Cirié Storia 2026, libri e memoria per riscoprire le radici del territorio
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Cirié Storia 2026, libri e memoria per riscoprire le radici del territorio

Quattro appuntamenti alla Biblioteca Civica A. Corghi tra ottobre e novembre. Dalle streghe di Levone al referendum del 1946, fino alla storia industriale di Cirié

La storia non è soltanto quella custodita nei manuali. È fatta anche di vicende dimenticate, personaggi poco conosciuti, tradizioni, luoghi e frammenti di memoria capaci di raccontare l’identità di una comunità.

È da questa idea che riparte “Cirié Storia – frammenti di memorie dal passato”, il ciclo di incontri promosso dalla Biblioteca Civica Corghi, giunto alla sua quinta edizione. Una rassegna ormai consolidata nel calendario culturale cittadino, nata per avvicinare il pubblico alla storia attraverso i libri e la voce degli autori.

Quattro gli appuntamenti in programma tra ottobre e novembre, con un percorso che spazia dal Medioevo alla nascita della Repubblica, passando per episodi sorprendenti della storia internazionale e per una pagina dell'archeologia industriale ciriacese.

Le streghe di Levone aprono Cirié Storia

Il primo incontro è in programma giovedì 8 ottobre con Massimo Centini, autore di “Streghe di Levone – Crimini, rituali e mistero del Piemonte del Medioevo”. La presentazione sarà curata da Caterina Beda.

Al centro della serata una delle pagine più oscure della storia piemontese: la persecuzione delle donne accusate di stregoneria a Levone. Una vicenda nella quale superstizione, paura e ricerca di colpevoli si intrecciarono fino a trasformarsi in condanne.

Luigi Grassia e i pezzi mancanti della storia

Martedì 27 ottobre sarà invece protagonista Luigi Grassia con “La storia in 24 pezzi mancanti”, presentato da Domenica Calza.

Il libro porta il lettore oltre la storia tradizionalmente raccontata a scuola, recuperando episodi e curiosità spesso rimasti ai margini della grande narrazione.

Dal mito di Barbarossa ai misteri legati alle scoperte di Copernico, dalle piratesse e bandite a Charlie Siringo, fino alla morte di Italo Balbo e alle fake news sui reduci del Vietnam: ventiquattro storie che mostrano quanto il passato possa ancora sorprendere.

Gianni Oliva racconta il 2 giugno 1946 in Piemonte

Uno degli appuntamenti centrali della rassegna sarà quello di venerdì 6 novembre, quando il giornalista e saggista Gianni Oliva presenterà “1946: il 2 giugno in Piemonte”. A condurre l'incontro sarà Simona Magistrelli.

Oliva ricostruisce la campagna referendaria del 1946 osservandola dalla prospettiva piemontese e ripercorrendo la complessa fase istituzionale iniziata dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

Il racconto attraversa gli ultimi anni della monarchia, la luogotenenza e il breve regno di Umberto II, passato alla storia come il “Re di Maggio”, fino al referendum istituzionale che segnò la nascita della Repubblica.

Antonio Porcheddu e la storia industriale di Cirié

La quinta edizione di Cirié Storia si concluderà giovedì 19 novembre con un capitolo strettamente legato alla memoria della città.

Enrico Laerte Corona e Daniela Re presenteranno “Giovanni Antonio Porcheddu ‘Re del cemento armato’ – Il sardo che rivoluzionò l’edilizia italiana”, con Fabrizio Mastroleo.

Il volume ricostruisce la figura e l’opera dell’ingegnere e imprenditore che contribuì alla diffusione del cemento armato in Italia, soffermandosi anche sul suo legame con Cirié. Porcheddu partecipò infatti alla realizzazione delle strutture dell’opificio costruito per i Remmert in via Biancheria, destinato alla produzione di nastri e trecce.

Una storia nella quale innovazione architettonica e memoria industriale riportano l'attenzione direttamente sul territorio ciriacese.

Libri e cultura come occasione di incontro

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno alle 18.30 nella Biblioteca Civica A. Corghi, al primo piano di Cirié 2000. L’ingresso è libero e gratuito.

“Cirié Storia” è organizzata dalla Biblioteca Civica di Cirié con la collaborazione della Libreria Ubik Cirié e si inserisce nel percorso culturale con cui la città punta a rafforzare il rapporto tra cittadini e lettura, anche attraverso la qualifica di “Città che legge”.

«Una città che legge è una città che si interroga, scopre e si confronta», sottolinea la sindaca Loredana Devietti, evidenziando come la rassegna permetta di conoscere il passato e, allo stesso tempo, creare occasioni di partecipazione e riflessione sul futuro.

Sulla stessa linea la consigliera delegata alla Cultura Domenica Calza, che richiama il valore della cultura non soltanto come conservazione della memoria, ma come occasione di «incontro e confronto», soprattutto in un'epoca fortemente segnata dal digitale e dai social.

Ed è proprio questa la chiave di Cirié Storia 2026: partire dalle pagine dei libri per riportare il passato nel presente, trasformando la memoria in uno strumento per conoscere meglio il territorio, le sue radici e le storie che hanno contribuito a costruirne l’identità.

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