Leini, opposizioni fuori dal Consiglio: è scontro con la Giunta su atti e metodo
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Leini, opposizioni fuori dal Consiglio: è scontro con la Giunta su atti e metodo

Nell’ultima seduta del 18 settembre le minoranze non si presentano in aula. Nel mirino piscina, DUP e documenti modificati dopo la convocazione: «Il Consiglio non può limitarsi a ratificare»

A Leini lo scontro politico si alza di tono. Nell’ultimo Consiglio comunale di ieri 18 settembre, i gruppi di opposizione hanno scelto di disertare l'Aula. Non una semplice assenza, ma una protesta politica contro il modo in cui, secondo le minoranze, la Giunta sta portando alcune delle decisioni più importanti all’esame del Consiglio.

Il messaggio è piuttosto chiaro: "non si può chiedere ai consiglieri di votare atti che arrivano incompleti, vengono corretti in corsa o cambiano dopo la convocazione della seduta".

È questa l’accusa attorno alla quale ruota la decisione delle opposizioni, che parlano di una scelta «eccezionale» ma necessaria per richiamare l’attenzione sul ruolo del Consiglio comunale.

«Non siamo contrari a tutto, contestiamo il metodo»

Ed è proprio il metodo, più ancora dei singoli provvedimenti, a diventare il terreno dello scontro.

Le minoranze non vogliono passare per quelle del “no” a prescindere. Lo precisano soprattutto sulla questione più delicata, quella della piscina comunale.

Sul tavolo c’è la possibilità di portare la concessione dell’impianto dagli attuali limiti regolamentari fino a un massimo di 19 anni. L’opposizione non esclude che una durata maggiore possa essere necessaria per rendere sostenibile il progetto. Ma pone una domanda molto più semplice: prima di decidere per quanto tempo affidare un bene pubblico così importante, siamo sicuri di avere davanti tutti i documenti corretti e definitivi?

Il dubbio nasce dal fatto che dopo la convocazione del Consiglio sarebbe stato necessario sostituire una relazione economico-finanziaria non aggiornata e aggiungere un documento che inizialmente mancava.

Per l’opposizione è proprio questo il punto: non è in discussione soltanto se 19 anni siano tanti o pochi. Prima bisogna capire con chiarezza quanto si investe, quali costi resteranno a carico del Comune, quali rischi ci sono e quale sia la reale convenienza per la città.

Anche i conti del Comune finiscono nel mirino

Altro terreno caldo è il DUP 2027-2029, il documento con cui il Comune traccia la propria strada per i prossimi anni.

Qui le opposizioni sollevano dubbi soprattutto sulla tenuta di alcuni numeri. Uno su tutti: il fondo di cassa previsto scenderebbe da circa 2,5 milioni a 1,7 milioni di euro, quasi 789mila euro in meno.

Ma a preoccupare politicamente le minoranze è anche la previsione di una crescita dell’indebitamento di circa il 69% entro il 2029, insieme alla distanza che, a loro giudizio, esisterebbe tra alcuni obiettivi annunciati dall’Amministrazione e le risorse realmente messe a disposizione.

Non solo numeri, dunque. La domanda posta dall’opposizione è più politica: quanto sono solide le scelte con cui Leini sta programmando i prossimi anni?

Un altro atto corretto dopo le polemiche

C’è poi la questione del servizio relativo ai veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo o fiscale.

Un tema certamente meno immediato per il cittadino rispetto alla piscina o ai conti comunali, ma che per le opposizioni diventa un altro esempio dello stesso problema.

La delibera era già stata al centro di correzioni dopo la seduta del 9 giugno e anche la nuova versione lascerebbe ancora punti poco chiari, a partire da chi possa accedere al servizio e con quali requisiti.

Ed è proprio la somma di questi episodi ad aver fatto scattare la protesta.

La minoranza alza il livello dello scontro

La scelta di non entrare in aula è forte e inevitabilmente discutibile. Il Consiglio comunale resta infatti il luogo nel quale maggioranza e opposizione sono chiamate a confrontarsi, anche duramente.

Ma le minoranze ribaltano il ragionamento: sostengono di essersi assentate proprio perché ritengono che il Consiglio debba poter discutere su documenti chiari e definitivi e non essere messo davanti a decisioni già confezionate o a carte sistemate all’ultimo momento.

Per questo parlano apertamente di «protesta istituzionale» e annunciano che la vicenda non terminerà con i banchi vuoti del 18 settembre. Si riservano infatti ulteriori iniziative politiche e consiliari per chiedere chiarimenti sugli atti contestati.

A Leini la partita adesso è politica

Piscina, bilancio, delibere: i singoli dossier restano importanti, ma dopo l’ultimo Consiglio il vero tema sembra essere diventato un altro.

Che ruolo deve avere il Consiglio comunale nelle scelte della città?

Per le opposizioni non può essere quello di prendere atto di decisioni già costruite altrove, soprattutto quando i documenti vengono modificati a ridosso della seduta. Alla maggioranza spetterà invece difendere il proprio operato e spiegare perché le contestazioni sollevate dalle minoranze non compromettano la correttezza delle decisioni assunte.

Una cosa, però, politicamente appare evidente: dopo lo strappo del 18 settembre, a Leini il confronto tra maggioranza e opposizione entra in una fase decisamente più accesa.

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