Settimo torinese, la scuola che non chiude al suono della campanella

Inaugurato a Borgo Nuovo il polo Rita Levi-Montalcini e Margherita Hack: oltre 12 milioni di investimento. Dopo le lezioni gli spazi resteranno aperti al quartiere

Una scuola per 371 bambini, ma pensata per un quartiere di 12 mila abitanti. A Borgo Nuovo il confine tradizionale tra aule e città prova a saltare: in via Fantina 21 nasce un polo scolastico che al mattino insegna e, finite le lezioni, cambia funzione e diventa spazio pubblico.

È questa la scommessa del nuovo polo Rita Levi-Montalcini e Margherita Hack, il più importante cantiere pubblico degli ultimi anni in città, nato sull’ex area mercatale con un investimento superiore ai 12 milioni di euro.

Una scuola per 371 bambini

Ospita la scuola dell’infanzia Rita Levi-Montalcini, con 114 posti, e la primaria Margherita Hack, per 257 alunni: 371 bambini, 20 aule modulari e otto laboratori per scienze, tecnologia, arte, musica e lingue.

Tra le novità c’è l’aula multisensoriale Snoezelen, pensata in particolare per gli alunni con disturbi dello spettro autistico e aperta anche alla cittadinanza. Ci sono inoltre un orto didattico e la Comunicazione Aumentativa Alternativa.

Dopo le 16.30 la scuola cambia volto

Quando finiranno le lezioni, biblioteca, coworking, sale per incontri e proiezioni e la palestra-auditorium da 300 posti saranno a disposizione della comunità. Al piano terra troveranno spazio anche servizi per genitorialità, occupazione femminile e salute mentale giovanile.

La scuola diventerà così un centro civico per Borgo Nuovo e i suoi circa 12 mila abitanti.

«Mi piacerebbe che tra qualche anno, passando davanti a questa scuola nel tardo pomeriggio, vedessimo ancora le luci accese», ha detto Francesco Profumo. Una scuola che diventa «casa dell’apprendimento di un’intera comunità», fondata su tre parole: opportunità, comunità e libertà.

Perché i bambini non partono tutti dalle stesse condizioni e la scuola deve fare in modo che «il punto di partenza non determini il punto di arrivo».

L’investimento come sfida sociale

Il sindaco metropolitano Stefano Lo Russo ha sottolineato il valore sociale dell’investimento: «In un momento in cui troppi lavorano sulla paura e sulla disgregazione sociale, scegliere di investire sull’istruzione, sui bambini e sulla capacità delle persone di sentirsi parte di una comunità è una sfida culturale».

Il progetto è stato finanziato principalmente attraverso il Pnrr, insieme a risorse Gse, Pr Fesr Piemonte e comunali. L’edificio è certificato Nzeb, a consumi energetici estremamente ridotti.

«Ottenere le risorse è complesso – ha ricordato l’assessore regionale Gian Luca Vignale – ma da quel momento comincia la parte più difficile: trasformare una possibilità in realtà».

Piastra: «Una scuola che diventa casa per tutti»

Per la sindaca Elena Piastra, l'inaugurazione rappresenta il punto di arrivo di uno degli interventi più importanti dell'amministrazione. «Finalmente vediamo partire il principale cantiere di questo mandato. La nuova scuola del Borgo Nuovo non è solo un edificio scolastico, ma un investimento profondo nel valore sociale del nostro territorio e nel futuro non solo delle studentesse e degli studenti che la frequenteranno, ma anche della cittadinanza in generale».

Una scelta che passa anche attraverso i nomi assegnati alle due scuole. Non soltanto un'intitolazione, ma il tentativo di consegnare ai bambini due modelli femminili legati alla ricerca e alla conoscenza. «Intitolare questi spazi a due figure straordinarie come Rita Levi Montalcini e Margherita Hack significa trasmettere alle nostre bambine e ai nostri bambini un messaggio chiaro: l'importanza della scienza, della curiosità e del coraggio di andare oltre ogni limite» ha proseuito la sindaca.

Ma il progetto di via Fantina non nasce isolato. La nuova scuola entra in una strategia più ampia che riguarda le famiglie e, contemporaneamente, la trasformazione di Borgo Nuovo. «Questo intervento si inserisce in un percorso più ampio di sostegno alle famiglie della nostra città, che comprende il rafforzamento del Centro Famiglie e la gratuità dei nidi».

E c'è poi il quartiere, interessato negli ultimi anni da altri investimenti e nuovi servizi. «Al tempo stesso, è un tassello fondamentale della trasformazione che stiamo portando avanti nel quartiere, insieme agli altri progetti già completati o in corso, dal MU-CH – Museo della Chimica al polo sportivo dell'8 marzo».

È proprio qui che ritorna il significato più ambizioso dell'intervento: fare in modo che la scuola non appartenga soltanto a chi la frequenta durante le ore di lezione. «Con la nuova scuola del Borgo Nuovo restituiamo a un quartiere di 12.000 persone un luogo di aggregazione vivo anche al pomeriggio, dove la scuola si apre alla comunità diventando casa per tutti».

Due scienziate, la stessa idea di libertà

Anche i nomi scelti raccontano la scommessa: Rita Levi-Montalcini e Margherita Hack, una rivolta verso i misteri della vita, l’altra verso le stelle. Due direzioni diverse e la stessa lezione: la conoscenza allarga i confini della libertà.

Ora viene la parte che nessun progetto, nessun finanziamento e nessun rendering può garantire: vedere se questa scuola riuscirà davvero a diventare ciò per cui è stata immaginata. Non soltanto il luogo dove ogni mattina entrano 371 bambini, ma uno spazio riconosciuto come proprio da un intero quartiere.

Perché 12 milioni di euro possono costruire aule, laboratori, una palestra e una biblioteca. Una comunità, invece, non si costruisce per decreto: deve scegliere di entrare, incontrarsi e restare.

La nuova scuola di Borgo Nuovo è pronta. Da adesso, la parte più importante del progetto comincia fuori dalle aule.

Image

Non Solo Contro

Il giornale è a cura dell'Associazione Culturale onlus NonSoloContro.
Registrazione n. 2949 del 31/01/2019 rilasciata dal Tribunale di Torino
Direttore responsabile: Nadia Bergamini

Area riservata