Centro di Salute Mentale ancora in piazza Costituente e riordino delle sedi da completare. Pompeo (Pd) interroga la Giunta regionale e Schillaci porta la questione anche in Consiglio comunale
Il calendario corre, i cantieri devono ancora chiudere il cerchio e sul futuro della sanità territoriale di Venaria Reale si apre ora un fronte politico in Regione. Al centro ci sono due tasselli strettamente collegati: il trasferimento del Centro di Salute Mentale e la piena operatività della Casa di Comunità di via Silva.
A chiedere che vengano messi nero su bianco tempi, risorse e scadenze è la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta piemontese. Un'iniziativa parallela è stata depositata in Consiglio comunale dalla consigliera Pd di Venaria Rossana Schillaci.
Il punto non è soltanto quando termineranno i lavori. La questione riguarda l'incastro tra strutture diverse sul quale è stato costruito il riordino dei servizi sanitari cittadini: se uno dei trasferimenti slitta, anche gli altri rischiano di subirne le conseguenze.
Il trasferimento che ancora non c'è
Il primo nodo riguarda il Centro di Salute Mentale, oggi ancora operativo nella sede di piazza Costituente.
Il piano concordato tra Comune e ASL TO3 prevede il trasferimento dei servizi nei locali dell’ex Casa Protetta di corso Machiavelli, interessata da interventi di adeguamento e manutenzione. Proprio qui, però, secondo quanto riportato nell'interrogazione regionale, si sarebbe aperto il problema delle risorse necessarie per completare l'operazione.
Pompeo riferisce che dalla documentazione trasmessa al Comune risulta una richiesta dell'ASL TO3 alla Regione Piemonte per ottenere finanziamenti integrativi.
Ed è su questo passaggio che la consigliera chiede una risposta formale: i fondi sono stati stanziati? Se sì, in quale misura? E soprattutto, quando potranno terminare i lavori?
Domande che spostano la vicenda dal terreno delle intenzioni a quello delle scadenze.
«Voglio sapere se queste risorse sono state effettivamente stanziate e quale sia il cronoprogramma di completamento dei lavori», afferma Pompeo, secondo la quale «i cittadini sono stanchi di continui rinvii e dell'assenza di risposte».
L'effetto domino sulla Casa di Comunità
Il problema è che il Centro di Salute Mentale non rappresenta una partita isolata.
Il trasferimento rientra infatti in un più ampio riassetto delle sedi sanitarie di Venaria e si intreccia con il futuro della Casa di Comunità di via Silva, uno degli interventi destinati a ridisegnare l'assistenza territoriale.
Il cantiere della Casa di Comunità è stato avviato dall'ASL TO3 il 26 settembre 2025. L'intervento prevede la ristrutturazione dell'edificio esistente e dispone di un finanziamento indicato dall'azienda sanitaria in 1,8 milioni di euro.
Nella nuova struttura dovranno trovare spazio diversi servizi sanitari territoriali, dagli ambulatori per la medicina generale alla pediatria, fino alla neuropsichiatria infantile, alla psicologia infantile e alla diagnostica di base.
È qui che il dossier diventa più delicato.
Secondo Pompeo, eventuali ulteriori ritardi nel trasferimento del Centro di Salute Mentale potrebbero ripercuotersi sulla riorganizzazione complessiva e quindi sulla possibilità di rendere pienamente operativo il nuovo presidio.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: la Casa di Comunità riuscirà a partire con tutti i servizi previsti oppure rischia un'apertura parziale?
È uno degli interrogativi sui quali viene chiamata a rispondere la Regione.
Una scadenza che si avvicina
A rendere la questione ancora più stringente c'è il calendario.
L'accordo quadro sottoscritto nel 2023 tra Comune di Venaria Reale e ASL TO3 aveva delineato un complesso riordino di immobili e servizi sanitari cittadini, indicando nel 31 dicembre 2026 il termine per la conclusione degli interventi collegati ai progetti PNRR e per il completamento della riorganizzazione.
Una data che ormai dista pochi mesi.
Ed è proprio l'avvicinarsi della scadenza a rendere centrale la richiesta di un cronoprogramma aggiornato: non soltanto sapere se i lavori proseguiranno, ma capire quando ogni struttura potrà concretamente entrare a regime.
Centro di Salute Mentale, un servizio che va oltre Venaria
C'è poi un altro elemento che allarga i confini della vicenda.
Il Centro di Salute Mentale di Venaria non serve esclusivamente i residenti della città. Secondo i dati dell'ASL TO3, il presidio rappresenta un riferimento anche per Pianezza, Alpignano, Druento, San Gillio, Givoletto, La Cassa e Val della Torre, con un bacino complessivo superiore ai 90mila abitanti.
Il servizio si occupa di prevenzione, cura e riabilitazione nell'ambito della salute mentale della popolazione adulta e opera attraverso un'équipe multidisciplinare.
Il ritardo nel completamento del riassetto assume quindi una dimensione sovracomunale e coinvolge una fetta significativa dell'area metropolitana torinese.
Pompeo: «Non sono semplici opere edilizie»
È su questo aspetto che Pompeo concentra la parte politica della sua iniziativa.
«Parliamo di servizi essenziali per la salute pubblica e per la presa in carico delle persone più fragili, non di semplici opere edilizie», sostiene la consigliera regionale.
La richiesta rivolta alla Giunta è quella di ricostruire con precisione lo stato dell'intervento: risorse già disponibili, eventuali finanziamenti ancora mancanti, avanzamento dei lavori e date previste per i trasferimenti.
Perché dietro porte, ambulatori e cantieri c'è soprattutto la capacità del sistema sanitario di offrire servizi vicino ai cittadini.
Ora la Regione deve chiarire tempi e risorse
Con l'interrogazione depositata a Palazzo Lascaris, il dossier Venaria passa dunque formalmente sul tavolo della Regione Piemonte.
Pompeo chiede di sapere se siano state assegnate le risorse integrative richieste dall'ASL TO3, quando potranno essere completati gli interventi nell'ex Casa Protetta di corso Machiavelli e quali siano le tempistiche effettive per il trasferimento del Centro di Salute Mentale.
Ma soprattutto chiede garanzie sulla piena operatività della Casa di Comunità di via Silva e sul rispetto delle scadenze previste dal programma di riorganizzazione.
«Dopo anni di annunci e di attesa servono fatti», conclude la consigliera.
Adesso la questione è nelle mani della Regione. E con il 31 dicembre 2026 sempre più vicino, la risposta attesa non riguarda soltanto quanto è stato fatto finora: riguarda soprattutto quanto resta da fare e quanto tempo servirà per farlo.