Leinì, 130 anni con la Filarmonica “Vittorio Ferrero”: una città raccontata attraverso la musica

Leinì, 130 anni con la Filarmonica “Vittorio Ferrero”: una città raccontata attraverso la musica

Dal 1896 accompagna feste, ricorrenze e momenti della comunità. A settembre tre grandi concerti, una mostra storica e il concorso delle vetrine per celebrare un compleanno che appartiene a tutta Leinì

A Leinì, in 130 anni, è cambiato quasi tutto. Sono cambiate le strade, le case, le abitudini. Sono passate guerre e rinascite, feste e lutti, generazioni intere. Sono cambiati persino i rumori della città.

Ma dentro molti dei suoi giorni importanti c’è un suono che ritorna. È quello degli strumenti della Filarmonica “Vittorio Ferrero”.

C’era quando Leinì era un paese molto diverso da quello di oggi. C’è ancora adesso, quando una ricorrenza porta la comunità in piazza, quando si celebra, si ricorda, si festeggia. E probabilmente è proprio questo il modo migliore per spiegare cosa significhino 130 anni di musica: non contare i concerti, ma provare a immaginare quanta vita sia passata davanti a quegli strumenti.

Dal 1896 al 2026, mentre tutto intorno cambiava, generazioni di musicisti hanno continuato a fare la stessa cosa: prendere posto, sistemare lo spartito, aspettare il gesto del maestro e cominciare a suonare.

Adesso, però, la musica sarà per loro.

La Filarmonica “Vittorio Ferrero” compie 130 anni e Leinì si prepara a festeggiare un compleanno che appartiene non soltanto ai musici di oggi e di ieri, ma a un’intera città. Lo farà a settembre con concerti, una mostra, un concorso dedicato alle vetrine e dieci giorni nei quali passato e presente torneranno, inevitabilmente, a suonare insieme.

Tutto cominciò nel settembre del 1896

Bisogna tornare indietro fino alla fine dell'Ottocento, quando Leinì aveva un volto completamente diverso da quello di oggi.

Era il 5 settembre 1896 quando nacque la Società “Risorta Vittorio Ferrero”, con il maestro Alberto Goy. La scelta di quella parola, “Risorta”, non fu casuale: già due anni prima don Giorgio Gioda aveva dato vita a un'esperienza bandistica, destinata però a interrompersi in breve tempo.

La musica, tuttavia, non si fermò.

Furono 27 leinicesi a raccogliere idealmente il testimone e a far rinascere una banda indipendente dalla Parrocchia. Da quella decisione sarebbe cominciato un viaggio destinato ad attraversare tre secoli.

Un viaggio arrivato fino al 2026.

Ancora oggi la “Vittorio Ferrero” accompagna infatti i principali momenti della vita collettiva. È presente nelle feste civili e religiose e continua a scandire appuntamenti importanti per la comunità: anche nelle celebrazioni della Liberazione, il 25 aprile scorso, le sue note hanno accompagnato la commemorazione cittadina.

Non è quindi soltanto una banda che compie 130 anni. È un pezzo della memoria di Leinì che continua a suonare.

Un compleanno lungo dieci giorni

Per un anniversario così non poteva bastare una sola serata.

I festeggiamenti, organizzati con il patrocinio del Comune – formalmente riconosciuto dall'Amministrazione proprio per il 130° anniversario – si svilupperanno attraverso un calendario che intreccia concerti, storia e partecipazione della città.

Il primo appuntamento sarà sabato 12 settembre alle 21, al Teatro Pavarotti.

Sul palco si incontreranno due mondi musicali differenti: da una parte le fisarmoniche del duo “Fisarmonicamania”, dall'altra le sonorità jazz dell'Alessio Pagliero Trio.

Un'apertura che sembra quasi voler raccontare lo spirito stesso della ricorrenza: partire dalla tradizione senza aver paura di incontrare linguaggi diversi.

A Villa Chiosso arrivano i “cugini” di Volpiano

Il secondo capitolo della festa è in programma sabato 19 settembre, ancora alle 21, questa volta nel cortile di Villa Chiosso.

Protagonista sarà la Filarmonica Volpianese, diretta dal maestro Pietro Marchetti.

Una serata affidata dunque ai “cugini” musicisti di Volpiano, nel segno di quella tradizione bandistica che per decenni ha costruito relazioni tra paesi, associazioni e generazioni.

Il gran finale arriverà il giorno successivo.

Domenica 20 settembre, alle 17.30, sempre nel cortile di Villa Chiosso, saliranno sul palco l'orchestra e il coro dell'Arsenale della Pace, diretti da Mauro Tabasso.

Sarà l'ultimo grande concerto del programma e, simbolicamente, anche l'incontro tra la musica e un'esperienza che ha fatto dell'incontro, della solidarietà e della costruzione della pace alcuni dei propri linguaggi fondamentali.

L'ingresso a tutti gli spettacoli sarà gratuito fino a esaurimento dei posti. In caso di maltempo, i due appuntamenti previsti all'aperto verranno trasferiti in parrocchia.

Quando anche le vetrine raccontano la musica

Ma il 130° compleanno non resterà confinato sui palchi. L'idea è coinvolgere Leinì e trasformare per alcuni giorni la città stessa in parte della festa.

Dall'11 al 20 settembre le attività commerciali potranno infatti partecipare al concorso delle vetrine, chiamate a interpretare a modo loro il tema della ricorrenza.

La premiazione è prevista domenica 20 settembre alle 19, a Villa Chiosso. Sarà un modo per portare strumenti, note, colori e suggestioni musicali fuori dalla sala prove e dentro le strade della città.

Spartiti, fotografie e cimeli: 130 anni diventano una mostra

Per capire quanto sia lunga una storia di 130 anni, però, qualche volta bisogna aprire un vecchio cassetto.

Ed è proprio quello che farà idealmente la mostra organizzata nella sede della Filarmonica, in via Carlo Alberto 171.

Dal 14 al 19 settembre, ogni pomeriggio dalle 16 alle 18, saranno esposti spartiti, fotografie, documenti e cimeli.

Oggetti che sulla carta potrebbero sembrare semplici testimonianze del passato, ma che messi uno accanto all'altro finiscono per comporre un grande album collettivo.

Dietro una fotografia ingiallita ci sarà magari il volto di un nonno. Dentro uno spartito, le annotazioni di un maestro. In una vecchia divisa, il ricordo di una festa patronale o di una commemorazione.

E attraverso quei frammenti emergerà non soltanto la storia della Filarmonica, ma inevitabilmente anche quella di Leinì.

«Una Filarmonica è quello che dovrebbe essere una comunità»

È proprio questo il significato che il sindaco Luca Torella e l'assessora alle Associazioni Rosalia Marini affidano alle celebrazioni.

«Una filarmonica non si limita a suonare», sottolineano, ricordando quanto lavoro si nasconda dietro i pochi minuti necessari per eseguire un brano: mesi di prove, fatica, tentativi, perfezionamento, tempo e impegno.

Ma il punto centrale è un altro.

Persone di età differenti, con sensibilità ed esperienze diverse, imparano ad ascoltarsi e a fare ciascuna la propria parte per raggiungere insieme un risultato.

Ed è qui che la musica diventa metafora.

«Una filarmonica è, in piccolo, quello che è, o dovrebbe essere, una comunità», osservano Torella e Marini.

Un'orchestra funziona soltanto se nessuno pensa di poter suonare da solo. Se ciascuno conosce il proprio ruolo ma, nello stesso tempo, ascolta chi gli sta accanto.

Forse è anche questo il segreto che permette a un'associazione nata nel 1896 di arrivare fino al 2026.

Centotrent'anni dopo, la musica continua

Nel 1996, quando la Filarmonica festeggiò il suo primo secolo di vita, l'allora presidente Nino Navilli guardava già avanti e affidava alle nuove generazioni il compito di continuare una tradizione costruita con sacrificio da chi le aveva precedute.

Sono passati altri trent'anni. Quell'augurio, evidentemente, è stato raccolto.

E così, dopo 130 anni, la “Vittorio Ferrero” continua a essere presente dove Leinì si incontra, festeggia, ricorda e si raccoglie.

Sono cambiati i musicisti. Sono cambiati i maestri, il paese, le strade e probabilmente anche il pubblico. Sono cambiati i repertori e il mondo attorno alla banda.

Una cosa, però, è rimasta. Prima di ogni concerto qualcuno prende ancora uno strumento, apre uno spartito e aspetta il gesto del maestro. Poi arriva la prima nota.

Ed è da 130 anni che, a Leinì, quella nota continua a raccontare una storia.

Image

Non Solo Contro

Il giornale è a cura dell'Associazione Culturale onlus NonSoloContro.
Registrazione n. 2949 del 31/01/2019 rilasciata dal Tribunale di Torino
Direttore responsabile: Nadia Bergamini

Area riservata