazzati. A queste si affiancano una composizione di Antonio Lotti e “Chiome d’oro” di Claudio Monteverdi, in un percorso nel quale la parola cantata assume accenti intimi, drammatici e luminosi.
Il versante strumentale presenta musiche di Giovanni Girolamo Kapsberger, Giuseppe Sammartini e Arcangelo Corelli. L’alternanza con le voci permette di ascoltare differenti modi di costruire il discorso musicale: attraverso il testo, il confronto fra le parti e il sostegno armonico del basso continuo.
Soprani, flauti e tiorbe per il concerto conclusivo
A interpretare il programma saranno i soprani Chiara Pontoriero e Sofia Mammoni, con Luisa Busca e Carlo Gomiero ai flauti, Samuele Lovato e Carlo Gomiero alla tiorba, Filippo Borca al violoncello e Claudia Ferrero al clavicembalo.
L’organico offre una tavolozza di timbri nella quale il respiro dei flauti incontra le corde pizzicate della tiorba e del clavicembalo, mentre il violoncello contribuisce alla trama del basso continuo. È su questo intreccio che si innestano le due voci, protagoniste delle diverse sfumature espressive del repertorio.
Come gli altri appuntamenti di Antiqua 2026, anche la serata conclusiva sarà accompagnata da un piccolo allestimento d’arte dell’associazione La Voce dei Venti, aggiungendo una presenza visiva all’esperienza d’ascolto.
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