Consumo di suolo, fabbisogno energetico e impatto ambientale al centro dell’incontro. Tra il pubblico anche il sindaco Marsaglia e i consiglieri Baracco e Milano
Quanto peserà il nuovo data center sul territorio di Caselle Torinese? È la domanda attorno alla quale si è sviluppato l’incontro organizzato lunedì sera in Sala Cervi dal Comitato No Data Center, nato dopo la presentazione del progetto nelle aree ATA, nei pressi dell’aeroporto. Al centro della mobilitazione, la preoccupazione per una trasformazione destinata a incidere sul suolo e sulla domanda di energia, in un territorio già segnato dalla presenza dello scalo e delle grandi infrastrutture viarie.
Alla serata sono intervenuti Francesco Cappello, fisico ed esponente del Comitato No Guerra No Nato, e un rappresentante di Extinction Rebellion. Tra il pubblico anche il sindaco Giuseppe Marsaglia e i consiglieri di opposizione Luca Baracco ed Endrio Milano, favorevoli all’insediamento.
La preoccupazione del Comitato: terreni agricoli e consumi energetici
Per i promotori, la questione va oltre il cambio di destinazione urbanistica: riguarda il peso che un’infrastruttura di queste dimensioni potrebbe scaricare sull’ambiente e sulla comunità locale.
La documentazione illustrata descrive il progetto promosso da Hines come un campus composto da sei edifici industriali e da un fabbricato di supporto tecnologico, con una potenza elettrica indicata di 250 megawatt. È soprattutto la scala dell’intervento ad alimentare le preoccupazioni: quanta energia sarà necessaria, quale sarà l’impatto dei sistemi di raffreddamento e quali garanzie accompagneranno la realizzazione?
Il consumo di suolo è uno dei nodi più contestati. Nei materiali forniti viene sottolineato che l’insediamento interesserebbe terreni agricoli, anziché recuperare superfici già impermeabilizzate. La critica riguarda quindi un’ulteriore trasformazione del territorio vicino all’aeroporto, alle strade a scorrimento veloce e alle autostrade. La documentazione solleva anche interrogativi sulla vulnerabilità idraulica dell’area, un aspetto da confrontare con gli studi e le valutazioni degli enti competenti.
Sul fondo resta il futuro delle aree ATA, l’Ambito Terziario Aeroportuale: tramontata la prospettiva del parco commerciale, la destinazione produttiva ha aperto la strada al data center. Un passaggio che il Comitato contesta per le conseguenze ambientali dell’insediamento.
Milano chiede nuovi incontri pubblici
Dalla serata emerge anche una distanza nella lettura del percorso amministrativo e delle informazioni disponibili. Endrio Milano difende il lavoro del Consiglio comunale, ma riconosce la necessità di un ulteriore passaggio con la cittadinanza.
«Sul Data Center serve un supplemento di informazione», afferma. Il consigliere rivendica il contributo dei gruppi di opposizione Progetto Caselle 2027 e Caselle per tutti agli approfondimenti svolti. Per il proprio gruppo, Progetto Caselle 2027, richiama in particolare le richieste sulla riduzione del consumo d’acqua e sul riutilizzo del calore prodotto dall’impianto, per evitarne la dispersione.
Milano ha proposto al sindaco e ai capigruppo di organizzare uno o più incontri del Consiglio comunale per illustrare il progetto e le condizioni poste dall’assemblea. Commissioni, sedute pubbliche, un Consiglio aperto e informazione locale, osserva, non sono stati sufficienti a far conoscere pienamente ai cittadini il lavoro compiuto.
Nella sua valutazione della serata, il consigliere ringrazia Gilberto Ferraresi, il cui intervento avrebbe corretto, secondo Milano, alcune informazioni tecniche errate emerse nel corso dell’incontro.
Baracco: rispetto per i promotori dell'incontro, ma è mancato il contraddittorio
Luca Baracco parte dal riconoscimento del valore dell’iniziativa: «Innanzitutto esprimo tutto il mio rispetto per i promotori della serata: è, infatti, utile che ogni cittadino partecipi alla discussione di quanto accade sul territorio».
Il giudizio sullo svolgimento è però critico. Secondo il consigliere, l’incontro si sarebbe progressivamente allontanato dal progetto di Caselle, affrontando questioni diverse — dal nucleare alla Tav, dai rigassificatori alle batterie al litio, fino a dighe ed eolico — senza riservare sufficiente approfondimento ai temi specifici dell’insediamento. Baracco lamenta soprattutto la mancanza di un contraddittorio tecnico e di una proposta alternativa concreta.
Respinge inoltre l’accusa, che riferisce essere stata avanzata da qualcuno dei presenti, di una gestione del progetto «nell’ombra»: ricorda che l’intervento è da anni oggetto di atti, incontri e discussioni pubbliche. Pur essendo presente tra il pubblico, sottolinea anche il mancato invito formale alle istituzioni.
Il consigliere conferma il sostegno alla variante urbanistica, votata dopo gli approfondimenti, e richiama le richieste avanzate con la maggioranza e parte delle opposizioni per l’impiego delle tecnologie più moderne a tutela del territorio. Il suo auspicio è che anche il Comitato possa contribuire a migliorare il progetto, in una prospettiva di sostenibilità ambientale e sociale.
Un progetto che divide sul futuro di Caselle
La distanza resta. Per il Comitato, la trasformazione delle aree ATA porta con sé preoccupazioni che investono il futuro ambientale di Caselle. Per i consiglieri favorevoli, il percorso svolto ha già affrontato diversi di questi temi e deve ora essere spiegato meglio, accompagnando l’insediamento con garanzie e soluzioni tecnologiche adeguate.
È su questo terreno che il confronto resta aperto: dimensioni dell’intervento, fabbisogno energetico, acqua, recupero del calore e tutela del suolo. Questioni sulle quali la serata in Sala Cervi ha reso evidente la richiesta di risposte comprensibili, documentate e verificabili.
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