Cattivi odori a Settimo, il fenomeno si attenua. Arpa verifica l’impianto di biogas ai Mezzi Po
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Cattivi odori a Settimo, il fenomeno si attenua. Arpa verifica l’impianto di biogas ai Mezzi Po

Dopo giorni di segnalazioni diminuiscono i disagi. Nel verbale dell'Arpa rilevato l’odore della lavorazione non più percepibile a poche decine di metri.  Verifiche anche sul caso Olon

Sono ormai in attenuazione le puzze che per giorni hanno accompagnato le giornate – e soprattutto esasperato il naso – di molti cittadini di Settimo Torinese.

Da sabato scorso gli odori stanno progressivamente diminuendo e con loro anche le segnalazioni, complice, forse,  il cambiamento delle condizioni meteorologiche.

Ma se l’aria torna lentamente alla normalità, resta aperta la domanda che ha accompagnato il caso fin dall’inizio: da dove arrivavano quegli odori?

Una risposta univoca, almeno per ora, non c’è. Il verbale del sopralluogo effettuato da Arpa Piemonte il 26 agosto, insieme al Servizio Ambiente del Comune, aggiunge però elementi concreti alla ricerca delle possibili sorgenti.

Il sopralluogo Arpa ai Mezzi Po

I tecnici si sono recati alla Società Agricola Racca Giuseppe & Figli, in frazione Mezzi Po, proprio «a seguito di segnalazioni di odori molesti pervenute al Comune di Settimo». L’azienda produce biogas attraverso digestione anaerobica e durante l’ispezione Arpa ha verificato impianto, piazzali, aree di stoccaggio, locale tecnico, pre-vasca e platea destinata al digestato.

Dal verbale emerge che nell’ultimo periodo la principale biomassa utilizzata è costituita da pastone di mais. Lo scarto della lavorazione del caseificio non verrebbe più ritirato da circa un mese e mezzo, mentre la pollina non viene utilizzata da circa un anno e mezzo, con ultimo ritiro nel marzo 2025.

Il digestato liquido è stoccato in una vasca dotata di copertura in crosta di paglia, mentre il pastone viene conservato all’esterno in apposite trincee. Al momento del controllo, precisa ancora Arpa, le aree circostanti risultavano prive di colaticci e il materiale presente non superava la capacità delle trincee.

L’odore percepito vicino alle aree di lavorazione

È però il passaggio sugli odori il punto centrale della relazione. Nei piazzali in prossimità delle aree di stoccaggio e caricamento della pre-vasca Arpa ha rilevato come «chiaramente percepibile» l’odore caratteristico della lavorazione.

Lo stesso odore, tuttavia, non risultava più percepibile a poche decine di metri di distanza, pur trovandosi ancora all’interno dell’impianto.

Un riscontro che documenta dunque una sorgente odorosa nell’area produttiva, ma che da solo non consente di attribuire a quell’attività l’intero fenomeno avvertito in città. Tanto più in un territorio caratterizzato dalla presenza di diverse realtà industriali e produttive.

Piastra: «Nessun elemento di pericolosità»

«In un contesto di realtà industriale nel quale è complesso individuare chiaramente le emissioni, in queste settimane abbiamo ricevuto dai cittadini segnalazioni che lamentavano cattivi odori – spiega la sindaca Elena Piastra –. I tecnici hanno effettuato vari sopralluoghi, anche in collaborazione con l’Arpa, e in nessun caso sono emersi elementi di pericolosità per le persone o per l’ambiente».

Nessun allarme sanitario o ambientale, quindi, ma rimane il problema della qualità della vita. «Resta il disagio per i cittadini, su cui da tempo il Comune sta lavorando per mitigare il problema con l’indispensabile collaborazione delle aziende che operano sul territorio» aggiunge la sindaca.

Il caso Olon e la manutenzione straordinaria

Tra le realtà finite al centro delle segnalazioni c’è anche Olon, indicata da una cittadina in una lettera a Specchio dei tempi che ha lamentato gli odori avvertiti per giorni e soprattutto la mancanza di informazioni sui tempi necessari per il ritorno alla normalità.

Sul punto Piastra chiarisce: «In merito alla Olon, l’azienda ha informato il Comune e le altre autorità competenti in merito alla necessità di eseguire attività di manutenzione straordinaria sull’impianto di trattamento acque dello stabilimento».

Un intervento che sarebbe ormai vicino alla conclusione. «Tale operazione, effettuata a impianti produttivi fermi, è in fase di conclusione – prosegue la sindaca – e abbiamo sollecitato l’azienda a fornirci una tempistica».

Un anno di segnalazioni per costruire la mappa degli odori

Il miglioramento registrato da sabato non chiude comunque il dossier. A fornire indicazioni più precise dovrebbe essere il Tavolo odori, avviato dal Comune insieme ad Arpa e arrivato alla conclusione della prima fase dopo un anno di monitoraggio realizzato con la collaborazione dei cittadini.

«Rispetto alla gestione del problema complessivo, si è da poco conclusa la prima fase del Tavolo odori, con un monitoraggio svolto in collaborazione con i cittadini e durato un anno – sottolinea Piastra –. A partire dall’autunno il Tavolo odori entrerà nella fase successiva».

A quel punto saranno analizzati i dati raccolti e il confronto si sposterà direttamente sulle attività produttive: «Analizzati i risultati del monitoraggio, le aziende verranno direttamente coinvolte per valutare come attivare ulteriori mitigazioni al problema».

Le puzze, intanto, stanno via via svanendo. Ora la sfida è trasformare un anno di segnalazioni, verifiche e sopralluoghi in una mappa più precisa delle possibili sorgenti e, soprattutto, in interventi capaci di ridurre il rischio che il fenomeno torni a farsi sentire.

 
 
 
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